Storytelling e travel coaching, intervista a Francesca Di Pietro

Quando viaggiare e raccontare diventano un processo di crescita personale, e non solo. Lo storytelling di Francesca Di Pietro, blogger e viaggiatrice innamorata del Sudamerica


Di Debora Bergaglio

Psicologa turistica e blogger, Francesca di Pietro si occupa di viaggi in solitaria, storytelling turistico e travel coaching su viaggiaredasoli.net. Per lei il viaggio è un processo di crescita. Ha inoltre pubblicato il libro “Come Viaggiare da Soli: Manuale di Travel Coaching”, creato la società TBnet e visitato più di 60 paesi, tra cui spicca il Sudamerica, di cui è particolarmente innamorata.

Cosa significa, per un territorio che intende promuoversi, investire nello storytelling turistico, in termini di competenze ed iniziative?

Investire nello storytelling non è da intendersi solo come mandare dei blogger a raccontare un territorio, ma per essere veramente efficace ci deve essere un’idea dietro e anche una buona fase di progettazione ed analisi. Gli ambassadros del web possono “ispirare” molto e portare ottimi risultati, ma vanno sempre inquadrati come degli strumenti di marketing.

Quali vantaggi comporta tutto ciò per quel territorio?

I vantaggi sono sicuramente quello di ampliare la loro eco mediatica anche a canali più destrutturati e quindi più autentici. Inoltre i professionistri della comunicazione possono mostrarti un punto di vista nuovo o insolito della località. Spesso continuare ad osservare sempre un prodotto da vicino ci rende ciechi o comunque ci da una visione monotona. Chi è abituato a osservare e a leggere il territorio potrebbe notare aspetti poco approfonditi e potrebbe fare da portavoce per le esigenze e i desideri della rete

Puoi indicarci un esempio italiano di storytelling turistico particolarmente azzeccato?

Francesca di PietroUn esempio di successo è stata la campagna di TBnet fatta per Senigallia nel 2014. Dopo l’ alluvione il Comune si è trovato con moltissime prenotazioni disdette, e specialmente all’ estero l’immagine trasmessa dai media era di un Comune distrutto. Così, in pochissimo tempo, abbiamo fatto un’analisi selezionando i mercati più in bilico, abbiamo individuato degli influencer per ogni area e li abbiamo invitati in un due momenti diversi. È stato costruito un itinerario che sottolineasse la vera anima di Senigallia, ma soprattutto che desse il giusto tempo alle persone per esplorarla e viverle secondo i propri interessi; questa scelta si è trasformata in un’onda di emotività che ha invaso Senigallia e il web. L’hashtag usato per la campagna è stato #ilovesengiallia e anche dopo l’evento si è trasformato in un simbolo per tutte le persone che sono andate in vacanza in quell’estate. È stata una grande soddisfazione per noi