MAB Youth Forum, il turismo sostenibile piace ai giovani

Nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile, i giovani del programma MAB Unesco sperimentano sul Delta del Po il significato di turismo sostenibile


Di Debora Bergaglio – disegno di copertina di Giancluca Costantini

Hanno uno sguardo curioso, consapevole e determinato i 282 giovani rappresentanti provenienti da 142 riserve di biosfera in 85 Paesi che si sono riuniti sul Delta del Po dal 18 al 23 settembre 2017 per il primo Mab Youth Forum Unesco.

Nell’anno internazionale dedicato dall’Onu al turismo sostenibile e pochi giorni prima della giornata mondiale del turismo (27 settembre di ogni anno) il loro sguardo assume ancora più valore. E’ una visione nitida, pulita, scevra da pregiudizi e fissa sul futuro di un pianeta che chiede più rispetto.

turismo sostenibile Delta del Po

Ognuno di loro è partito dal proprio paese, dalla propria città e dal proprio Stato all’alba del 18 settembre 2017 per raggiungere i nuovi compagni di viaggio, quei 282 giovani tra i 18 e i 30 anni attesi a Rosolina, sul Delta del Po. La più vasta zona umida europea, il “dolce gigante”, come viene chiamato, dal 2015 è diventato riserva di biosfera, grazie al riconoscimento del programma Unesco MAB (man and biosphere). MAB, riserva, biosfera. Termini difficili da capire se non si vive il territorio, la natura e quel fragile equilibrio fra uomo e ambiente in prima persona. Loro, i giovani MAB, lo hanno vissuto sulla propria pelle.

Sono arrivati con la pioggia e il vento. Hanno attraversato i viali semi deserti di Rosolina dal villaggio al Centro Congressi. Quando è arrivato il sole e il caldo, hanno camminato a piedi nudi su una spiaggia senza fine, tra un workshop e l’altro. Hanno fotografato il sole al tramonto pensando a cosa scrivere ed esporre nelle sessioni del giorno dopo. Tra un passeggiata e uno spuntino a base di prodotti locali, in molti hanno spolverato il proprio inglese, per essere pronti a comunicare con tutti.

turismo sostenibile Delta del Po
Hanno invaso con la loro allegria e spensieratezza i rami del Delta del Po in un mese meraviglioso (settembre), potendo approfittare della bassa stagione per assaporare ogni angolo del territorio gustando il silenzio, lo spazio, la luce.

turismo sostenibilePoche settimane prima il villaggio era pieno, ma agosto è ormai terminato e la destagionalizzazione dell’offerta turistica in Italia non va ancora di moda. Tra una sessione di lavoro e l’altra, riflettendo sul modo in cui migliorare il delicato rapporto fra l’uomo e il suo ambiente, hanno esplorato i rami del Po in canoa, in bici, in barca, a piedi, visitando la Manifattura dei Marinati, il Museo del Delta Antico, le valli di Comacchio e il Fablab. Venezia, la città più romantica d’Italia e più famosa tra i turisti stranieri, dista poco più di un’ora e mezza. Riccione, il tempio dei giovani e del divertimento, è a due ore e mezza di macchina. Ma sul delta c’è un cuore che batte. Anzi, ce ne sono 282.

Non lo sanno, forse, i turisti veneziani, quello che si perdono. Non sanno ciò potrebbero vedere e sperimentare con tutti i sensi in queste terre senz’ombra, lambite da acque dolci e salate, popolate da aironi e molte altre specie faunistiche da spiare durante un’escursione in battello.
Non lo sanno i giovani che cercano musica e adrenalina a Rimini e Riccione cosa si perdono e quale energia potrebbero sentire spiando un tramonto o attendendo l’alba tra dune fossili, lagune e golene, pedalando a perdifiato tra una valle e l’altra.

GIOVANI CHE HANNO VISSUTO IL SIGNIFITO DI SOSTENIBILITA’

Alcuni dei partecipanti al MAB Youth Forum 2017

Cristina BoccacciniHo avuto il piacere di scoprire e riscoprire gioielli del Grande Delta che non avevo mai apprezzato a pieno, come Ariano, Adria, Mesola, solo per citarne alcuni; segno che di bellezza ce n’è tanta, servono solo occhi più curiosi e consapevoli – Cristina Boccacini, delegata della biosfera Delta del Po

 

Laura NegriIl Delta del Po è una terra creata dall’uomo ma, nonostante ciò, lo sguardo si perde nella natura. La linea tra naturale e artificiale in questo territorio è sottile e credo che questa caratteristica sia quella che più sorprende i visitatori quando arrivano in questa terra fatta di terra ed acqua: i colori della natura rispecchiano l’armonia di questa simbiosi tra uomo, fiume e mare – Laura Negri, delegata Delta del Po

Silvia ChillemiLa caratteristica che tuttora mi stupisce della mia Riserva di Biosfera sono le trame e i ricami che l’acqua crea con la terra arrivando quasi a confondersi con essa dando vita ad un equilibrio delicato, ma perfetto al tempo stesso. La stessa sensazione che ho provato ammirando l’unione e l’armonia che noi tutti ragazzi del Forum, seppur nelle nostre diversità, abbiamo saputo generare nei giorni trascorsi insieme – Silvia Chillemi – Project Manager Assistant presso Unioncamere-Eurosportello del Veneto

Gloria di Biase
foto di Guido Prosperi

Mi ha colpito tutto della Biosfera del Delta del Po, ma soprattutto il legame e il rapporto che si è creato con le persone.

Ho apprezzato le tradizioni, i prodotti tipici, i paesaggi (soprattutto la Salina di Comacchio), la storia che c’è dietro a questa meraviglia – Gloria De Biasi, staff e sponsor

 

 

Giacomo Bergo

 

 

Ho scoperto delle bellissime perle vicine a dove abito, come le Valli di Comacchio e le sue Saline, che mi hanno colpito per la bellezza, la fauna e la flora. E’ incredibile come ad un passo dalla città si possa scoprire un territorio così stupendo – Giacomo Bergo, volontario

andrea

Da questo evento mondiale portò a casa la consapevolezza che molti altri ragazzi come me sono alle prese con sfide, forse ancora più imponenti delle nostre nel Delta, per migliorare, rendere economicamente attrattivo e sostenibile il territorio dove vivono. Questo non toglie che anche noi, giovani del Grande Delta, dobbiamo essere propositivi e ben informati
sulle criticità e potenzialità del nostro territorio per essere portatori di nuove proposte slegate dalle vecchie ottiche di profitto per uno sviluppo più sostenibile e al contempo più remunerativo per la totalità dei player del territorio – Andrea Berti, Volontario

Forse il turismo sostenibile è proprio questo. Uscire dai soliti circuiti, dalle classiche mete, dalle destinazioni in voga e concedersi il “lusso” di visitare, magari fuori stagione, le aree protette, le riserve, le valli appenniniche, i piccoli borghi e tutti quei territori che attendono sguardi curiosi e consapevoli, come quelli dei giovani MAB.