Bellezza, storia e natura in Calabria

Grand Tour nell’ Alto Jonio Cosentino, in Calabria, fra castelli, leggende, prodotti tipici e una natura spettacolare


di Alessandro Tavilla

Castelli, spiagge, rocche, borghi, santuari, scavi archeologici, campagne, mare, profumi e sapori genuini doc. Non si fa mancare niente il territorio dell’Alto Jonio Cosentino, in Calabria, o ancor meglio, non fa mancare nulla a chi ha il desiderio di scoprirlo e visitarlo.

Una terra che in estate entra nel vivo e offre la possibilità di scegliere il modo di passare qualche giorno in maniera diversa. Un coacervo di luoghi di alto interesse che il Gal Alto Jonio Federico II ha da tempo deciso di mettere in rete per “migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e sostenere il sistema turistico attraverso la promozione del territorio”, come sottolineato da Franco D’Urso, il suo direttore, utilizzando al meglio i Fondi europei dedicati a queste iniziative.

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Un percorso ideale, quindi, che conduce alla scoperta di questa porzione della Calabria che il Gal, in collaborazione con www.mediterraneantourism.it, la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge  diretta da Carmen Mancarella, sta cercando di valorizzare e promuovere come merita.

ROCCA IMPERIALE, SAPORE DI LIMONI ATTORNO AL CASTELLO

Un itinerario variegato che può partire dal profumo di limoni che conduce gradevolmente a Rocca Imperiale, borgo meraviglioso arrampicato su un colle a circa 4 km dalla costa. Qui i limoni cresciuti col “soffio” della brezza marina hanno acquisito una bontà che li fa esportare nel resto d’Italia e d’Europa, grazie anche a un Consorzio costituito da circa cinquanta aziende, allo scopo di tutelare e valorizzare il limone Igp di Rocca. Aria aromatizzata dagli agrumi che quindi avvolge le affascinanti stradine e scalinate del centro storico del borgo medievale costruito attorno al suggestivo castello eretto da Federico II nel 1225, dai cui finestroni si gode la vista sullo specchio d’acqua jonico. E l’estate a Rocca Imperiale è molto lunga, col suo apice a fine agosto nell’ormai tradizionale evento letterario dedicato alla poesia, con un premio ambito dagli ispirati scrittori, organizzato dall’editore romano Aletti.

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ROSETO CAPO SPULICO, DOVE SOSTARONO I TEMPLARI

E scendendo un po’ più a sud di Rocca, passiamo di castello in castello, a Roseto Capo Spulico, dove spicca lo storico maniero appartenente alla famiglia Cosentino. La fortezza a forma di trapezio con le sue tre torri è eretto su una rocca a picco sul mare e serba tante storie da raccontare tra qui quelle che vi avrebbero visto la presenza dei Templari prima di recarsi in Terra Santa. Infatti sul pavimento è impressa la Rosa di Gerusalemme, che era il simbolo di una delle famiglie templari più prestigiose. E via via si scorgono la cappella dedita alle notti di intensa preghiera dei cavalieri, una pietra ovale che potrebbe custodire il Santo Graal e le porte iniziatiche per i riti. Un’atmosfera intrisa di storia leggendaria e non, che si sparge anche all’interno del meraviglioso borghetto medievale di Roseto, che conserva strade e viuzze caratteristiche, tra cui molto curiosa quella chiamata “Strettarella dell’amore”, in quanto una leggenda assegna una vita di coppia felice e duratura a quei fidanzati che riescano a percorrerla fianco a fianco. Da non perdere è inoltre un’immersione nel Museo Etnografico, uno dei più ricchi del Meridione, meticolosamente allestito negli anni da Leonardo Salamone.

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E fra queste vie strette e intrise di storia, impossibile non percepire i profumi tipici dei prodotti Deco (denominazione comunale di origine), di cui a Roseto Capo Spulico c’è la più alta concentrazione dell’Alto Jonio. Dalla varietà Ferrovia, Bigarreau e Lapis di ciliegie, prodotte fino a mille quintali, all’immancabile mediterraneo olio extravergine di oliva risultato della coltivazione locale; dagli insaccati stagionali, quali la soppressata e la salsiccia rossa, alla pitta liscia, regina dei prodotti deco, ossia una ciambella morbida che anticamente le massaie utilizzavano quale impasto per testare la temperatura del forno. Un’immersione, quindi, fra sapori e storia, che può essere il viatico più piacevole a quella da fare in mare, a Marina di Roseto di Capo Spulico, uno dei tratti d’acqua più limpidi della nostra Penisola.

