Da Genova a Gerusalemme in bici

Un viaggio emozionante a pedali da Genova a Gerusalemme, attraversando luoghi, strade e soprattutto persone, popoli. Alessandro Zeggio ci racconta questa splendida esperienza in bici fino in Terra Santa, piena di contatti umani.


di Debora Bergaglio

Da buon genovese e appassionato di viaggi, Alessandro Zeggio, 41 anni, operaio all’AMT, non poteva restare insensibile al richiamo di un altro illustre, grande viaggiatore genovese, il Capitano Enrico Alberto d’Albertis (1846 – 1932), celebrato nel bellissimo Museo della Culture del Mondo a Genova, scrigno di tesori di viaggio, intriso di passione e spirito del viaggiare.
Navigatore, scrittore e filantropo, il Capitano scrisse un invito a viaggiare che Alessandro ha ascoltato e interpretato decisamente alla lettera.

“Oh giovani italiani,
che avete salute, tempo e denaro,
viaggiate, viaggiate senza aspettare l’età della prudenza forzata,
degli acciacchi e del rimpianto.
Abbandonate il vostro paese durante le umide,
le fredde e uggiose giornate di Novembre e Dicembre,
rincorrete il sole che vi fugge, riafferratelo, chè a tanto equivale un viaggio alle terre del mezzogiorno.”

Da Genova a Gerusalemme Zeggio

DA LONDRA A ROMA, LUNGO LA VIA FRANCIGENA

Tutto è iniziato due anni fa, quando, dopo essere rimasto folgorato dalla personalità del Capitano, e in seguito ad una visita guidata al castello D’Albertis, Alessandro decide di compiere un viaggio a lui ispirato da Londra a Roma in bicicletta, lungo la Via Francigena. Ma una volta giunto nella capitale, si rende conto che quella non era la fine del suo viaggio, quanto piuttosto una tappa, e decide che sarebbe andato a Gerusalemme, alle origini di quel cammino umano e spirituale che ormai aveva iniziato, quasi senza accorgersene.

Da Genova a Gerusalemme a pedali viaggio

La strada era quindi iniziata, e due anni dopo, nel 2014, matura il suo viaggio da Genova a Gerusalemme in bici. Un viaggio “a modo suo”, senza compagni di viaggio, nonostante i “candidati” che, una volta saputo della sua impresa, avrebbero voluto aggregarsi a lui, e senza sponsor, anch’essi candidati a sostenere, ma anche in un certo senso a “vincolare”, la sua avventura.
Ma il viaggio di Alessandro non è un avventura sportiva, quanto piuttosto un’immersione spirituale tra i popoli e le meraviglie del mondo, un spostarsi incontro alle persone, alla scoperta dell’accoglienza dei popoli. “A me piace stare solo – dice Alessandro – perchè mi espone di più alle persone. Da soli si è veramente obbligati ad aprirsi, mentre con altre persone si tende a fare gruppo”.

 

Da Genova a Gerusalemme bici foto di gruppo

UN MODERNO VIAGGIO IN TERRA SANTA

E così, il 6 Settembre 2014 Alessandro parte dalla “commenda di San Giovanni di Prè” di Genova, bellissima architettura ricca di significati, che in origine fu un ostello e un ospedale per i pellegrini sulle rotte della Terra Santa.
Il suo sarà un viaggio slow, individuale e sostenibile. Del resto “Viaggiare in bici è una cosa a sé – ricorda Alessandro – L’accoglienza che si riceve viaggiando con questo mezzo è qualcosa di unico, senza paragone. La bici fa la differenza: organizzatevi”. Questo è l’invito di Alessandro durante gli incontri in cui descrive la sua impresa.
Il viaggio moderno di Alessandro ripercorre le tappe antiche dei luoghi visitati dal Capitano durante il suo viaggio in Terra Santa nel primo ‘900. Un lento percorso di 5000 km attraverso sette diversi Paesi, in compagnia, oltre che di se stesso, di una bici pieghevole con ruote antiforatura, costruita dalla Montague negli USA e utilizzata dai paracadutisti americani, che la piegano, se la legano sulla schiena e si lanciano dall’aereo. A completare il tutto 25 kh di bagaglio tra cui tenda, fornelletto, abbigliamento e un Garmin che usa come mappa digitale, non come navigatore, perchè vuole decidere da sé quale tragitto compiere.

Da Genova a Gerusalemme

Tivoli

SENZA MUSICA E LETTURE, SOLO SILENZIO E PERSONE

Niente musica e nessuna lettura; il viaggio di Alessandro è aperto alle esperienze umane e alle culture del mondo, non si chiude in passatempi solitari. Lo attendono tre mesi di viaggio. Il primo tratto è in Italia e costeggia il mare fino a Roma (non segue la Via Francigena perchè l’aveva già percorsa due anni prima), per poi imboccare la Via Francigena del Sud e imbarcarsi a Bari.

Da Genova a Gerusalemme bici, Trani

Trani

Passando per Trieste avrebbe accelerato il percorso e guadagnato tempo, ma in quanto avventura umana e spirituale, Alessandro decide che Roma e piazza S. Pietro sarebbero dovuti essere un momento fondamentale del viaggio. Con la sua tenda, in questo primo tratto italiano, chiede ospitalità nelle parrocchie e incontra i sui primi angeli custodi: persone che lo aiutano e lo sostengono nei momenti di difficoltà.

