L’Etna e i suoi crateri

Una visita emozionante al vulcano più alto d’Europa: l’Etna, in Sicilia. Tra paesaggi lunari, crateri, suggestioni e storie intorno al vulcano


Testi  Alessandro Tavilla e Vittorio Puggioni, Foto di Vittorio Puggioni

C’è sempre qualcosa di suggestivo nel vedere un vulcano, assistere alla sua attività eruttiva o anche ammirarlo nei momenti di quiete, pensando sempre all’imprevedibile potenza che esso contiene dentro di sé. Ed ancor più suggestivo, allora, è osservare il più alto vulcano d’Europa, l’Etna, e salirci sopra e percorrerlo in alcuni dei suoi crateri, sparsi nella sua mastodontica struttura.

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I CRATERI SILVESTRI

Stiamo parlando dei Crateri Silvestri, formatisi più di un secolo fa, quando nell’estate del 1892 sul versante sud del monte si aprì una frattura radiale da cui scaturì una bottoniera di crateri che si distinse per una prolungata attività eruttiva che durò fino agli inizi dell’inverno di quello stesso anno.

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IL VULCANOLOGO ORAZIO SILVESTRI

Suggestivo quindi, è recarsi a sfiorare quasi i 2mila metri per visitare i due crateri Silvestri, ormai non più attivi. Essi si trovano nel territorio che circonda il rifugio Sapienza, e hanno preso il nome dal vulcanologo Orazio Silvestri, anche membro del Cai, che proprio nel XIX secolo insegnò nellUniversità catanese per diversi anni, occupandosi molto delle ricerche riguardanti l’attività dell’Etna, e organizzandone altresì degli istituti dediti allo studio dei suoi spettacolari fenomeni naturali.

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3343 METRI: LA VETTA PIU’ ALTA

Il cratere più sud, a circa 1900 metri, è percorribile sia circumnavigandolo, sia al suo interno, provocando ovviamente quel fascino unico di camminare sopra una bocca gigante che in passato ha emesso fiumi di lava. Mentre il cratere più a nord, più alto come dislivello di circa una cinquantina di metri, a cui si arriva percorrendo una ripida stradina sopra il rifugio, è possibile visitarlo solo attorno alla sua cavità coperta. Ovviamente, da entrambi i crateri, oltre alla possibilità di ammirare in alto la vetta più alta del vulcano a 3343 metri, si possono spalancare gli occhi davanti a scenari ineguagliabili, che lasciamo però raccontare in parole e scatti al nostro fotografo:

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La strada si arrampica, tornante dopo tornante, lungo il fianco del grande vulcano, in questo periodo in attività, che sembra aspettarci mentre ci osserva dall’alto. Giunti al rifugio Sapienza e lasciata l’auto nel posteggio, con i miei compagni di escursione ci dirigiamo verso i crateri Silvestri.

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Dal ciglio del cratere il paesaggio che ci circonda non lascia indifferenti; un mare di lava solidificata sembra avvolgere tutto il panorama, che spazia laggiù fino al mare, ben visibile all’orizzonte. Macchie di colore interrompono il grigio scuro, quasi nero della lava.

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Risalgo verso crateri più alti. Dal ciglio di uno di essi il panorama è ancora più incredibile; crateri si aprono ovunque rendendo il panorama più simile ad un luogo alieno che alla terra, e le sfumature di colore si rincorrono in tonalità infinite. Il sole illumina una sottile striscia erbosa che come una lama taglia il profilo lavico della montagna.

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Ad un tratto in lontananza, da una bocca del vulcano scaturisce un suono cupo, una sorta di tuono che rimbomba nell’aria. Un suono primordiale. Ripercorrendo a ritroso la strada che ci riporta a valle, passiamo vicino ai resti di una casa inghiottita quasi completamente dalla lava, stretta nella morsa del magma, a ricordarci che è quasi impossibile, per l’uomo, arginare o contenere la forza della natura…( Vittorio Puggioni)

COME ARRIVARCI

Da sud o da ovest:
Dall’Autostrada Siracusa-Catania o dall’A20 Palermo-Catania, uscita autostradale a Catania. Proseguire lungo la tangenziale di Catania e uscire a Gravina. Proseguire in direzione Etna Sud fino a raggiungere il centro abitato di Nicolosi. Attraversare Nicolosi e seguire le indicazioni per Etna Sud. La strada sale fino a raggiungere il rifugio Sapienza, posto a circa 2000 metri di altitudine. La strada che sale verso il rifugio è tipicamente di montagna, anche se molto larga e agevole. Salendo si attraversa un paesaggio che lascia stupefatti.

Da nord:
Percorrere la A18 Messina-Catania ed uscire al casello di Acireale. Prendere poi la strada per Lavinaio, Monterosso, Trecastagni, Pedara fino a giungere a Nicolosi. Da qui proseguire per la SP 92 fino a quota 1900 metri.

Aeroporti:
Aeroporto Fontanarossa di Catania
Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo
Aeroporto di Reggio Calabria