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TREBISACCE, UN PRESEPE ADAGIATO SU UNA “BANDIERA BLU”

E visto che ci siamo tuffati in mare, restiamoci, trasportati fino a Trebisacce, che ancora una volta ha ottenuto la Bandiera Blu, il riconoscimento del Fondo sociale europeo per lo sviluppo e l’ambiente verso quei luoghi che accompagnano al mare pulito dei servizi di eccellenza. Un orgoglio, quindi, per questo borgo visto come un presepe che si appoggia sul mare, dal clima mediterraneo costante grazie alla protezione delle montagne del Pollino che conservano l’aria gradevole che arriva dallo Jonio. Aria che evidentemente ha favorito la crescita della “Bionda tardiva”, l’arancia tipica di Trebisacce, con cui viene prodotta una delle gustose marmellate fatte coi frutti Igp calabresi dall’azienda Solefrutta.

ALESSANDRIA DEL CARRETTO E CERCHIARA DI CALABRIA

E dalla costa limpida e “premiata” saliamo verso il Parco del Pollino, dove non può mancare un passaggio da due paesini storici e caratteristici quali Alessandria del Carretto e Cerchiara di Calabria.

Calabria Alessandria del Carretto è un borghetto con meno di mille abitanti, che ha il privilegio unico in Italia di chiamarsi col nome e cognome del suo fondatore, tal Alessandro del Carretto appunto, e che conserva un’anima fortemente legata al rapporto con la natura, che ha il suo culmine ad Aprile, durante la tradizionale festa della Pita, detta anche dell’Abete, prossima a diventare patrimonio dell’Umanità Unesco. In tale occasione gli “alessandrini” espiantano un abete che poi viene condotto in paese ripulito dalla corteccia. Qui il tronco viene sistemato con una chioma posta in cima, ricavata dall’albero stesso, a rappresentare la fecondità, simbolo della vita che rinasce e che si rinnova. Infatti, la chioma simboleggia la sposa del tronco che a sua volta viene considerato come lo sposo.

Restando nel parco, ma spostandosi a Cerchiara di Calabria, invece, la solennità del territorio è garantita dal Santuario della Madonna delle Armi, custode di affreschi risalenti al periodo bizantino, scoperti anche di recente, e realizzati da monaci in fuga dall’Oriente. Una volta goduta la sublime vista su mare e monti che offre il Santuario, prima di rimettersi in cammino, non si può sottrarsi a un assaggio del pane Dop di Cerchiara, in uno dei numerosi forni del paese, tutti gestiti da donne.

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FRANCAVILLA MARITTIMA E LA LEGGENDA DEL CAVALLO DI TROIA

Ma non può mancare nemmeno il mito, in una terra che ha visto innumerevoli popoli susseguirsi per millenni. E allora ai piedi del Parco del Pollino, bisogna puntare diritti su Francavilla Marittima e sulla sua area archeologica. Qui, infatti, ancora si ammirano i resti del tempio che fu dedicato ad Atena, la dea della Sapienza e figlia di Zeus, visibile anche dall’antica Acropoli più in alto, e la tomba che si suppone fosse di Epeo, costruttore del cavallo di Troia, che approdò sulle coste della Calabria mentre tornava in patria, decidendo poi di restarci per fondare la città di Lagaria. A supportare questa tesi contribuisce anche il ritrovamento di attrezzi da falegname in una tomba monumentale. Un parco archeologico, quindi, dall’alto interesse, che per essere più valorizzato e fruibile vede l’impegno dell’Associazione Itineraria Bruttii, che organizza le visite al sito sia per i turisti che per le scuole. Il suo presidente, il professore Paolo Gallo, ha anche anticipato che per celebrare il mito di Epeo, un falegname costruirà un Cavallo di Troia a grandezza naturale. Un’ulteriore opportunità di scoperta di questo splendido territorio dell’Alto Jonio, perciò, anche da un altro punto di vista.

LA RETE RICETTIVA DELL’ALTO JONIO COSENTINO

Per poter affrontare questi piacevoli itinerari, troverete molte offerte ricettive all’interno del Gal, dagli agriturismi immersi nella campagna ma vicini al mare, alle trattorie ricche dei prodotti tipici della Calabria. Si va da uno dei pionieri dell’agriturismo in Italia, quello di Torre di Albidona, agli accoglienti e amichevoli Ulisse e Calipso, e Cielo Greco. Oppure perdendosi tra i sapori dell’orto all’agriturismo “I Gelsi” o al “Cervinace”, o dell’antico amaro dell’azienda agrituristica Le Murge. E tornando a Rocca Imperiale, rispettare la sua poetica tradizione letteraria alla Trattoria dei Poeti o al Caffè Centosei.

Insomma, l’Alto Jonio cosentino ha tanto da raccontare e da dare a chi ha desiderio di perdersi in un percorso multisensoriale che ha come elementi fondanti la bellezza, la natura e la storia.