Livio Billo, a proposito di Italian Style

Docente e autore di numerose pubblicazioni sugli aspetti culturali della moda in Italia e non solo, Livio Billo partecipa ad una serie di “conversazioni” per spiegare ai lettori di Buonviaggioitalia.it come nasce l’Italian Style e su cosa si basa il made in Italy nel campo della moda. 

Da quante tempo si occupa di moda e in che termini?

 padovaR. Ho cominciato ad occuparmi di moda una trentina d’anni fa, per esigenze ed interessi di natura didattica, quando sono entrato in ruolo nella scuola secondaria come insegnante di storia dell’arte e del costume.

Poi, il mio interesse per la materia si è notevolmente rafforzato, avendo cominciato ad insegnarla nel corso di laurea in Cultura e Tecnologia della Moda, istituito nel 2002 presso l’Università degli Studi di Padova.

Essendo un corso inedito e senza una tradizione accademica alle spalle, molti docenti – me compreso – si sono dovuti attrezzare per fornire agli studenti materiali e testi idonei alla loro specifica formazione.

Pertanto, mi sono messo a studiare o a ristudiare i fenomeni inerenti la moda con un approccio ed uno scopo più “scientifico” e mirato, cercando da un lato di analizzarne ed approfondirne gli aspetti culturali, nelle sue correlazioni con l’arte, e dall’altro di comprendere meglio le interazioni che la cultura tecnico-industriale ha esercitato ed esercita sulle produzioni tessili, dell’abbigliamento e dell’accessorio-moda. Questo impegno, mio e di altri colleghi, si è tradotto e concretizzato in una serie di pubblicazioni specialistiche, raccolte nella collana dei Quaderni di cultura della moda (a cura di C. Limentani Virdis, ed. Cleup, Padova, 2002-2009).