Viaggio nel ciclismo femminile

Un libro e un viaggio nel ciclismo femminile. Marco Marando da voce a dieci atlete del presente e del passato e due noti organizzatori di corse. Sport, storia e turismo di un settore ancora ingiustamente discriminato


Di Debora Bergaglio

“Si viaggiava di notte per ore in treno, si facevano lunghi percorsi a piedi, si dormiva in tenda, il tutto per assistere ad appena dieci minuti di passaggio della corsa”.

Con queste parole lo scrittore Marco Marando ci porta dritti al cuore della sua passione per il ciclismo. Una passione che nasce quando è piccolo, a soli 6 anni e mezzo, e prosegue negli anni acquisendo quello sguardo acuto e interessato che lo porterà, nel 2016, a pubblicare un libro che rappresenta un prezioso contributo storico e umano alla storia del ciclismo in Italia e non solo.

ciclismo femminile
Partenza della prova in linea femminile al Campionato del Mondo 2013, in Toscana

“La bici rosa” – viaggio nel ciclismo femminile con le campionesse di ieri e di oggi – è infatti un viaggio a 360 gradi che non parla solo di corse e problematiche che affliggono il ciclismo femminile, ma anche del forte legame ciclismo-turismo, senza dimenticare i tanti aneddoti e le curiosità che caratterizzano la parte storica del libro.
Ma che cosa lo ha spinto ad occuparsi di un tema tanto trascurato dalle media tradizionali?
Nel documentarmi ho scoperto il divario inaudito che esiste sia nella visibilità che nel trattamento economico tra uomini e donne: a quel punto mi sono convinto del tutto e ho deciso di scendere in campo, scrivendo il libro!

Un libro capace di appassionare anche chi su una bici non è mai salito, oppure non ha mai guardato un Giro D’Italia. Il ciclismo, in particolare quello femminile è raccontato in modo semplice, alla portata di tutti, accattivante, mescolando dati storici, fatti sportivi e informazioni turistiche sui territori interessati dalle gare. Un talento tipico di Marco Marando, che già in altre pubblicazioni (per esempio “Raccontando le Apuane” rivolto ai bambini) ha dato prova di saper rendere chiaro e semplice qualunque tema esca dalla sua penna, anche il più settoriale, come potrebbe apparire quello del ciclismo femminile.

ciclismo femminile
Alassio: l’olandese Anna Van der Breggen guida il drappello delle più forti seguita da Megan Guarnier (che poi vincerà il Giro), Mara Abbott, Claudia Lightenberg, Evelyn Stevens e Tatiana Guderzo

Ed eccoci qui a compiere il nostro primo giro. Saliamo in sella e seguiamo il percorso tracciato dalle pagine di Marando. Un excursus appassionato e preciso tra le vicende di donne coraggiose e pioniere delle due ruote che hanno fatto storia: come Annie Cohen Kopchovski, che nel 1894 compì il Giro del Mondo in bicicletta; Alfonsina Strada, che partecipò nel 1924 al Giro D’Italia, pietra miliare per l’emancipazione femminile nel ciclismo; Maria Canins, che vinse la prima edizione del Giro Rosa e due Tour de France.
E prendete appunti su cosa visitare lungo il giro. Ne potrebbe uscire un tour storico-sportivo-ambientale in giro per l’Italia. Qualche esempio?

L’EROICA NEL SENESE

La Cicoloturistica de L’Eroica, che si tiene ogni anno, in genere il 1 di Ottobre, vi potrebbe portare a guardare il Senese da un altro punto di vista. Si tratta, infatti, di una rievocazione popolare, con tanto di cicli e abbigliamento d’epoca, strettamente collegata al territorio attraverso punti di ristoro con i prodotti tipici delle aree attraversate. Una bella iniziativa per valorizzare una terra fatta di borghi, rocche e monasteri, collegati fra loro da strade a volte sterrate, dolci, ondulate, che come una volta, mettono in comunicazione poderi e vigneti.

LA BASILICA DI SUPERGA

Oppure preparatevi per andare nella bella e magica Torino. Qui si tenne la corsa per l’assegnazione del titolo italiano il 27 giugno del 2015, a Superga. In queste pagine l’autore ripercorre con precisione storia, fatti e fornisce informazioni per raggiungere la straordinaria basilica barocca, teatro del dramma del grande Torino, quando la squadra si schiantò in aereo contro l’architettura, di ritorno da una partita in Portogallo. Una meta di grande fascino, oltre che tappa storica, raggiungibile in macchina, a piedi per i sentieri boschivi oppure salendo a bordo della Tramvia a dentiera inaugurata nel 1935.

