Visitare le Cinque Terre e Porto Venere

In traghetto, a piedi o a bordo di una tipica imbarcazione, le Cinque Terre e Porto Venere lasciano senza fiato i numerosi turisti visitano questo patrimonio dell’umanità


Di Debora Bergaglio

Non sono moltissimi i luoghi al mondo capaci di riassumere in un unico paesaggio tante diverse esperienze ed emozioni; fra questi, in cima alla lista, metterei sez’altro le Cinque Terre e Porto Venere, Patrimonio dell’Umanità Unesco e meta ideale per una vacanza breve e o lunga, in coppia, da soli o in famiglia.

Cinque Terre

Destinazione perfetta per una fuga romantica, per un fine settimana all’insegna della natura e persino della spiritualità. Fra i cinque borghi marinari aggrappati alle montagne, a picco sul mare, si possono infatti deliziare tutti e cinque i sensi. Una terra autentica, ma apprezzata soprattutto dagli stranieri, che costituiscono addirittura il 90% dei turisti che ogni anno approdano alle Cinque Terre. Come sia possibile è difficile a capirsi; sarà forse il fatto che non si valorizzano mai abbastanza le bellezze nostrate e si preferisce invece cogliere un low cost verso Paesi lontani, saranno i prezzi o forse più probabilmente una certa pigrizia nel conoscere e scoprire ciò che abbiamo a casa nostra. Il mio invito, perciò, è quello di avventurarsi nella scoperta di ciò che rapisce e affascina tantissimi turisti americani e nord europei. Un invito a ri-scoprire ed apprezzare uno dei luoghi più belli e autentici al mondo. Eccovi di seguito alcuni spunti ed itinerari per visitare e vivere le Cinque Terre.

DA MONTEROSSO A PORTO VENERE IN BATTELLO

Essendo le Cinque Terre un’area naturale protetta inserita in un Parco Nazionale, penso che sia un delitto – oltre che molto scomodo – arrivare sino qui in macchina. Prendo quindi un treno da Genova e arrivo direttamente al primo dei cinque borghi marinari nascosti tra le insenature di questo lembo estremo del Levante ligure: Monterosso. Più grande, comodo e attrezzato rispetto agli altri, decido che sarà la mia base per un week end di mare e relax. La stazione è al centro della passeggiata e proprio di fronte al mare. Il mio affitta camere, dal nome suggestivo, “la Poesia”, si trova però nella parte antica del borgo, dopo il tunnel che divide in due la località. Dopo neanche mezz’ora che sono qui, mi accorgo subito di aver trovato una delle cose per me più importanti in qualsiasi vacanza o posto che visito: la gentilezza. Qui tutti mi sembrano estremamente gentili ed accoglienti, a cominciare dalla Signora Nicoletta dell’affitta camere, prodiga di buoni consigli su dove andare a cena e cosa vedere.

A Monterosso non mancano gli stabilimenti balneari con gli ombrelloni e i confort tipici delle spiagge attrezzate, ma ci sono anche scogli e piccole aree libere per immergersi nelle acque dell’area marina protetta. Il centro storico, a partire da piazza Garibaldi, è tutto un dedalo di viuzze cosparse di botteghe con articoli di artigianato meravigliosi e localini tipici in un cui sorseggiare un aperitivo o cenare a base di pesce.

COSA FARE E VEDERE A MONTEROSSO AL MARE

Quando non fa molto caldo, magari la sera, vi consiglio una lunga passeggiata da Piazza Garibaldi fino alla statua del Gigante, dove inizia il porticciolo di Monterosso. Potrete ammirare non soltanto il meraviglioso paesaggio marittimo e l’insenatura, ma anche lasciarvi ispirare dalle frasi del poeta Eugenio Montale, impresse in alcuni pannelli dopo il tunnel, e poi avvicinarvi alla statua del Gigante, raffigurante Nettuno e alta 14 metri. All’alba o al tramonto, a chi piace ritagliarsi un po’ di spazio per una sessione di yoga o meditazione, suggerisco di salire al convento e alla chiesa dei frati Cappuccini, appena sopra al paese, sullo sperone del colle di San Cristoforo.

MonterossoIl Convento, splendido da visitare, accoglie anche un numero limitato di persone desiderose di provare l’esperienza di un soggiorno/ritiro spirituale. Appena sotto il recinto del convento si trova la grande statua in bronzo di S. Francesco, eretta nel 1962 ( opera dello scultore Silvio Monfrini), che parla al lupo di Gubbio. Alta tre metri e rivolta verso il mare, con le braccia in segno di accoglienza, sembra spargere su tutta la baia una preghiera di benedizione, augurando “pace e bene” secondo il tipico saluto francescano. Il vostro cammino silenzioso o meditativo, potrebbe poi proseguire e dirigersi verso il Santuario di Nostra Signora di Soviore, sopra a Monterosso, a 418 metri sul livello del mare. Se vi trovate da queste parti il 15 agosto (festa dell’Assunzione di Maria) e la domenica dopo l’8 settembre, potreste anche partecipare alle cerimonie che si svolgono nel Santuario, raggiungibile anche in navetta o taxi.

Cenare o pranzare in un locale tipico rappresenta un modo per vivere e gustare un territorio, conoscendo i suoi frutti. Scartate i locali con prezzi troppo bassi e menu smaccatamente turistici, e dirigetevi verso posti che sappiano trasmettere atmosfere e tradizioni del luogo. Che sia nel centro storico o in riva al mare, fate sempre attenzione alla qualità e soprattutto ordinate piatti e vini locali, magari facendovi consigliare dall’oste. Il mio consiglio, un po’ banale ma non scontato, ricade sulle acciughe e sul vino delle Cinque Terre.

