Missione natura al Geopark nel Parco del Beigua

Alla scoperta del patrimonio geologico e delle bellezze naturalistiche del Parco del Beigua, un affascinante angolo di Liguria alle spalle di Arenzano


Di Vittorio Puggioni

Guardi davanti a te e hai lo spazio infinito, il mare aperto. Ti volti e ti ritrovi in un ambiente montano, tra boschi fitti e rocce aguzze che svettano sopra la vegetazione. Guardi in basso e un gabbiano sfiora veloce la superficie delle onde, guardi ancora una volta in alto e il volo planato di un’aquila passa davanti al sole. Non c’è da stupirsi; sei in Liguria, e precisamente nel Parco del Beigua.

Alle spalle di Arenzano, alle porte di Genova, si sviluppa il Parco, anzi per essere precisi, lo European & Global Geopark, area di grande interesse naturalistico, faunistico e geologico.

Giungo in località Aguêta, sulle alture alle spalle di Arenzano a quota 250 metri sul livello del mare, da qui parte il sentiero che mi accompagnerà fino al Lago della Tina a quota 350 metri sul livello del mare. Il tabellone all’inizio del percorso spiega in modo semplice e chiaro le caratteristiche del territorio e le indicazioni dei vari percorsi. Il clima è mite in questo bel pomeriggio di febbraio, la brezza del mattino ha pulito il cielo, anche se ora alcune nuvole si stanno profilando all’orizzonte e risalgono verso la costa: ancora uno sguardo al mare, sistemo lo zaino sulle spalle, accendo la reflex e mi metto in cammino. Il sentiero è facile e agevole; una dolce salita e giungo al Passo della Gua a quota 348 metri s.l.m. con la “pietra quadrata” che lo caratterizza.

Ponte_Negrone_Parco_del_Beigua
Ponte_Negrone_Parco_del_Beigua

Il percorso nel Parco del Beigua si sviluppa in piano, intervallato da moderati saliscendi; il sentiero è a tratti pietroso, a tratti morbido, ora più largo, ora più stretto. A volte più esposto affacciandosi sulla profonda gola che solca la valle, dove posso scorgere il Ponte Negrone, a volte incuneato nel bosco. La segnaletica è puntuale e precisa, e dopo circa un’ora e poco più ecco davanti a me i primi laghetti formati dal Rio Leone. Il rio guizza, salta e scivola tra le grosse pietre e il percorso è divertente, tra piccoli guadi e agili passaggi sulle rocce.

Ed eccomi finalmente al Lago della Tina, con l’impetuosa cascata che lo genera: la Marmitta dei Giganti. E’ largo solo pochi metri, ma è profondo ben sei metri e mezzo, niente male per un piccolo lago montano. La forza impetuosa della corrente del rio Leone, ha scavato il solco nella roccia serpentinica, dal caratteristico colore verde scuro e tipica di tutto il massiccio del Monte Beigua, in cui è incastonato il lago che deve il suo nome alla somiglianza con il profondo contenitore in pietra, usato nelle cartiere per dare forma alla carta, detto appunto “tina”.

Il sole sta scendendo e mi avvisa che devo riprendere il sentiero del rientro; passo dopo passo mi lascio alle spalle la valle e mi riavvicino al mare. Guardo in alto a sinistra e nel cielo bluastro vedo una splendida luna piena, poco al di sopra della sommità del monte su cui si staglia un albero solitario che sembra farle compagnia. Guardo a destra e nel cielo rosso del tramonto, vergato da qualche nuvola, vedo nitido il profilo di Capo Noli.

Ancora pochi passi e la mia escursione è giunta al termine. Un ultimo sguardo verso i monti e poi verso il mare; un gabbiano compie rapide evoluzioni in aria, mentre il sole lentamente compie il suo arco nel cielo.

INFORMAZIONI UTILI

Difficoltà: percorso facile adatto a tutti

Durata: circa 1 ora e 30 minuti da loc. Aguêta

Equipaggiamento: trekking leggero e abbigliamento adeguato

Si tratta di un’escursione molto facile e piacevole, senza dimenticare mai che ci troviamo in un ambiente montano che richiede comunque scarponi e abbigliamento adeguato. Prestare attenzione ai piccoli guadi sul Rio Leone. Come sempre, scarponi ben allacciati, zaino in spalla e buon divertimento!

INDICAZIONI STRADALI

Autostrada A10 Genova – Ventimiglia. Uscita Arenzano.

Appena all’uscita del casello, all’incrocio con la statale svoltare a destra in direzione dell’ospedale. Seguire le indicazioni per Loc. Aguêta. Superate alcune case prendere la deviazione a sinistra che sale in modo deciso. Proseguire lungo la strada in salita fino al ristorante Aguêta. Qui si può lasciare l’auto nel parcheggio sterrato ai lati della strada.

Proseguire a piedi per pochi metri lungo la strada asfaltata fino all’incrocio con il sentiero sterrato dove si trova il tabellone in legno che indica l’inizio del percorso.