La Sella del Diavolo: un paradiso naturalistico

A “cavallo” della Sella del  Diavolo, promontorio che domina il golfo di Cagliari, dove godersi un panorama mozzafiato, stando in mezzo alla natura ed ascoltando gli echi di leggende antiche e suggestive


Testo e foto di Giuseppe Leo

Lo sguardo si perde riflesso nella sabbia chiara filtrata da acque uniche, indimenticabili. Siamo in Sella al (o meglio, del) Diavolo, e con gli occhi vergini scorgiamo l’incanto del Golfo di Cagliari, in preda al maestrale che su queste spiagge detta legge e accoglie come amico dispettoso il turista che ha deciso di godere della natura multiforme e imprevedibile di queste zone. La Sella (nome che le viene attribuito per la caratteristica forma che assume nella sua parte terminale) si erge a guardiano del capoluogo, gettandosi in un mare tra i più affascinanti, accarezzata ai piedi dalla sabbia del Poetto, spiaggia croce e delizia dei cagliaritani di città e primo approdo del post atterraggio.

Cagliari e la Sella del Diavolo

IL FASCINO DELLA LEGGENDA E DELLA NATURA DELLA SELLA

L’origine del nome si perde nel fascino biblico di una leggenda che vorrebbe che i dèmoni, capeggiati da Lucifero, e impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari avessero tentato di impadronirsene. Dio mandò le sue milizie al comando dell’arcangelo Michele per cacciare il male mefistofelico e Lucifero fu disarcionato dal cavallo, lasciando che la sua sella che si posasse, granitica, sulle acque del golfo.
Questo spicchio di isola si schiude agli occhi vergini di chi lo scruta in tutta la sua selvaggia contraddizione: il tratto di mare antistante la Sella del Diavolo prende beffardamente il nome di golfo degli Angeli, l’atmosfera salmastra è spesso ravvivata da forti raffiche che sconsigliano di visitare questi posti in giornate turbolente, le escursioni termiche sono notevoli; al caldo mediterraneo fa da contraltare la frescura mattutina, mentre durante l’inverno una brezza frizzante spazzola il trekking e le altre attività sportive che in molti sperimentano al sorgere del sole.

Mare visto dalla Sella del Diavolo

Una coperta di macchia mediterranea e piante alofile (il cui sviluppo è incoraggiato dalla salinità) tinteggia le pendici e la sommità del promontorio. In bella mostra olivastri, carrubi, ginepri, palme di S. Pietro, ma anche i lentischi, i pini d’Aleppo e i lecci indossano l’abito delle occasioni migliori, mentre la fauna è fieramente rappresentata da un’ampia e colorata varietà di specie, dal falco pellegrino alla rondine, al coniglio selvatico.
Per assaporare le suggestioni di questo luogo emblema è necessario percorrere un sentiero punteggiato da pallini verdi che si inerpica sul versante che dà sulla spiaggia di Calamosca (noto rifugio dai cagliaritani nelle giornate di intenso maestrale!) e in meno di mezz’ora consente di arrivare sulla sommità della Sella. Il premio è di quelli che restano scolpiti dentro: una prospettiva di tutto rispetto in cima alla balconata che si immerge prepotentemente nel verde di acque uniche, indimenticabili.