Monesteroli candidata tra i luoghi del cuore FAI

Nel Parco nazionale delle Cinque Terre un borgo unico al mondo: Monesteroli, meta perfetta per un’escursione post Covid-19, si candida tra i luoghi del cuore FAI


Di Debora Bergaglio

Ognuno di noi è emotivamente legato a luoghi unici che rappresentano una parte importante della nostra vita e che vorremmo fossero protetti per sempre

Recita così la presentazione dell’iniziativa del FAI “I Luoghi del Cuore”, l’ormai celebre censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

Dal 6 maggio al 15 dicembre 2020 il FAI lancia la decima edizione del censimento de “I Luoghi del Cuore” invitando tutti i cittadini a votare i luoghi italiani che amano di più e vorrebbero vedere salvati, tutelati e valorizzati. Un’opportunità per ciascuno di noi di esprimere finalmente, quasi fosse un urlo liberatorio, il sentimento ppassionato che ci lega al Paese più bello del mondo.

E in questa fase post emergenza Covi-19 sembra ancora più forte e più realistico il richiamo non solo a non dimenticare, ma a ri-scoprire e valorizzare luoghi in cui, spesso, il distanziamento fisico è qualcosa di naturale e acquisito. Già perché, molto spesso, nella lista dei luoghi del cuore del FAI troviamo piccoli borghi isolati raggiungibili attraverso splendidi e pittoreschi sentieri da percorrere in silenzio e solitudine. Perfetti per riprendere a viaggiare in tutta sicurezza e nel pieno rispetto delle norme di prevenzione suggerite dal Governo e dal comitato tecnico scientifico che si sta occupando delle misure per contenere la Pandemia.

Il momento è dunque propizio per ascoltare la “chiamata del luoghi del cuore” e fra questi vi segnaliamo la candidatura della splendida MONESTEROLI, in provincia della Spezia, nel Parco nazionale delle Cinque Terre, forse tra i borghi spettacolari dell’intera Liguria.

Sicuramente unica, fra i tanti aspetti, soprattutto per il modo in cui si raggiunge il borgo:
Una scalinata di quasi duemila gradini – si legge nella presentazione sul sito del FAI – che scendono dalla collina sovrastante, passando tra boschi e vigneti per poi aprirsi in una discesa mozzafiato. Un Borgo unico al mondo che domina il mare azzurro, ai confini tra realtà e fantasia. Soltanto il rumore della natura del vento e delle onde rompe il silenzio in questo borgo incantato, aggrappato alla roccia, sul filo del mare.”

Un’altra particolarità di Monesteroli consiste nel fatto che qui non è arrivata la linea elettrica, né il metano. Soltanto piccoli pannelli solari e un acquedotto irriguo permettono una fruizione meno spartana a colore che hanno una casa o che arrivano per un’escursione. A ridare vita al borgo, mantenendone viva la sua storia, è un gruppo di amici che, da giovani, con i nonni e i genitori, amici e parenti, hanno frequentato e vissuto Monesteroli e che, con l’associazione “Per Tramonti” e gli “abitanti” di quelle piccole abitazioni rurali ha creato un Comitato di supporto alla Candidatura ai “Luoghi del cuore FAI”.

Monesteroli luoghi del cuore FAI

Unitamente al prezioso lavoro di questo comitato, il passaparola è stato il motivo di successo della candidatura che ha legato quanti si sono identificati nel progetto di recupero del borgo. Il collante sono i ricordi e una visione del futuro sostenibile ed ecocompatibile che non snaturi le caratteristiche dei luoghi.

I nostri nonni ci hanno lasciato questo tesoro in custodia, – dice Lorena Picciati, membro del Comitato “Per Monesteroli” – un tesoro preziosissimo, ogni cosa parla di loro. Della loro fatica, dell’amore e del rispetto, della loro semplicità. Quando sei lì tutti sensi vanno in estasi. Percepisci, senti, tocchi, annusi e vedi tanta bellezza fragile e indifesa. Dobbiamo percorrere questa strada insieme. E’ necessario riuscire a recuperare e mantenere quel che è rimasto di quel tesoro. Ma non vogliamo diventi un luogo preso d’assalto da orde di persone che calpestano quei sassi cosi preziosi. Vogliamo il rispetto del luogo. Grazie al Fai, tornare a vivere ancora il nostro Monesteroli. Continuare ancora ad emozionarci. Custodirlo. Per noi, – conclude la Picciati – per i nostri figli e nipoti. Ma ancora di più per nostri nonni che, con fatica e amore, lo hanno donato. Ci hanno tramandato, forse senza saperlo, un capolavoro”.

Oggi, se non interveniamo a salvarlo, Monesteroli è perso, nonostante il caparbio lavoro di pochi – dice Massimo Brunetti, referente di Per Monesteroli-. Serve mettere in sicurezza la frana, manutenere il sentiero che dal crinale arriva al borgo e dal borgo al mare e ricominciare a coltivare i terreni, quelli che, per i nostri nonni, erano il patrimonio da cui si ricavava l’uva trasformata, poi, nelle minuscole cantine dove veniva prodotto il vino rinforzato di Tramonti.  L’auspicio e la speranza è che le istituzioni siano al fianco del Comitato”.

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