Buddha Tour: pellegrinaggio in India e Nepal

Pace, meditazione e la scoperta di meravigliosi esempi di architettura buddista. Un Buddha tour tra India e Nepal sui luoghi salienti della vita di Siddarta Gautama, meglio conosciuto come Buddha


Di Massi on the Road, protagonista del Buddha tour

Da decenni l’India, patria della meditazione, attira un numero enorme di turisti e viaggiatori da tutto il mondo. Tanti “occidentali” la visitano non solo per le bellezze naturalistiche ma anche, o soprattutto, per la ricchissima cultura religiosa che pervade ogni angolo di questo enorme Paese.

Buddha Tour
Foglia dell’albero dell’illuminazione

Vanno alla ricerca di una spiritualità orientale, misteriosa ed esotica, anche se ormai diventata un fenomeno globale: yoga e meditazione si possono imparare e praticare ovunque. Ma il grande fascino dell’India è quello di poter andare alla sorgente di questa conoscenza, nei luoghi dove grandi santi hanno vissuto, predicato, insegnato. Il mio primo contatto con la meditazione buddista avvenne nell’ottobre del 2013, quando un corso di Vipassana cambiò la mia vita. Fu un’esperienza estremamente dura, intensa e difficile: 10 giorni in silenzio, disconnesso dal mondo, meditando quotidianamente 10 ore, dalle 4.30 del mattino fino alla sera. Si rivelò un vero viaggio nei tortuosi meandri della mente e, superate le difficoltà iniziali, compresi a livello non solo teorico, ma anche pratico, che la vera felicità dipende dalla capacità di affrontare gli inevitabili alti e bassi della vita con equanimità ed equilibrio, senza cullarsi nelle illusioni né abbandonandosi alla rabbia o alla disperazione.

Buddha Tour
Statua di Siddarta scheletrico per digiuno

Nel mio libro “Massi on the road in India” racconto nei dettagli il corso e condivido con piacere questo capitolo. Dall’autunno del 2013 ho meditato regolarmente, un’ora al giorno ogni mattina con pochissime eccezioni. Nel frattempo ho anche frequentato altri due corsi di 10 giorni, ma è la pratica quotidiana la base fondamentale perché permette di affrontare in modo nuovo la vita, crescendo e migliorando a poco a poco. Da novembre 2016 ho intensificato il mio impegno, aggiungendo una seconda ora di meditazione giornaliera nel tardo pomeriggio o alla sera. Questo processo non ha portato a una “conversione religiosa”: sono cattolico e negli ultimi anni mi sono riavvicinato alla Chiesa, ma sento un profondo senso di gratitudine per Buddha e per i suoi insegnamenti. Lui stesso disse che il miglior modo per ripagarlo era meditare e condurre una vita equilibrata e felice. Un’ulteriore modalità, quando possibile, è visitare i luoghi più importanti della sua vita, sparsi nell’odierna India del nord e in Nepal. Per questo, dopo aver dedicato un mese al volontariato e alcune settimane alla scoperta di Calcutta e dintorni, trascorro quasi tutto marzo impegnato nel mio “Buddha Tour”.

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Albero di Bodhi

SIDDARTA GAUTAMA OVVERO BUDDHA

Per capire meglio il significato di tale pellegrinaggio, un accenno alla storia: Siddarta Gautama nacque circa 2600 anni fa da una famiglia reale. Come principe destinato al trono fu circondato dal lusso, sposò una donna meravigliosa ed ebbe un figlio. Ma, nonostante tutto, Siddarta non era felice e a 29 anni lasciò il palazzo e la ricchezza e divenne un ricercatore spirituale estremo. Per 6 anni provò tutte le tecniche di meditazione allora conosciute, i digiuni e la mortificazione del corpo ma senza ottenere il risultato voluto, cioè la completa liberazione da ogni sofferenza e attaccamento. In una notte di luna piena, a 35 anni, si sedette sotto l’albero di Bodhi e finalmente raggiunse l’Illuminazione. Poi dedicò 45 anni a diffondere i suoi insegnamenti del “cammino di mezzo” e del “nobile ottuplice sentiero” a decine di migliaia di uomini e donne, monaci e laici. Si spense pacificamente a 80 anni approdando al Nirvana eterno.

