Vacanze alternative: forest bathing in Trentino-Alto Adige

A Fai della Paganella è aperto il Parco del respiro, una splendida faggeta attrezzata con percorsi e sentieri per sfruttare i benefici terapeutici del “Forest bathing”


Di Debora Bergaglio

Prediligere le destinazioni poco affollate e all’aria aperta; riscoprire il turismo lento e soprattutto restare in Italia, non solo per riscoprire le bellezze nostrane, ma anche per sostenere, con il nostro contributo, un’economia (quella turistica) che rappresenta una bella fetta di PIL. Sono questi i “must”dell’estate 2020: non rinunciare alle vacanze, ma organizzarle in modo intelligente. Vacanze, insomma, il più possibile alternative rispetto al turismo di massa a cui sono abituati la maggior parte dei viaggiatori. Un valido spunto è offerto dal “Forest bathing” e dal Trentino-Alto Adige, Regione a vocazione turistica che in questo periodo di post lockdown può sfoggiare ancora maggiori potenzialità rispetto al solito.

forest bathing

IL PARCO DEL RESPIRO

Qui è possibile visitare e passeggiare all’interno di un parco dedicato al forest bathing, il “Parco del Respiro”, aperto a Fai della Paganella all’interno di una splendida faggeta. Si tratta di un’oasi naturale a pochi passi dal centro del paese, con terrazze panoramiche sulla Valle dell’Adige e le Cime Dolomitiche orientali. I faggi creano giochi di luce particolarmente affascinanti e, in alcuni momenti della giornata, sprigionano profumi purissimi aromatizzando un’aria dalla qualità eccellente; il tutto immerso in una quiete insolita. Completano il quadro numerosi sentieri, tronchi su cui sdraiarsi, casette in legno, ponticelli sul ruscello ed altre strutture.

COSA E’ IL FOREST BATHING E QUALI SONO I BENEFICI

Forest bathing” I primi ad intuirne le potenzialità sono stati i giapponesi, che lo chiamano Shinrin-yoku. Il Forest-bathing è una pratica che adopera il potere terapeutico e quasi taumaturgico degli alberi per migliorare il benessere psico-fisico delle persone. I “bagni nella foresta” in Giappone sono considerati uno dei capisaldi della medicina preventiva. Una full immersion nella vegetazione del bosco fa infatti registrare miglioramenti in diversi ambiti fisiologici.
Il beneficio è concreto e ha radici profonde nella storia dell’evoluzione. Marco Nieri (bioricercatore esperto in eco-design e salute dell’habitat) e Marco Mencagli (agronomo) hanno condotto ricerche secondo cui alcuni alberi, fra cui leccio, quercia, faggio, castagno e pino nero, arrivano ad avere azioni benefiche e rigeneranti a vari livelli.
Il motivo di tutto ciò consiste in una migliore ossigenazione che si ottiene camminando nel bosco, ma anche nell’effetto dei monoterpeni ( sostanze aromatiche rilasciate dalle foglie degli alberi ) e dei fitoncidi ( oli essenziali presenti nel legno ), che gli alberi rilasciano per difendersi dai parassiti.
Gli studi hanno dimostrato che l’uomo e le piante emettono campi bio-elettromagnetici e che quelli degli alberi, anche se di debole intensità, sono di elevatissima affinità biologica. In certe condizioni, possono influire sullo stato di ogni organo del corpo, sostenendo quell’energia che alimenta la loro esistenza. Non si tratta solo del potere rilassante legato al fatto di trovarsi nel verde, ma di una vera e propria terapia che coinvolge diversi sistemi del nostro organismo.
Stress, ansia, depressione, deficit delle difese immunitarie o ipertensione possono trarre giovamento da percorsi green come quelli presenti a FAI della Paganella.

CONTATTO E RESPIRO PER ASSORBIRE L’ENERGIA DEGLI ALBERI

L’ideale sarebbe restare immersi nel bosco almeno per 3/4 ore, alternando il cammino a momenti di relax, ripetendo la passeggiata per tre giorni consecutivi. Un’esperienza sensoriale da vivere anche col tatto, toccando la corteccia degli alberi o addirittura abbracciando il tronco, cercando di percepirne la superficie e di “assorbirne” l’energia. Nella faggeta infatti, sono stati individuati anche degli alberi bioenergetici, considerati dagli studi come particolarmente benefici: un faggio e un abete rosso.
Queste piante amplificano e diffondono fino a una distanza di circa 15 metri le loro benefiche influenze bioelettromagnetiche per l’organismo.

PERCORSI E SENTIERI

Nel Parco del respiro si trovano quattro facili sentieri tematici di diversa durata: Il Sentiero dell’Otto, il Sentiero dei Belvedere, il sentiero del Popolo dei Reti e Acqua e Faggi. Il valore aggiunto, oltre al bellissimo paesaggio, è naturalmente costituito dall’aria: ricchissima di monoterpeni e fitoncidi, sostanze aromatiche ed olii essenziali rilasciati dalle foglie e dal legno dei faggi, una e vera e propria terapia naturale.

I 4 percorsi DI FOREST BATHING

PERCORSO DELL’OTTO

Un itinerario molto facile che attraversa le campagne di Fai con le tipiche baite, tra prati da fienagione, boschetti di latifoglie, orti, piccole coltivazioni tipiche della montagna e bellissimi panorami.

SENTIERO BELVEDERE 

Il panorama è davvero spettacolare: le montagne di Trento, la Paganella, la confluenza tra i fiumi Adige e Noce, la Valle di Cembra e la Valle dell’Adige.

SENTIERO ACQUA E FAGGI

Magia di luci e suoni: immersi in un sentiero suggestivo dove la luce filtra magica tra i rami dei faggi, l’acqua del rio accarezza i sassi e canta dolci note.

SENTIERO DEI RETI

Questo antichissimo villaggio è uno tra i più importanti siti archeologici delle Alpi e rappresenta un raro caso di insediamento in altura, fortificato da mura di protezione. Qui sono stati trovati reperti risalenti all’età del bronzo medio e alla seconda età del ferro.