Il cammino del perdono

Un libro, un viaggio e un incontro che hanno dato un senso a questo straordinario cammino. Il cammino del perdono di Ivan Nossa è un’esperienza che ognuno dovrebbe avere l’opportunità di compiere, perché il perdono ci libera e ci permette di riportare amore dentro di noi. Nel suo libro spiega come


Di Debora Bergaglio

Aveva tanto da perdonare, Ivan, ma non voleva restare prigioniero del rancore e del risentimento. No, lui voleva rinnovarsi e aprirsi alla gioia, all’amore e a tutte quelle cose per cui vale la pena vivere.

Il Perdono è un passo verso la luce, la nostra luce” sostiene. “È importante capirlo

Il viaggio di cui stiamo per parlarvi è sia un cammino interiore sia un viaggio vero e proprio che dall’Italia ci porta fino in Africa, precisamente in Uganda. Ivan Nossa, il protagonista di questo “cammino del perdono”, è un professionista che ad un certo punto decide di imprimere una svolta decisiva alla sua vita, lasciando il lavoro e mettendosi a scrivere.

Scrivere di cosa? … Starete pensando. Di perdono, appunto. Ed ecco che dalle pagine del suo libro, si realizza il grande sogno di aiutare i bambini orfani. Ma lasciamo che sia lui, in questa intervista, a raccontarci come sono andate le cose e come ciascuno di noi può contribuire a fare qualcosa di grande, immenso, compiendo innanzitutto un cammino dentro se stessi, partendo dal perdono.

Ivan Nossa e Sister Rosemary Nyirumbe
Ivan Nossa e Sister Rosemary Nyirumbe

Il Perdono è un passo verso la luce, la nostra luce. È importante capirlo, dimenticandoci di chi ci ha ferito per focalizzarci sulla nostra serenità. Solo togliendoci quei pesi di dosso potremo vivere a pieno la vita. Per questo dobbiamo sempre perdonare”…

Il viaggio che ti ha portato in Africa a visitare l’orfanotrofio in Uganda è un vero e proprio ‘cammino del perdono’. Puoi spiegarci meglio il senso di questo viaggio e cosa ti ha spinto a compierlo? 

L’incontro con sister Rosemary Nyirumbe è stato qualcosa di miracoloso di cui sono grato ogni giorno. È accaduto quasi per caso, ma ormai al caso non credo più, perché vedo come la vita opera nel nostro cammino se ci lasciamo prendere per mano. Nel luglio 2017 stavo cercando qualcuno che scrivesse l’introduzione al mio libro “Il Potere e la Magia del Perdono”. Cercavo un’anima speciale che potesse insegnarmi il senso profondo del perdono e arricchire il messaggio del libro. Lei però era sempre in giro per il mondo; la sua opera, che le ha permesso di salvare migliaia di ragazze vittime della guerriglia in Uganda, aveva riscosso un certo clamore e pensavo fosse irraggiungibile. Per farla breve, al contrario è bastato inviare un email e due giorno dopo eravamo al telefono, tre giorni dopo insieme a Verona, a un’ora da casa mia.

In quell’incontro è nata una forte amicizia e mentre parlavamo di perdono mi disse “Ivan vieni a trovarmi in Uganda, compiamo insieme qualche passo del cammino del perdono”. Io risposi “va bene, a patto che mi faccia lavorare con gli orfanelli, è una vita che lo desidero”.

Così un anno dopo mi sono ritrovato in Uganda, a Gulu, nell’estremo nord non lontano dal confine col Sud Sudan attualmente in guerra. Li stava nascendo un nuovo progetto, l’orfanotrofio di Atiak; e Sister, come la chiamano tutti amichevolmente, con la sua solita schiettezza mi ha detto “Ivan, finita la costruzione serve qualcuno che mi aiuti a mantenere tutti i bambini che accoglieremo, servono cibo, medicine, vestiti e soldi per la scuola. Te ne dovresti occupare tu”. “Va bene!” ho risposto un po’ incosciente, ma pieno di entusiasmo. Così nasce la storia del mio impegno in Uganda, dove ho vissuto un viaggio bellissimo a contatto con bambini meravigliosi che porto nel cuore.

il poetere e la magia del perdono
il poetere e la magia del perdono

Per quanto riguarda il cammino del perdono, io avevo qualcosa di grande da perdonare, ne parlo nel libro, ero già a buon punto, oserei dire, ma questo viaggio mi ha permesso di fare un passo in più. Sentire le storie delle ragazze che sono state abusate, schiavizzate, mutilate dai ribelli e che poi, pian piano, sono riuscite perdonare per rinascere a nuova vita e ritrovare una dignità, mi ha aperto le porte del cuore.

