Trekking invernale al Monte Giarolo

Quando l’aria si fa fredda, è difficile staccarsi dal tepore della casa, ma con un po’ di coraggio si può  affrontare un trekking invernale e godere di splendidi panorami, come quello dal Monte Giarolo, sull’Appennino ligure piemontese


Di Federico Zerbo

Durante l’inverno, a volte, mi assale il desiderio di qualche piccola pausa, la voglia del divano di casa davanti al caminetto con un buon libro, sorseggiando una tisana calda…ma dura molto poco. C’è sempre qualcosa di potente, di irrazionale a volte, che mi spinge verso gli spazi aperti, verso l’alto, alla ricerca della fatica, e mi assale il desiderio di un trekking invernale.

In inverno si possono affrontare numerose escursioni, che oltre ad appagare il nostro desiderio di natura, di aria incontaminata, soddisfano i nostri bisogni psicofisici di sportivi/escursionisti. Recentemente mi è accaduto con la salita al Monte Giarolo (m 1473), in Alta Val Borbera. Un’ escursione alla portata di tutti, semplice, ma comunque significativa sia dal punto di vista del dislivello, sia della distanza da coprire.

PARTENZA DA GIAROLO

Per questo trekking invernale, ho scelto un versante per me inedito, con partenza da Giarolo, frazione di Montacuto, in Val Curone. Questa graziosa località si può raggiungere in auto dalla Val Borbera. Una volta giunti a Pertuso, si svolta a sinistra, salendo verso Pallavicino e successivamente Borgo Adorno, con il suo inconfondibile ed imponente Castello. Arrivati a Giarolo, nelle vicinanze della Chiesa si gira a destra, percorrendo per qualche centinaio di metri la ripida strada asfaltata, per poi posteggiare nei pressi delle “stalle nuove” (900). A sinistra, è evidente la comoda strada sterrata, che dopo un paio di km di pendenza non banale, ci porta al bivio di Costa di Lesaie (1190). Inizia la seconda parte della gita, tralasciamo il bivio che a destra in 20 minuti, porta al Rifugio dei Piani di San Lorenzo e a sinistra a Caldirola e ci inoltriamo diritti nella splendida faggeta. Qui l’ambiente è meraviglioso, faggi secolari ci fanno compagnia per altri due chilometri di percorso, fino in prossimità della vetta.

NEL BOSCO DI FAGGI

Il bosco di faggi è unico e particolare: pulito, imponente e l’austerità della pianta di faggio infonde nell’escursionista una sensazione di equilibrio, ordine e l’ordine porta sempre sicurezza. La grande statua del Redentore, posta sulla cima, appare sulla nostra destra al limitare del bosco, accanto purtroppo ai ripetitori: l’ennesimo tributo pagato per il bisogno di tecnologia. Il percorso a piedi per il Giarolo è decisamente alla portata di tutti, ma se affrontato in mountain bike, richiede preparazione ed allenamento.

trekking invernale

A 360 GRADI…

Il Monte Giarolo è la cima più settentrionale della Val Borbera e dalla sua vetta è possibile godere di una splendida vista su tutte le principali montagne dell’Alta Valle. Di fronte, il Parco di Marcarolo, dominato dall’onnipresente Monte Tobbio e tutto intorno, oltre la pianura, lo spettacolo dell’ Arco Alpino, con protagonista l’inconfondibile Monviso. Il caminetto e il divano di casa erano splendidi, ma noi abbiamo deciso ancora una volta di respirare, di ritrovare la gelida tramontana sulla faccia, di sentirci vivi….e abbiamo avuto ragione.

INFORMAZIONI UTILI

Località di partenza – Giarolo – Stalle Nuove (900 m)
Difficoltà – Escursionistico
Tempo di salita – 1ora e 30 / 2
Tempo di discesa – 1ora e 20
Dislivello – 570 m
Lunghezza a/r – 8 km
Periodo consigliato – tutto l’anno

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