Escursione in bici al Santuario di Montespineto

Un’esperienza speciale, tra fisico, mente e spiritualità: verso il Santuario di Montespineto in bici


Di Federico Zerbo

Le escursioni in montagna hanno occupato sempre un ruolo centrale nella mia vita, durante i decenni questa passione si è evoluta, perfezionata, non è mai venuta meno neppure per un giorno. Ho praticato numerosi sport, sicuramente quello che mi ha lasciato un segno indelebile è la bicicletta.

Per otto anni ho letteralmente vissuto sopra la bicicletta, le ho regalato tanto impegno e sono stato ripagato con gli interessi, specie durante i periodi più difficili della mia vita. La bici mi ha cambiato nel fisico e nella mente, anche ora che l’ho un poco trascurata a favore delle escursioni a piedi, la sento sempre dentro, “attorcigliata” al mio DNA.

Santuario_di_Montespineto

La mia passione erano le salite, non esisteva praticamente uscita in bici che non ne contemplasse una. Ne ho percorso di ogni difficoltà e lunghezza, sempre con impegno, sempre con il fuoco dentro. Anziché un itinerario a piedi, questa settimana vorrei descriverne uno in bicicletta, quello a cui sono più legato e che ho percorso il maggior numero di volte: la salita verso il Santuario di Montespineto, in Provincia di Alessandria.

Si trova nel Comune di Stazzano, proprio sopra casa mia, è il Santuario della mia infanzia, dei picnic con i miei figli, delle corse in salita oltre la soglia del dolore, delle discese in bici a rotta di collo. È un tratto di strada piuttosto breve, sei km a/r, ma con pendenze molto impegnative, che raggiunge un luogo simbolo per gli stazzanesi e per molti abitanti dei paesi limitrofi.

Santuario_di_Montespineto

Arrivando dal Comune di Vignole Borbera nella zona Lastrico, parte “stazzanese” di Serravalle Scrivia, si svolta a destra e si raggiunge la piccola Chiesa di S. Michele, tristemente chiusa da anni. La salita inizia qui, siamo a quota 230 m, il Santuario si trova a 490 m, dobbiamo percorrere i 260 metri di dislivello in 2.5 km, e si intuisce subito che sarà parecchio faticoso.

Per i primi mille metri si sale dolcemente, coprendo solo 60 metri di dislivello, i successivi 200 sono riservati al successivo chilometro e mezzo. Con un rapido calcolo risulta che la pendenza media sarà superiore al 13%; chi va abitualmente in bicicletta intuisce immediatamente di cosa io stia parlando.

Santuario_di_Montespineto

La parte centrale è durissima, ma stimolante, si raggiunge una pendenza massima del 19%; ho percorso questo tratto decine di volte, ma l’adrenalina è sempre la stessa, la ricerca del proprio limite, unione fra corpo e mente. In prossimità dei primi due tornanti la durezza della salita diminuisce notevolmente e si respira per circa 150 metri. In corrispondenza poi delle prime due cappelle della Via Crucis la strada si inerpica nuovamente ( 15%), manca mezzo chilometro. Ormai il passaggio chiave è superato, i quattro tornanti che rimangono spezzano un poco la fatica e siamo in cima, con il cuore a mille.

Ci attende un bellissimo punto panoramico, dalle origini storiche antichissime; la visuale spazia sulla Val Borbera, gran parte della pianura e sull’arco alpino, dal Monviso al Massiccio del Monte Rosa. Come detto, le origini del Santuario vanno ricercate molto indietro nel tempo. La prima testimonianza risale al 1155 quando Federico Barbarossa, da Tortona, spinse il suo saccheggio fino a Stazzano, costringendo gli abitanti a rifugiarsi sulle pendici del monte, allora chiamato Arimanno, invocando la protezione della Vergine Maria. Le loro preghiere furono ascoltate e dopo il ritiro delle truppe nemiche fu eretta una cappella votiva.

Santuario_di_Montespineto

Durante i Secoli successivi queste situazioni si ripeterono e la cappella passò da periodi di abbandono ad altri di ristrutturazione e devozione. Un episodio chiave per la vita del Santuario avvenne nel 1620. Gli stazzanesi fuggirono sull’allora chiamato Monte Spigno per salvarsi dall’invasione delle truppe francesi; durante la loro permanenza assistettero ad un evento prodigioso: per un’intera settimana videro una colomba bianca posarsi su di una delle numerose piante di biancospino, che fiorì miracolosamente fuori stagione. Nello stesso momento una fanciulla muta che pregava poco distante, riacquistò l’uso della parola. Questo fu interpretato come gesto di benevolenza della Madonna e fu decisa la costruzione del Santuario, fra il 1629 e il 1633, nel punto della fioritura del biancospino. Nella forma attuale fu poi completato fra il 1839 e il 1866.

Santuario_di_Montespineto

Attualmente il ricordo del prodigio è visibile in un dipinto che corona il soffitto dell’abside e sulla vetrata sopra il portone d’ingresso. Per la discesa scegliamo i tre chilometri del versante verso Stazzano, meno ripido ma sempre velocissimo.

Oggi un’altra esperienza speciale, fra fisico, mente e spiritualità, uniti in quella straordinaria creatura che è l’uomo….e il viaggio prosegue.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Escursione in Piemonte ai due Santuari