Pasqua sulle Alpi, “Pasquali” di Bormio

Un salto indietro nel tempo a Bormio, con antichi quartieri in competizione tra loro e il fascino degli abiti tradizionali valtellinesi. La Pasqua a Bormio offre tradizione, sci e acque termali per rigenerarsi


Di Debora Bergaglio

La Pasqua è una di quelle ricorrenze che ti permettono di rivivere le tradizioni di un territorio e capirne le origini, come accade a Bormio. Uno di quegli appuntamenti in cui famiglie, amici e interi paesi si stringono attorno ai propri usi, dando vita a manifestazioni dal sapore unico, motivo anche di attrazione per turisti e viaggiatori interessati all’anima di un luogo. Nel borgo dell’ Alta Valtellina, proprio al centro delle Alpi, si festeggiano ogni anno i Pasquali, manifestazione tradizionale che affonda le proprie radici nelle tradizioni contadine e prende il nome da elaborate portantine a tema religioso, i Pasquali appunto.

Foto Fausto Compagnoni
Foto Fausto Compagnoni

COSA SONO I PASQUALI? STORIA DI UNA TRADIZIONE

Foto Fausto Compagnoni

Le portantine (Pasquali) venivano costruite dai giovani del paese nei mesi invernali, grazie a una buona dose di ingegno, abilità e professionalità artigianale, per poi essere portate a spalla il giorno di Pasqua in una colorata sfilata per le vie di Bormio, dai “pasqualisti”. Le donne completavano il corteo con fiori e piccoli prodotti artigianali, e alla manifestazione partecipavano anche bambini, famiglie e gruppi folkloristici, tutti vestiti con il costume tradizionale. Ancora oggi, nei vari quartieri del paese (Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore) si formano dei gruppi di persone che, sotto la guida di un capo, preparano il loro progetto. Tutto è studiato nei dettagli, dal significato religioso alla lavorazione nella quale falegnami, fabbri e artigiani esprimono il meglio della loro arte: lo scopo naturalmente è riuscire a creare il Pasquale più rappresentativo. I Pasquali restano poi in esposizione in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta, ma prima c’è il giudizio della giuria, che stila una classifica in base a diversi fattori: il significato religioso, il lavoro artigianale e quello artistico, senza dimenticare l’aspetto culturale e di tradizione, fulcro della manifestazione stessa.

GLI USI DELLA CUCINA CONTADINA

E’ interessante, oltre che suggestivo, conoscere cosa sta dietro alle manifestazioni che riflettono l’identità di un territorio. Nel caso dei Pasquali di Bormio tutto nasce nell’antica cultura contadina del  XVII secolo, quando esisteva l’obbligo di preparare e cucinare un agnello da distribuire in piazza del Kuerc, la piazza centrale del paese, il giorno di Pasqua. Alla fine del XIX secolo s’introdusse la benedizione dell’agnello vivo e, da qui, nacque la gara tra i “reparti” per adornare al meglio il proprio animale. A poco a poco, s’incominciò ad adagiare gli agnellini su delle portantine di muschio addobbate e, da lì, si arrivò ai Pasquali così come oggi vengono celebrati.

© ph. robytrab
© ph. robytrab

PASQUA TRA SCI E TERME

E se alla tradizione dei Pasquali, che quest’anno si svolge il 27 Marzo, si volesse unire una bella sciata a Bormio, si può approfittare delle piste del comprensorio fino al 10 aprile, data prevista per la chiusura degli impianti. 115 km di piste tra i comprensori di  Bormio, S. Caterina Valfurva e S. Colombano,  senza dimenticare anche il fascino di una bella escursione di sci alpinismo e con le racchette da neve nei sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio. Per i più “rilassati” e meno attivi, suggeriamo una passeggiata nello splendido centro storico del paese, con le chiese, i palazzi e i musei, per immergersi nell’atmosfera d’altri tempi di quella che per 700 anni è stata una piccola democrazia comunale al centro delle Alpi. Ma il top, per chi ama rilassarsi, sono senza dubbio le celebri calde acque termali dei centri di Bormio Terme, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi, conosciute fin dai tempi degli antichi Romani.