MonterossoTrascorso il primo giorno a Monterosso, al mattino dopo prendo il primo traghetto (sono le 9.45) verso le “altre” Cinque Terre (Vernazza, Corniglia, Manarola e Rio Maggiore) e Porto Venere. E’ possibile fermarsi qualche ora o di più negli altri borghi, raggiungibili anche a piedi tramite i sentieri del parco nazionale, e poi riprendere il traghetto per le altre tappe. Potete costruirvi il vostro percorso di visita in base alle vostre preferenze, oppure andando alla scoperta; non resterete comunque mai delusi. Nel mio caso avevo una destinazione precisa, la spettacolare Porto Venere, che non visitavo da un po’ di tempo. Ho quindi ho ammirato dal mare i piccoli borghi scattando foto e facendo video, e sono sbarcata dopo circa un’ora e un quarto nel borgo-fortezza medievale che tanto fascino esercita su di me. Il passaggio in battello tra l’isola Palmaria da un lato e la chiesa di S. Pietro e il castello dall’altra, spalancano le porte allo stupore e la meraviglia di uno scenario unico al mondo. Approdando al porticciolo si è rapiti dai colori delle tipiche case a torre sulla calata Doria, ma lo sguardo sfugge verso l’alto, verso il castello, le torri e le chiese che dominano la baia.

COSA FARE E VEDERE A PORTO VENERE

Una volta sbarcata a Porto Venere, mi tuffo nella via interna che sale verso il castello e le chiese di S. Pietro e S. Lorenzo. Visiterò il porticciolo al ritorno, ora ho proprio voglia di salire verso l’alto per ammirare la baia. Percorrere la via stretta e piena di botteghe e locali tipici è di per sé un’esperienza suggestiva, che mi consente di ammirare tanti articoli di artigianato con un ottimo prezzo e degustare i prodotti tipici del luogo, come il pesto, le acciughe e l’olio, offerte in degustazione proprio lungo la strada.

Porto Venere

Il mio pranzo consiste in un cartoccio da passeggio con pesce fritto, fra cui baccalà, spiedini di totano e acciughe. Anche se un po’ appesantita, dopo aver osservato tutte le belle botteghe di ogni genere merceologico, arrivo infine nel largo spiazzo antistante la meravigliosa e toccante Chiesa di S. Pietro, un piccolo gioiello di tempio cristiano, citato anche da Eugenio Montale. Una chiesa piccola, eppure così imponente sul mare e aggrappata alla roccia. Un’ atmosfera così intima al suo interno, a fasce bianche e nere come l’esterno, rapisce i visitatori e invita al raccoglimento sotto lo sguardo pietoso della statua di S. Pietro. Al di fuori della chiesa, sulla destra, un porticato affacciato sul mare lascia tutti a bocca aperta. Seguendo le mura, ogni tanto interrotte da alcune finestre, si raggiunge una scaletta che scende verso alcuni scogli e acque cristalline in cui moltissimi turisti fanno il bagno, in una cornice davvero unica al mondo. Non resisto alla tentazione e scendo anch’ io per tuffarmi in queste acque patrimonio dell’umanità, osservando la targa che ricorda la vicinanza della grotta di Byron, il poeta romantico inglese che qui nuotava e traeva ispirazione per i suoi componimenti letterari. Terminato un bagno nelle acque fresce e limpide sottostanti S. Pietro, salgo per visitare anche la chiesa di S. Lorenzo, più grande della prima, e quindi l’imponente castello Doria.

Porto Venere

La vista sulla baia è davvero impareggiabile, il blu delle acque solcate da tante imbarcazioni bianche che lasciano la scia, compongono un quadro di una bellezza rara e difficile da descrivere. E’ giunto il momento di ritornare al porticciolo, per una passeggiata prima di salire nuovamente sul traghetto verso Monterosso.

Porto Venere

DA LA SPEZIA ALLE CINQUE TERRE SU UN’ANTICA IMBARCAZIONE

Partendo dal bellissimo Golfo di La Spezia, noto come il “Golfo dei Poeti”, è possibile visitare Porto Venere e le Cinque Terre in un modo insolito rispetto al consueto ed affollato traghetto. L’occasione è offerta da La Zigoela – nome anch’esso piuttosto originale – di un antico leudo, ossia un’imbarcazione a vela tipica della cultura del Mar Ligure che serviva per lo più al trasporto di merci. Oggi questo meraviglioso scafo in legno serve, invece, per far sentire i turisti in cerca di esperienze quasi dei lupi di mare.

Lazigoela verso Portovenere

Veleggiare lungo le coste per un apericena al tramonto, oppure cenare sotto il cielo stellato, o ancora uscire all’alba, oppure fare un bagno in pieno giorno sotto il promontorio roccioso di queste coste pittoresche. Sono tutte esperienze che lasciano il segno e rendono ancora più unica una visita di queste terre autentiche e incantevoli. In compagnia dello skypper Roberto, anche titolare di un ristorante nel centro di La Spezia, ho navigato intorno all’Isola Palmaria e fatto il bagno in ottima compagnia insieme ad altri compagni di viaggio, con cui ho condiviso un brindisi di spumante e della buona focaccia con pesto.

Lazigoela verso Portovenere

Tutto questo a bordo di un pezzo di storia di questo mare, una cornice davvero affascinante e indimenticabile da cui osservare il golfo dei poeti, sentendosi letteralmente sopraffatti dalla stessa ispirazione.