IL LUOGO DELL’ILLUMINAZIONE

Comincio il Buddha Tour con Bodhgaya, il luogo dell’Illuminazione. Intorno all’albero di Bodhi ci sono centinaia di persone provenienti da tutto il mondo. Alcuni meditano, altri offrono fiori o incenso, altri ancora sono impegnati a fotografare. Pur essendo un luogo molto turistico, si respira un’atmosfera di profonda devozione, indipendentemente dalla nazionalità o religione di appartenenza. Raccolgo una delle foglie cadute dall’albero e osservo l’imponente tempio di Mahabodhi. Resto vari giorni nella cittadina e il luogo che più mi colpisce è la grotta dove Siddarta meditò vari anni, lasciandosi quasi morire di fame. Poche decine di metri più in alto ammiro uno dei panorami più belli del viaggio: una lunga catena di colline grigio-marroni, verdi campi di riso e…una scimmia che medita sulla cima!

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Scimmia meditatrice

SARNATH, IL PRIMO DISCORSO

La tappa successiva del Buddha Tour è Sarnath, il luogo dove Buddha (che significa “il Risvegliato”) diede il primo discorso dopo l’illuminazione. Dal 4 al 12 marzo partecipo a un corso di Vipassana e rendo omaggio a Buddha in maniera molto pratica: meditando 10 ore al giorno e approfondendo le mie conoscenze della tecnica. Dopo il corso passo due giorni a Sarnath e ne ammiro il meraviglioso sito archeologico con uno stupa gigantesco (monumento circolare buddista, la cui funzione principale è conservare reliquie) e il meraviglioso capitello di Ashoka, un imperatore che nel 3° secolo a.C. diede un grande contributo alla diffusione del Buddismo.

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Massi on the road sui massi

KUSHINAGAR, IL LUOGO DELLA MORTE

Dopo un soggiorno di una settimana a Varanasi, la città eterna dell’India, la terza tappa del Buddha Tour mi porta a Kushinagar, il luogo della morte. Arrivo nel pomeriggio dopo 5 ore tra treno e bus e trovo una stanza per la notte in un monastero birmano. Poi mi dirigo subito all’attrazione principale: la statua dorata di 6 metri del Budda morente. Anche qui vi sono molti pellegrini, ma in generale è il luogo meno sviluppato dei quattro. Le cose potrebbero cambiare in futuro, visto che è in cantiere un’immensa statua di Budda di 150 metri, che diventerebbe la più grande al mondo. Ma prima che venga effettivamente costruita passeranno probabilmente ancora vari anni.

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Stupa di Sarnath

NEPAL, DOVE NACQUE BUDDHA

Per completare il Buddha Tour devo cambiare Stato: il luogo della nascita si trova in Nepal. Da Kushinagar raggiungo il confine in bus in circa tre ore. Da lì, ancora un’ora e mezza su strade polverose e piene di buche e sono a Lumbini. Il paese vive in funzione del turismo religioso: ovunque ci sono alberghi, ristoranti, negozi di souvenir. Il giorno dopo esco presto per vedere i templi prima che faccia troppo caldo (la temperatura supera i 30 gradi verso mezzogiorno mentre di notte fa piuttosto fresco). Inizio dal luogo più significativo anche se poco spettacolare: un tempio basso e squadrato contiene all’interno la pietra che segna il punto esatto della nascita del principe Siddarta. Numerosi pellegrini meditano e fanno offerte, spesso anche in denaro, gettando monete e banconote di fronte a statue e immagini di Buddha.

Poco più avanti si trova l’ingresso di un’area molto grande, separata da un canale centrale. Sui due lati vi sono decine di templi diversi, costruiti (o ancora in fase di costruzione) da governi o associazioni di paesi dove il Buddismo è molto importante (come Nepal, Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Cina, ecc). Alcuni templi sono molto lussuosi e sfarzosi, altri eleganti nella loro semplicità semplici. I due che mi piacciono di più sono completamente bianchi: la pagoda della pace del Giappone e il tempio della Thailandia.

Alla fine di questo Buddha tour mi ritengo molto soddisfatto, perché questa esperienza mi ha permesso di arricchire le mie conoscenze sul tema e di osservare meravigliosi esempi di architettura buddista. Inoltre, la mia motivazione per meditare è più forte che mai, perché sento di essere sulla strada giusta, anche se il cammino è molto molto lungo!