Da Genova a Gerusalemme a pedali

Maremma

ANGELI CUSTODI ITALIANI

In Maremma per esempio, resta impantanato nel fango ed è costretto ad abbandonare la bici per chiedere aiuto, che trova in uomo che col suo fuoristrada lo porta a casa sua e gli consentente di proseguire il viaggio.
A Roma e Benevento un’altra esperienza indimenticabile, testimonianza di un grande spirito di accoglienza. Due ragazzi che sanno della sua impresa grazie ad Internet, lo contattano e gli offrono ospitalità nella loro casa; quello di Benevento lasciandogli addirittura le chiavi dell’abitazione  mentre lui non c’era.

Da Genova a Gerusalemme Macedonia

Lago Ohrid, Macedonia

LA PAURA DEI CANI RANDAGI

Ma la vera avventura, per Alessandro, comincia una volta sbarcato in Albania, il primo Paese con una lingua diversa dalla sua. Pedala attraverso questo Stato e prosegue in Macedonia, Grecia e Turchia. Il confine di questi due ultimi Paesi si mostra impegnativo e in Grecia e Turchia del Nord deve inoltre affrontare branchi di cani randagi e ostili, un incontro poco gradito, che gli causa ansia e paura.
Della Turchia Alessandro ricorda un’accoglienza straordinaria, e la Cappadocia rimane per lui un sogno realizzato, tanto bella da non riuscire a ripartire. Ma le sorprese non sono tutte piacevoli e ben presto si presenta il problema della guerra, che lo costringe ad elimimare la Siria dal suo viaggio, sorvolandola per poi atterrare a Tel Aviv, in Israele.

Da Genova a Gerusalemme a due ruote a pedali

Cappadocia, Turchia

IN TERRA SANTA

Fra le tappe importanti della Terra Santa, la prima è Acri, porto di attracco per i pellegrini, e paesaggio dall’intensa spiritualità in cui Alessandro prova una forte emozione. Nazareth e la Basilica dell’Annunciazione sono un altro momento indimenticabile di questo viaggio, che valgono tutti i 5000 km in bici. Meraviglioso il Lago di Tiberiade e poi ancora una grande paura a Gerico. Qui Alessandro vive il momento più delicato del viaggio, per la paura di restare bloccato a causa del clima di tensione per un attentato in sinagoga. Resta perciò fermo un paio di giorni guardando la TV per capire cosa stia accadendo e poi riparte per Gerusalemme: il cuore di una spiritualità ferita e sorvegliata da militari, armi e avvolta da un’atmofera che impedisce ad Alessandro di godersi questo arrivo come avrebbe voluto.

Da Genova a Gerusalemme con la bici Petra Giordania

Petra, Giordania

Come fuori programma decide di recarsi in Giordania, dove vive ancora una volta l’esperienza di un’accoglienza straordinaria e visita Petra, una delle sette meraviglie al mondo. Poi pedala nel deserto di Lawrence d’Arabia e conclude il viaggio sul Mar Rosso. In cinque ore di volo, il 7 Dicembre 2015 è nuovamente nella sua Genova, ricco di esperienze indimenticabili, e di un velo di nostalgia per questi tre mesi in bici per il mondo.
Per concludere questo racconto, vi riportiamo alcuni messaggi scritti da Alessandro sulla sua pagina facebook, diventata una sorta di diario di viaggio.

14 novembre 2014 

Da Genova a Gerusalemme bici “…Ieri è stata una giornata speciale fin dalla mattina.
Mi sono svegliato ad Acri, dopo esserci arrivato il giorno precedente che ormai era buio, e raffiche di brividi mi hanno accompagnato mentre girovagavo tra i suoi vicoli:
le sue pietre ed i suoi monumenti raccontano di un luogo fondamentale nella storia della Terra Santa, del Cristianesimo e non solo, e sembrano emanare ciò che hanno assorbito nel corso dei secoli.
Ci sono numerose testimonianze dei legami con la storia dell’Italia, infatti c’è il quartiere genovese, c’è una zona franca veneziana, e perfino i resti del porto pisano:
guardando il mare da qui mi immedesimavo in un pellegrino d’altri tempi, e mi sembrava che casa mia non fosse poi così lontana.
E come un pellegrino ho avuto la sensazione che da questo momento il mio viaggio cambia sostanza, adesso mi sento veramente vicino alla fonte.
Ad Acri mi sono attardato fino al pomeriggio inoltrato e poi sono ripartito, nonostante ormai venga buio davvero presto:
vabbe’, sono ben equipaggiato per viaggiare anche di notte e qui non ci sono cani randagi…
Sono ripartito, certo, però non ero convinto.
La mia destinazione per la serata era vicina, ci sarei arrivato ben prima di cena, ma mi “turbava” il suo nome:
vi chiedo, si può arrivare con il buio e perdersi tutta la vista nell’avvicinarsi a Nazareth?!
Voglio dire proprio quella NAZARETH!
Ero lì che pedalavo e mi sono risposto che NO, non si può!
Così ho trovato su internet un posto dove dormire a metà strada e mi ci sono diretto, ed il fatto di scoprire che era isolato in cima ad un monte, che era chiuso, ma che il proprietario mi ha visto e mi ha fatto dormire in una specie di cantina, e che mi ha preparato qualcosa da mangiare al posto dell’unica barretta di cioccolata e della banana che mi erano rimaste…beh, tutto questo mi fa dire che per fortuna viaggio a modo mio, ossia in modo assolutamente imperfetto, così lascio spazio agli imprevisti di accadere!
A Gerusalemme,
a portata di mano. “

 

Tagged , , , , ,