Escursione al ponte acquedotto del Ru Prévôt

Nei pressi della Riserva Naturale Tsatelet, sulle alture di Aosta, si nasconde un piccolo gioiello di ingeneristica ed architettura, il ponte acquedotto del Ru Prévôt. Lo abbiamo fotografato per catturarne il fascino senza tempo


Testo e foto di Vittorio Puggioni

Il territorio italiano è disseminato di tanti piccoli gioielli spesso nascosti, e il ponte acquedotto del Ru Prévôt ne è un esempio. Testimonianze dirette del passato e della nostra storia; segni tangibili della creatività ingegneristica e dell’abilità artigianale dei nostri antenati. Ho potuto verificarlo di persona durante la realizzazione del libro sui villaggi dimenticati, ideato e prodotto da Buonviaggioitalia.it, insieme agli altri due autori, Debora Bergaglio e Alessandro Tavilla. E anche oggi, qui in Valle d’Aosta sulle alture di Aosta, percorrendo un sentiero collinare, mi trovo di fronte ad una di queste testimonianze.

ponte acquedotto del Ru Prévôt
Becca di Viou_Valle_d’Aosta

Ho lasciato l’auto nei pressi della Riserva Naturale Tsatelet, o Quota BP, come la chiamano qui, in onore di Baden Powell fondatore del movimento Scout, e dopo aver imboccato un breve sentiero in salita, ho deviato su un percorso pressoché pianeggiante, che si allunga attraverso un bosco ricco di roverelle, dal quale posso scorgere la vetta già imbiancata della Becca di Viou, e che mi porterà fino a Roisan. Ma la mia meta è molto più vicina. Ho dovuto girarci intorno e osservarlo anche dall’alto per capirne bene la struttura, e quello che dal basso sembrava quasi un edificio fortificato, una sorta di postazione adatta all’osservazione e al controllo del territorio, si è rivelata un ponte: il Ponte-Acquedotto del Ru Prévôt.

Già al tempo dei Romani esistevano in Valle d’Aosta canali irrigui, mentre nel Medioevo si parla già di sistemi di canalizzazione dell’acqua, ma solo dal 1300 in poi si hanno documenti che citano anche le opere idrauliche relative a queste canalizzazioni. La nascita dei Ru, come vengono comunemente chiamati questi canali, è complessa e legata allo sviluppo dell’agricoltura e della pastorizia, unita anche alle condizioni climatiche caratterizzate da scarse precipitazioni e alla necessità di incrementare l’irrigazione dei campi per il crescente sviluppo delle coltivazioni e degli allevamenti di bestiame.

Grand_Arvou_Ponte_Acquedotto
ponte acquedotto del Ru Prévôt

Ma questi canali fornivano anche l’energia, per usare un termine moderno, che faceva muovere, ad esempio, le ruote dei mulini ad acqua. Molte persone erano coinvolte con il loro lavoro, nella progettazione, realizzazione e manutenzione dei Ru e delle strutture ad essi collegati. Tra di essi si poteva trovare manodopera specializzata e gli stessi beneficiari della struttura; oggi li chiamiamo utenti. Il nome Ru Prévôt trae origine da Henry de Quart, prevosto della cattedrale di Aosta, che lo fece costruire intorno al 1300. Opera di importanza fondamentale, convogliando l’acqua dalla Valpelline, forniva l’irrigazione ai terreni collinari e più aridi, sopra Quart e Saint-Cristophe, alle porte di Aosta. Ed eccomi qui, davanti a questo maestoso ponte-acquedotto, chiamato Grand Arvou, lungo circa 70 metri, che consente al canale di superare il vallone sottostante solcato dal torrente Parléaz. Risalgo e ridiscendo più volte il versante su cui è costruito per poter sfruttare i diversi punti di ripresa per le mie foto: il panorama è splendido con le alte montagne che circondano Aosta, dall’Emilius alla Becca di Nona, solo per citarne alcune. E’ sorprendente come dal basso sembri davvero un grosso edificio, grazie anche al tetto in lose che lo ricopre e alla presenza di alcune finestrelle, che in realtà servono a dare luce all’interno permettendone l’ispezione, mentre visto dall’alto mostri la sua vera forma, stretta e geometricamente tendente a formare un arco con linee rette; la larghezza interna dove scorre l’acqua è di appena 40-50 cm, a cui si accede attraverso due varchi protetti da un cancello ad inferriate.

ponte acquedotto del Ru Prévôt
Grand_Arvou_e_Becca_di_Nona_e_Monte_Emilius_Porossan_Aosta

Mentre osservo la struttura del ponte acquedotto del Ru Prévôt, intatta nonostante il passare dei secoli, il suo arco sottostante perfetto nella curva, che sembra davvero permettere a tutta la struttura di fare un balzo da una sponda all’altra del vallone, non posso fare a meno che restare affascinato dal genio, dalla tenacia e dalla costante ricerca da parte dell’uomo di cercare di migliorare le proprie condizioni di vita, per sé e per i propri figli, ideando e costruendo opere che hanno saputo resistere al tempo, mute testimoni di un mondo passato.

Come si arriva al ponte acquedotto del Ru Prévôt

Autostrada della Valle d’Aosta. Uscita di Aosta Est, si imbocca la SS26 e si prosegue in direzione del capoluogo. Alla seconda rotonda si prende a destra la SR 17 per Porossan e si sale fino alla frazione Serod. Si supera l’abitato e si prosegue a salire fino ad un piccolo parcheggio con l’ingresso alla Riserva. Lo si raggiunge in circa 15 – 20 minuti dal centro di Aosta.
Lasciata l’auto qui, si prende un breve sentiero sterrato che sale leggermente; al bivio si prende il sentiero a sinistra che prosegue pianeggiante attraverso il bosco, in direzione di Roisan: lungo il percorso e dopo circa 30 minuti di cammino, si incontra il ponte-acquedotto del Ru Prévôt
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