Io vagabondo, diario di viaggio dei Nomadi

C’è un viaggio che dura da cinquanta anni: è il viaggio nel mondo del rock dei Nomadi, storica band della musica italiana che proprio nei giorni scorsi ha festeggiato con un mega concerto il taglio di questo importantissimo e singolare traguardo.

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A raccontare un’avventura che ha attraversato mezzo secolo di storia e che è valsa al gruppo oltre 15 milioni di dischi venduti, è Beppe Carletti, leader della band che ha pubblicato una sorta di diario di viaggio dei Nomadi, nel libro uscito per Arcana, dal titolo “Io Vagabondo”, proprio come il loro più celebre successo, una sorta di inno a chi nella vita non si ferma mai e continua sempre a cercare nuovi orizzonti da scoprire.

TERZO TEMPO, IL NUOVO ALBUM

Non a caso proprio in occasione del loro 50esimo compleanno, i Nomadi hanno annunciato il lancio di un nuovo album, che si intitolerà significativamente “Terzo Tempo”, già rimbalzato in testa alle classifiche. Nel loro lungo viaggio i Nomadi hanno vissuto esperienze indimenticabili e conosciuto personaggi che hanno fatto la storia: da Totò ad Arafat, da Fellini al Dalai Lama, seguendo una sola strada: quella del rock.

1963: INIZIA IL VIAGGIO DI BEPPE E AUGUSTO

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Ma ripercorriamo, insieme a Beppe Carletti, il viaggio fin dall’inizio. E’ il il 1963 e Beppe Carletti, che all’epoca ha sedici anni, vive nella provincia di Modena e ama il beat, fonda il gruppo insieme al suo amico fraterno Augusto Daolio che diventerà volto e voce inconfondibile della band, fino al 1992, anno della sua prematura scomparsa. Sono anni carichi di emozioni quelli che segnano gli esordi dei Nomadi, si respira aria di contestazione, i giovani portano i capelli lunghi e rifiutano le canzonette leggere di facile presa sul pubblico preferendo testi impegnati che esprimano il loro bisogno di cambiare le cose. A scrivere insieme a loro c’è un giovane di nome Francesco Guccini, ai tempi ancora convinto che il suo ruolo sia dietro le quinte e non su un palcoscenico davanti a folle oceaniche che cantano in coro le sue canzoni.

……..SARA’ ANCORA BELLISSIMO……..

Da allora si sono susseguiti cinquant’anni fatti di gente, di chilometri, di strade, di palcoscenici, di emozioni forti e di un grande dolore, quello della morte di Augusto. Ed è proprio ad Augusto che va il pensiero di Carletti in quest’occasione: Mi chiedo spesso cosa avrebbe detto e pensato Augusto. Sicuramente parole semplici, perché riusciva a comunicare pensieri complessi anche in poche parole. Chiudeva ogni concerto dicendo “È stato bellissimo. Semplice, diretto, ma vero. E allora io voglio pensare che oggi dovremmo dire “Sarà ancora bellissimo”. Del resto hanno tutti i loro buoni motivi per pensarci i Nomadi, che nella loro carriera hanno suonato in Chiapas e in Amazzonia, a Gerusalemme e a Sarajevo, a New York e a Praga, e hanno dettato con Richie Havens, Jovanotti e gli Inti Illimani, ricevendo i complimenti di Brian Wilson dei Beach Boys e di George Martin.

OLTRE LA SALITA

Non resta che augurare ai Nomadi cento di questi giorni, forse mille, visto che, come dice Carletti: “più che al passato , è bello pensare a quello che ci sarà dietro la prossima curva, oltre la salita”.

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Arcana Editore

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