Sette indirizzi da non perdere ad Expo 2015

Suggerimenti per chi vuole “gustarsi” la città di Milano in occasione di Expo 2015 a pranzo o a cena, per un brunch, un cocktail o un semplice e veloce snack


di Auro Bernardi

Per il New York Times  la destinazione n. 1 al mondo da visitare quest’anno è Milano. Merito di Expo 2015, naturalmente, ma secondo il quotidiano americano è l’intera città a essersi “rivitalizzata”. Su questa falsariga, anche il viaggiatore italiano può dunque essere attratto non solo dai padiglioni di Rho-Pero, ma anche da altri luoghi, magari di recente apertura, che contribuiscono a rendere vivace (vibrant) il capoluogo lombardo. A cominciare dai ristoranti, visto che il tema di Expo 2015 è il cibo e che una sosta golosa è da mettere in conto, nel resto della città oltre che nell’area espositiva. Ecco allora sette indirizzi da non perdere in giro per Milano, a pranzo o a cena, per un brunch, un cocktail o un semplice e veloce snack.

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LARGO AI GIOVANI

Buon cibo e ottima musica. È questo il binomio, declinato in tanti modi diversi, da Tom-The Ordinary Market di via Molino delle Armi, (www.theordinarymarket.com, in zona Sant’Ambrogio). Il locale, rinnovato di recente da alcuni giovani imprenditori, è ispirato ai club di Berlino e New York: da un lato ristorante e bar, dall’altro The Stock, club che propone musica di tendenza. Cucina da tutto il mondo e cocktail inediti per un menu musicale altrettanto ricco.

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Pubblico prevalentemente giovane anche al The Friends ( foto sopra) , viale Monte Santo 12, www.thefriendspubmilano.it, a due passi dalla movida di corso Como e dai grattacieli di piazza Gae Aulenti, nuovo polo d’attrazione della Milano che verrà. Qui il plus è la selezione delle birre anglosassoni e una cucina dinamica e raffinata al tempo stesso. Eventi a rotazione con birrifici artigianali, ospiti di serate a tema.

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FASHION DESIGN & BUSINESS

Vicino al Duomo, L’Arabesque Café, (foto sopra) largo Agusto 10, www.larabesque.net, coniuga fashion e design. Il locale è ristorante, boutique e salotto letterario. Chi entra si ritrova nella Milano degli anni ’50 e ’60, circondato da abiti, accessori e arredi d’epoca. La cucina si ispira ai piatti tipici milanesi e lombardi rivisitati in fatto di leggerezza, ma senza nulla togliere al gusto. Le materie prime vengono tutte dalla Lombardia, così come la carta dei vini che spazia dalla Valtellina, all’Oltrepo alle bollicine della Franciacorta. Il 13 e il 16 aprile, durante la Settimana del Design, L’Arabesque ospita la presentazione di due libri d’arte.

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Quando uno dice MiB pensa subito ai listini della Borsa, ma a Palazzo Mezzanotte c’è un altro MiB (via Gaetano Negri 10, www.mibmilano.com), molto più interessante per chi ama la buona tavola. Si tratta del ristorante disegnato dall’architetto Claudio La Viola per i businessmen che frequentano la city, diventato oggi riferimento gourmet per chi cerca un’oasi di tranquillità nella frenesia del centro storico. Eventi ogni fine settimana e un calendario giornaliero di appuntamenti durante i mesi di Expo.

PORTA IN TAVOLA LA STORIA

Atmosfera vintage a cominciare dalla facciata al T’a Milano Store & Bistro, via Clerici 1,  www.tamilano.com, nei pressi della Scala. Uno dei pochi locali del centro aperti fino a mezzanotte. Nei menu, prevalenza di sapori mediterranei e amplissima gamma di dolcezze e pasticceria per la colazione e il tea time. Chi cena qui, dovrebbe accomodarsi al bancone mezz’ora prima dell’orario di prenotazione per osservare i barman all’opera nella preparazione dei tanti, celebri cocktail. Quello stesso drink potrà poi essere portato al tavolo perché la carta dei cocktail è pensata per accompagnare la cena.

Pranzare (o cenare) nella storia e nell’arte è l’esperienza che si può provare nel ristorante I chiostri di San Barnaba, via San Barnaba 48, www.ichiostri.net. Siamo dietro il Tribunale, negli spazi quattrocenteschi dell’ex convento di S.M della Pace, sede della Società Umanitaria (www.humaniter.org). Da non perdere il salone degli affreschi, l’antico refettorio, con opere di Lomazzo e Bernardino Ferrari.

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Per il viaggiatore più frettoloso, nella contigua via Manara 7, la stessa gestione dei Chiostri ha appena aperto Gnam, www.gnam-milano.com, per piccole colazioni, take away, snack. Oltre che un’onomatopea, gnam è un acronimo: green, natural, all (not processed food), milan. Il che significa mangiare sano, biologico, etico. Dalla confezione dei prodotti alla gestione dei rifiuti. Perfettamente in linea con lo spirito di Expo 2015.

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UN AIUTO AL CLIMA

E per dormire? Una buona soluzione si chiama Klima Hotel (www.klimahotelmilanofiere.it), nuovissima struttura che per stile e tecniche costruttive ricorda i nuovi alberghi di design ecosostenibili del Nord Europa, come il Bella Sky di Copenaghen. L’albergo è in posizione strategica per Expo 2015 e ben collegato con il centro città. È costituito da una torre di 15 piani la cui facciata è composta da pannelli fotovoltaici che forniscono l’energia utilizzata dalla struttura mentre la parete posteriore ospita un giardino verticale. Numerose le pareti a verde anche all’interno. Il risparmio energetico contraddistingue tutte le scelte strategiche: dalle fonti di luce utilizzate ai prodotti Ecolabel per gli ospiti. L’albergo dispone di un centro benessere e il Klima Restaurant, aperto anche agli esterni, che propone piatti da agricoltura biologica, biodinamica e dal commercio equo e solidale, menu per vegetariani, vegani e celiaci.