Intervista a Paola Pellai

Giornalista e viaggiatrice. Per mestiere prima e per passione ora. Il viaggio si è attaccato addosso a Paola Pellai come un vestito del quale non può più fare a meno. E così viaggiare, fotografare e raccontare diventano un unico gesto, come un profondo respiro


Di Debora Bergaglio e Alessandro Tavilla

INTERVISTA

Come si definisce Paola Pellai in termini di viaggiatrice?

Una viaggiatrice curiosa, solitaria e che appena può non prende in mezzi puibblici, ma preferisce camminare dentro le città o nei sentieri in cui si trova…

intrevista_paola_pellai

Hai viaggiato più in Italia o all’estero?

Ma direi che se la cavano entrambi, in Italia ci sono ancora Regioni che non ho visitato, per esempio la Basilicata e Matera, dove non mai stata, conosco anche poco la Sardegna, mentre di più tanto l’Alto Adige, e il Sud mi piace molto.

Luoghi in cui sei già stata e in cui ti piacerebbe ritornare?

In effetti ci sono alcuni luoghi dove una volta all’anno, per stare meglio, devo ritornare. Uno di questi è Praga, dove sono stata proprio recentemente, la scorsa settimana.

E In Italia?

In Alto Adige, e se devo scegliere un posto di questa Regione, direi Alta Badia, San Cassiano, La villa e Corvara; soprattutto d’estate, perchè con lo sci è meglio lasciar perdere, non sono stagliata, mentre mi piace tantissimo camminare e lì trovo posti speciali, che con il sole sono davvero una meraviglia.

Come ti piace viaggiare? Con quale mezzo di trasporto?

Io abito a sette chilometri da Malpensa e questo è un vantaggio per me che uso molto i voli Low Cost. Malpensa è infatti la base italiana di Easy Jet e sta arrivando anche Ryan Air; con gli aerei quindi me la cavo bene, con i treni faccio più fatica, altrimenti uso l’auto fin dove posso arrivare. In quattro anni ho già fatto 200 mila chilometri.

E quando sei arrivata a destinazione come ti sposti?

Se posso evitare qualsiasi genere e mezzo di trasporto lo preferisco…va bene anche perdermi, perchè sono una che non legge molto bene le cartine, però le porto sempre con me e quando sono in difficoltà chiedo…

Non sei, pare di capire, una viaggiatrice digitale.

No, nel mio telefonino non troverete alcuna App, io sono proprio da cartaceo…non sono assolutamente una viaggiatrice tecnologica, mi piace moltissimo fotografare, ma fotografare ciò a cui la gente passa davanti senza accorgersene nemmeno. Fotografo con una digitale, come hanno un po’ tutti, e anche il mio telefonino è il più comune possibile, con una fotocamera  semplice, e questo perchè riconosco di avere dei limiti tecnologici e lì non sempre qualcuno ti può venire in aiuto.

Ti piace andare un po’ al di fuori delle rotte più note quindi?

Se mi chiedi se vado a Rimini posso stupirti e dirti si, vado anche a Rimini, però di solito si, esco un po’ dalle rotte più consuete, ma non per snobberia, proprio per il mio carattere. Mi piace per esempio moltissimo viaggiare da sola, anche se questo non toglie i viaggi di gruppo, tuttavia se devo fare un viaggio per ricaricarmi, parto da sola, e anche rispetto alle foto, se sono in gruppo non riesco a scattarne, perchè mi sembra di togliere spazio alla compagnia, quindi se sono con gli amici sto con loro.

Qual’è l’aspetto che ti piace più raccontare dei tuoi viaggi?

Sono facce, storie o episodi insoliti, di generosità, che possono capitare anche a me e vedermi come protagonista; per esempio, mi è capitato a Barcellona di stare tre quarti d’ora su un molo a guardare un signore anziano che buttava il cibo ai gabbiani, in un giorno di pioggia. Lui se ne stava li a prendersi la pioggia, ma non solo, prima di gettare il pane ai gabbiani, lo spezzettava lui stesso con la bocca, per fare dei pezzettini più piccoli e più morbidi, come se la sua solitudine in quel momento non fosse più solitudine, perchè c’erano i gabbiani a fargli compagnia…

Ti piacerebbe trasmettere la poesia che cogli viaggiando anche agli altri?

Ecco questo si, mi piacerebbe, perchè sono aspetti che quando racconto destano l’interesse degli altri, di chi magari non se ne è accorto, perchè è passato di fretta, in effetti questo è un mondo talmente veloce… per cui se andiamo in una città, abbiamo la guida che ce la racconta, ed è già tutto prestabilito, ora dopo ora, sappiamo già cosa vedremo, e questo ci toglie la bellezza dell’imprevisto, dell’insolito…o la fortuna che ci può capitare.

Oltre ad essere una viaggiatrice, sei anche una persona che scrive di viaggi. Spiegaci qualcosa di questo tuo mestiere.

Vedere un posto e non farne partecipe gli altri, una volta che si è tornati a casa, mi sembra un po’ uno spreco. Io vivo di sensazioni, anche nel posto, quindi i miei scritti sono sempre racconti molto semplici o di cose che mi hanno colpito o soprattutto di volti e storie della gente, che secondo me sono sempre la parte più trascurata anche da chi viaggia per mestiere. Ci si preoccupa magari più di vedere cosa o come si mangia, rispetto alla gente che ci sta intorno e invece ci sono storie bellissime. Spesso mi fermo a guardare o a chiedere a quelli che suonano per la strada perchè sono lì a suonare per la strada e questo vale sia per Milano, sia per Praga…etc e scopro che dietro ci sono delle storie straordinarie, non necessariamente di fallimenti o di delusioni, ma proprio di scelta di vita, e allora penso che quelle scelte di vita che danno coraggio a me, potrebbero anche essere uno stimolo per gli altri, per chi le legge. Questa è anche un po’ un’idea che sto cercando di portare avanti ed è il mio attuale work in progress, ovvero il progetto di una mostra, un percorso fotografico abbinato a storie o a pensieri, di incontri fatti durante i miei viaggi. Spero di riuscirci e credo che sarà una bella idea, una volta realizzata.

LEGGI ANCHE: I VIAGGI DI PAOLA