IL MUSEO DEDICATO A PANTANI

E poi ancora via a Cesenatico, contro il vento contro! Pronti per la quinta tappa del Giro Rosa (8 luglio 2014), occasione in cui l’autore si ritaglia un po’ di tempo per visitare il Museo dedicato a Marco Pantani e ricordarne le vicende, senza trascurare una visita al bellissimo canale leonardesco che percorre tutta la località.

Tanti gli interlocutori di questo viaggio “rosa” di un’Italia in fermento. Marando si confronta con due noti organizzatori di corse (Brunello Fanini e Giuseppe Rivolta) e dieci campionesse del passato e del presente (Elisa Longo Borghini, Elena Cecchini, Fabiana Luperini, Dalia Muccioli, Katarzyna Niewiadoma, Luisiana Pegoraro, Edita Pucinskaite, Valentina Scandolara, Daniela Veronesi e Marianne Vos), a cui formula molte domande per capire che cosa si possa fare concretamente per aumentare la visibilità di questo bellissimo sport, ingiustamente trascurato dalla Tv e dai mass media.

Concludiamo questo viaggio-recensione lasciando la parola all’autore, che in queste risposte da voce ad una passione ed una competenza degna di un bravo scrittore, che sa fare il suo mestiere.

LA PAROLA ALL’AUTORE

Allo stato attuale esiste parità sportiva tra uomini e donne che praticano il ciclismo, o permangono strascichi di discriminazione?

Più che di strascichi si deve parlare di un abisso tra i due generi! Il lungo cammino di emancipazione, iniziato a metà Ottocento e proseguito a inizio Novecento con la più cocciuta delle pioniere, Alfonsina Strada, non si è ancora concluso. La visibilità è scarsa, raramente si giova della diretta televisiva che avviene solo in occasione dei Mondiali su strada e nelle Olimpiadi. Spesso le donne ottengono risultati migliori degli uomini, ma i loro compensi sono ridicoli e inimmaginabili. Eppure i sacrifici, i viaggi, gli spostamenti, hanno il medesimo peso nella dura vita di atleta. Ultimamente qualcosa si sta muovendo, le atlete veramente forti sono una cinquantina e junior “terribili” si stanno affacciando sulla scena. E’ aumentato il numero delle donne in posti di responsabilità e questo può far solo bene al Movimento e alla crescita del ciclismo femminile. La speranza è che poi grossi sponsor entrino in gioco, come avviene nel settore maschile e reclamino visibilità. L’auspicio è quello di arrivare quanto prima a parlare di un unico ciclismo, senza distinzione tra i due sessi.

Quale messaggio per lo sport italiano si può trarre da questo tuo lavoro?

Si parla di sport italiano, ma per me il ciclismo è una grande famiglia e mi è difficile essere nazionalista, non lo sono mai stato. Nel libro ci sono un’olandese, una polacca, una lituana, non solo protagonisti di nazionalità italiana. Il libro è dedicato ad una ciclista italiana e ad un corridore spagnolo, da bambino il mio idolo era lussemburghese…
Provo comunque a rispondere dicendo che il libro mira a far conoscere il ciclismo femminile, assai poco mostrato in TV e poco considerato. Fondamentale il coinvolgimento, in una sorta di salotto virtuale, di 10 atlete del presente e del passato, oltre a due noti organizzatori di corse. Un modo diretto per ascoltare dalla loro viva voce i sogni e le problematiche che affliggono il ciclismo femminile, ancora discriminato. Eppure non si dovrebbe parlare di ciclismo maschile o di ciclismo femminile, ma semplicemente di CICLISMO! L’auspicio è proprio questo, contribuire a lanciare il ciclismo femminile (che ha conosciuto nel tempo grandi individualità), verso il traguardo della pari dignità con quello maschile.

FOTOGRAFIE

Le fotografie del libro sono in massima dell’autore, realizzate dalla parte dello spettatore, senza usufruire di pass. Sono integrate da quelle di altri fotografi tra cui Flaviano Ossola e soprattutto da Giuseppe Baiocco (opportunamente segnalate), che  hanno consentito di completare il libro nel migliore dei modi.