Escursione di famiglia al Rifugio Bonatti

Il Rifugio Bonatti meta di una gita di famiglia per ammirare i giganti della Val D’Aosta, fra cui il Monte Bianco, e scoprire le sue vallate ricche d’incanto


Di Federico Zerbo

Ci siamo incontrati oltre trent’anni fa e da allora non ci siamo più lasciati. Ogni anno vado a visitare le sue splendide montagne, i suoi ghiacciai sconfinati, le sue pareti ripidissime, i suoi verdi pascoli, i laghi, le cascate, i suoi innumerevoli sentieri. Vivo per lei, la Valle d’Aosta.

Conosco decine di itinerari in questa Regione, di ogni genere e difficoltà, e oggi vi racconto una gita semplice, ma speciale, al Rifugio Bonatti ( m 2025 ).

Rifugio Bonatti

Un’escursione meravigliosa non solo per la sua posizione geografica, nella Val Ferret, ma soprattutto perché vissuta con i miei due  figli: Emanuele e Riccardo.

Il rifugio si trova nella parte centrale della Val Ferret, raggiungibile in auto da Courmayeur.
Si risale la Valle per circa sette chilometri fino alla località di Lavachey (m 1642), e dopo un paio di tornanti si attraversa un ponticello sopra il torrente Malatrà e si posteggia  l’auto (m 1695). Si può scegliere se affrontare il sentiero che parte direttamente dal posteggio (28A), o tornare indietro appena dopo il ponte ed inoltrarsi a sinistra nel bosco di larici, sulla larga e comoda pista forestale.

Questo secondo accesso, prevalentemente utilizzato in inverno, è quello che abbiamo scelto per la nostra salita estiva. Inizialmente il sentiero è dolce e l’atmosfera subito coinvolgente, in un ambiente fra i più belli di tutta la Valle d’Aosta. A circa metà itinerario la pendenza aumenta ed incontriamo a sinistra la deviazione per il Rifugio Bonatti ed il Col Malatrà; qui il sentiero si stringe e la vegetazione si dirada.

Rifugio Bonatti

Uscendo dal bosco ci troviamo di fronte il panorama mozzafiato del Gigante delle Alpi, il Monte Bianco (m 4807 ), con l’inconfondibile Aiguille Noire ( m 3773 ) sulla sinistra. Le pulsazioni aumentano e non solo per la fatica.

Poco prima di quota 2000, la diramazione sulla destra per il Rifugio Bertone ( m 1989 ), segnala l’imminente arrivo al Bonatti, splendidamente posto su un pianoro erboso ( 1 ora circa ). Nonostante la quota relativamente modesta, il panorama è quanto di meglio si possa trovare, a sinistra il Monte Bianco, di fronte a noi la vicinissima e difficile parete est delle Grandes Jorasses ( m 4206 ) ed il ghiacciaio del Freboudze. È però l’atmosfera complessiva che colpisce, in questo luogo gli amanti della montagna trovano infatti ripagata la modesta fatica per raggiungerlo, con un ricordo indelebile.

La struttura è notevole, ben costruita, organizzata, pulitissima. Il Rifugio è dedicato a Walter Bonatti, alpinista ed esploratore fra i più grandi di ogni epoca, che si recò qui in visita nel 2000. È senz’altro consigliabile un pernottamento, per godersi l’incanto del paesaggio anche il giorno successivo con un’altra escursione.

Rifugio Bonatti

Si può scegliere la traversata al Rifugio Elena ( m 2061 – 2 / 2 ore e trenta), raggiungendo il fondovalle presso la località dell’ Arnouva ( 1769 ); oppure il più impegnativo  Col Malatra` ( m 2925 – 2 ore e trenta / 3 ), proprio sopra il rifugio, molto particolare e panoramico. È con l’emozione nel cuore che dico grazie, per l’esistenza di questi luoghi meravigliosi, a chi ha costruito e ha cura di questi splendidi rifugi, ma soprattutto dico grazie ai miei figli, per il senso che hanno dato alla mia vita e per aver fatto di me un uomo migliore.

Rifugio Bonatti  ( m 2025 )
Località di partenza: poco dopo Lavachey ( 1695 )- Val Ferret
Dislivello: 330 m
Difficoltà : Escursionistico
Tempo di salita: 45 minuti/ 1 ora – 2 km
Tempo di discesa: 45 minuti
Escursioni consigliate: Rifugio Elena ( 2061) e Col Malatra`( 2925 )

 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Escursione al Lago delle Rane in Val D’Aosta