Il viaggio di Sammy

Sammy Basso e il suo coraggioso viaggio sulla Route 66. Non un semplice viaggio negli States, ma un percorso  complicato, avventuroso e bellissimo che si chiama vita. E una lotta contro le avversità che troviamo lungo la strada


Di Susanna Bagnoli

Sammy Basso porta addosso i segni dalla progeria, la malattia che fa invecchiare precocemente il fisico, e ha i pensieri e le parole di un adulto consapevole e saggio. Eppure ha ‘solo’ 19 anni e di indizzi per ricordartelo è fatto il suo modo di stare in pubblico.

Cerca spesso con gli occhi i genitori, seduti in platea ad ascoltarlo, usa  il ‘noi’, lui e la sua famiglia, per raccontare i progetti in cui è impegnato con la sua associazione, ha le aspirazioni di un ragazzo della sua età : ‘Al primo posto, tra le cose che voglio fare, in questo momento c’è l’università!’, ha raccontato partecipando all’Internet Festival di Pisa poche settimane fa.

Il viaggio di Sammy
La popolarità raggiunta con la presenza all’ultimo Festival di Sanremo, intervistato da Carlo Conti, ha consentito di saperne di più sulla sua malattia, genetica e talmente rara da riguardare 4 persone in Italia e 103 riconosciute in tutto il mondo. La sua agenda di incontri e attività è piena fino a Dicembre e complice il libro che ha scritto di recente, ‘Il viaggio di Sammy’ (Rizzoli), possiamo conoscere anche il diciannovenne ‘on the road’.

Già, Sammy nell’estate post maturità è partito per un viaggio di quelli che sono un sogno che si avvera. Destinazione Route 66, attraversare gli Stati Uniti partendo da Chicago per arrivare a Los Angeles.

Il percorso della Route 66 ricalca quelle che in passato erano le piste dei nativi americani. Grazie alle rotte migrIl viaggio di Sammyatorie di quella nobile civiltà, ancora oggi possiamo attraversare gli Stati Uniti, incrociando lungo il tracciato alcuni dei luoghi più affascinanti e magici della tradizione americana”, scrive nel suo libro. Tante tappe e tante piccole, grandi esperienze, incontri inaspettati, scoperte entusiasmanti. Come la consegna delle chiavi della città, da parte del Sindaco, a Pontiac, e l’onore del ‘first pitch’, il primo lancio, nel match di baseball al Bush Stadium di Saint Louis. E poi l’emozione di entrare nella riserva navajo della Monument Valley, farsi travolgere da un paesaggio fatto di altezze, rocce e sabbia e ricevere in dono un nome indiano. E la sorpresa di conoscere dal vivo il regista James Cameron, agli Studios di Los Angeles, e Matt Groening, il papà dei Simpson.

Ne Il viaggio di Sammy c’è tanta passione, senso dell’andare, voglia di fare e di condividere con chi ti ama e ti sta vicino. Il viaggio è quello negli States, “che spero di poter rifare al più presto” ha detto a Pisa, ma anche quello complicato, avventuroso, bellissimo che si chiama vita.