Emozioni in montagna: una notte al bivacco

Trascorrere una notte in mezzo alle montagne, dormendo in un bivacco, specie per chi non lo ha mai fatto, può essere un’esperienza speciale, un ricordo indelebile nella memoria di un escursionista. Ecco qualche suggerimento per organizzare tutto l’occorrente


Di Federico Zerbo

Le montagne italiane sono punteggiate da un’ infinita serie di rifugi e bivacchi, a volte costruiti in luoghi inimmaginabili. Esistono rifugi utilizzati essenzialmente come base di partenza per la salita alle vette circostanti, altri invece più “fini e se stessi”, nati per dare la possibilità a più persone di godere delle meraviglie della montagna.

Fra rifugio e bivacco la distinzione è netta: il rifugio è sostanzialmente un albergo d’alta quota, custodito, spazioso, accogliente, dove si ha la possibilità di incontrare parecchi escursionisti. Esistono poi i bivacchi, incustoditi, più angusti, posizionati a quote superiori, utilizzati dagli alpinisti per le loro ascensioni.

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Accade sovente di arrivare ad un bivacco e non incontrare nessuno. Trascorrere una notte in solitudine sulle montagne è, a mio giudizio, un tatuaggio indelebile nella memoria di ogni amante della montagna. In passato ho raccontato del bivacco alle Rocche del Reopasso a Crocefieschi, in provincia di Genova, sull’Appennino Ligure: un luogo per me magico, il “mio” bivacco. Il racconto riguardava l‘itinerario escursionistico per raggiungere le due cime gemelle della Biurca, il punto più conosciuto di questa particolarissima cresta rocciosa. Questa volta vorrei descrivere il percorso della via ferrata verso il Reopasso e raccontare le emozioni di una notte trascorsa in questo luogo speciale.

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LA FERRATA

bivaccoL’itinerario per il Reopasso inizia in fondo al paese di Crocefieschi, nei pressi della Chiesa di Santa Croce (m 742). Dopo un breve tratto asfaltato con una deliziosa vista sul paese, giungiamo alla Cappella della Madonna della Guardia, dove inizia il sentiero FIE vero e proprio. Dopo un tranquillo chilometro di saliscendi, si arriva all’attacco del primo settore della via ferrata. Il percorso attrezzato è costituito da quattro settori: l’ Anchise ( m 882 ), la Biurca ( cima nord 941 – cima sud – 934 ), il Traverso e la Carega do Diao ( 957 ). Complessivamente la ferrata del Reopasso è da considerarsi piuttosto impegnativa, con tratti esposti e a volte strapiombanti. E’ obbligatorio l’uso dell’attrezzatura specifica per ferrate ed un po’ di allenamento ed abitudine alla verticalità. Dall’inizio del primo settore, l’ Anchise appunto, si può scegliere se salire sulla cima o puntare verso il bivacco costruito fra le due vette della Biurca, utilizzando il sentiero. In entrambe i casi, in poco tempo siamo all’attacco del secondo settore, senza dubbio il più conosciuto, e possiamo continuare sulla sinistra sulla via normale o affrontare la ferrata, poco distante, sulla destra.

09092015252-1La visuale sul bivacco, proprietà del CAI di Busalla e profondamente ristrutturato nel 2004, è impressionante: la piccola casetta di legno sembra letteralmente incollata alla roccia. I primi 25/30 metri sono piuttosto duri, quasi verticali, al termine dei quali respiriamo un attimo con un breve tratto di sentiero. La parte centrale è la più lunga ( 90 metri ) e conduce senza problemi al pezzo finale ( 50 m ), di gran lunga il più impegnativo, con tratti a strapiombo ed un impegno psicofisico intenso. Siamo alla Madonnina della cima sud, da qui con un cavo si scende al bivacco e con un altro breve tratto attrezzato c’è la possibilità di accedere alla croce della cima nord, dove arriva anche il ripido sentiero della via normale, sulla cresta sud ovest. La ferrata prosegue poi verso i rimanenti due settori: il Traverso, con un divertente ponte sospeso e la Carega do Diao, la vetta più alta della cresta, con difficoltà analoghe alla Biurca.

COSA OCCORRE PER LA FERRATA

1 – Imbragatura  2 – Due moschettoni a ghiera – 3 – Casco  4 – Due metri di corda diametro 8/9 mm, con dissipatore  5 – Scarpe da trekking – 6 – Due metri di cordino diametro 6/7 mm

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IL BIVACCO

Dopo la parte più divertente e fisica dell’escursione, va in scena l’emozione allo stato puro. Sono anni che salgo in questo luogo meraviglioso, per trascorrere notti in solitaria indimenticabili, in tutte le stagioni, con ogni tipo di clima, e l’emozione è sempre la stessa. La vita al bivacco è scandita dai ritmi della natura: al tramonto si va a dormire, con le prime luci del mattino ci si sveglia. Al Reopasso si trova tutto ciò di cui si ha bisogno: il cibo, il fuoco, il riposo. In questo luogo i cinque sensi vengono amplificati, esce la parte positivamente animalesca dell’individuo, riaffiorano emozioni a lungo tempo sopite. In questa minuscola casetta la televisione è il caminetto acceso, la connessione non è su internet, ma con qualcosa di assoluto, attraverso il cielo stellato. Solo provando si può comprendere di cosa io stia parlando. Il Reopasso ci mette a nudo, ma allo stesso tempo il Reopasso ci protegge. Ovviamente per vivere un’esperienza serena e riposare un numero accettabile di ore, occorre un’attrezzatura adeguata per il pernottamento, variabile a seconda delle stagioni e la possibilità di cucinare qualcosa di caldo per la cena e al mattino dopo il risveglio.

COSA OCCORRE PER UNA NOTTE AL BIVACCO

1 – Materassino  2 – Stufetta a gas – 3 – Sacco a pelo  4 – Candela – 5 – Materiale da cucina  6 – Fornello a gas  7 – Saccolenzuolo ( in estate ) – 8 – Cuscino gonfiabile  9 – Kit pronto soccorso  10 – Lampada frontale, Coltello multiuso, Torcia

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Ringrazio chi ormai da decenni ha cura del Reopasso. Qui ho trovato la mia vera casa e la mia vera essenza.

INFORMAZIONI UTILI

Località di partenza – Crocefieschi ( 742 )
Dislivello – 200 m
Lunghezza sentiero via normale – 2 km
Tempo di salita – 45 min con il sentiero,  1 ora con la ferrata.
Difficoltà – E / E il sentiero, D la ferrata.
Per la ferrata obbligatoria attrezzatura di sicurezza.

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