Se possono perdonare loro, perché non posso farlo io? Sempre e senza condizioni. Perché il perdono ci libera e ci permette di riportare amore dentro di noi.

 

Quando hai compiuto il viaggio e quali sono le tappe di questa avventura? 

Il viaggio è avvenuto tra giugno e luglio 2018, sono stato nella comunità di Santa Monica a Gulu. Poi di giorno andavo spesso a visitare l’orfanotrofio di Atiak ad un’ora di distanza. La mattina, mentre i bambini erano a scuola, si andava a fare la spesa per quegli angioletti, come mi piace chiamarli, e il pomeriggio si passava del tempo con loro. Ho visto anche il confine col Sud Sudan e il problema dei profughi. Una cosa mi ha colpito molto, sebbene l’Uganda sia un paese abbastanza povero, loro hanno sempre un pensiero per chi scappa dalla guerra e pensano sempre anche ad aiutare. Si può essere generosi anche se poveri, questa è una grande lezione che porterò sempre con me.

E’ nato così il progetto che ora sto seguendo “Adotta l’orfanotrofio di Atiak”, sono grato alle molte persone che già mi hanno scritto e stanno aiutando. E’ possibile aiutare con piccole donazioni, spedendo materiale, proponendosi qualora si abbiano i requisiti per fare il volontario, oppure come fai tu Debora, parlandone e diffondendo il progetto. L’oranotrofio di Atiak sarà pronto ad ottobre 2018 e conta di ospitare circa 80 bambini, al momento ce ne sono 18 tra cui anche un paio del Sudan.

Come sei tornato da questo viaggio? Quali cambiamenti ha provocato in te?

Senza dubbio mi ha cambiato e conto di tornare appena possibile per seguire l’orfanotrofio. Mi ha aperto il cuore, credo ci sia ancora del lavoro da fare, quindi non vedo l’ora di tornare per imparare da loro altre lezioni di vita inestimabili. Ogni sorriso, ogni abbraccio era un insegnamento che non dimenticherò mai. Mentre ero in Africa ho notato che era come se vedessi ogni cosa del mio mondo in modo diverso. Vedevo tutto da lontano e quello che qui in Italia mi sembra un problema, visto da quel posto mi sembrava piccolo piccolo, di poca importanza. Ogni cosa aveva preso una dimensione diversa e forse finalmente la vedevo nella giusta dimensione. Tendiamo a focalizzarci sui nostri problemi senza renderci conto che il mondo è grande e c’è molto di più.

Tutto e’ iniziato da un libro, puoi raccontarci qualcosa di questa pubblicazione? 

ivan nossaIl libro sul perdono segue il suo fratellino più piccolo “Il Potere e la Magia della Gratitudine”. La scrittura ha richiesto più tempo ed impegno, ho voluto documentarmi, ascoltare storie ed imparare. Scrivo questi libri non perché creda di saperne di più degli altri, ma perché è quello che mi viene dal cuore e che facilmente trasferisco su carta. Gratitudine e perdono sono gli amici fondamentali del mio percorso di vita. La prima mi permette di aprirmi alla vita con fiducia ed amore, mentre il perdono, una volta aperte le porte, entra e fa pulizia. Così che lo spazio occupato prima dal rancore, dal risentimento si rinnova e si apre alla gioia, all’amore, a tutte quelle cose per cui vale la pena vivere. Il Perdono è un passo verso la luce, la nostra luce. È importante capirlo, dimenticandoci di chi ci ha ferito per focalizzarci sulla nostra serenità. Solo togliendoci quei pesi di dosso potremo vivere a pieno la vita. Per questo dobbiamo sempre perdonare.

Consiglieresti ai nostri lettori di compiere un ‘cammino del perdono ‘?

Certamente si, ma il cammino del perdono è un cammino interiore. Per me sicuramente l’Uganda è stata di aiuto, ma il vero cammino l’ho fatto e lo sto ancora facendo, dentro di me. Io ci ho messo 40 anni per perdonare qualcosa che ristagnava dentro di me, lo racconto nel libro, ma poi si è trasformato in amore e la mia vita è cambiata.

Un giorno vorrei che fosse possibile per chiunque lo desideri, visitare quell’orfanotrofio e conoscere quelle persone, ci stiamo già pensando.

COME AIUTARE

In tanti hanno scritto per il progetto Angels from Uganda, per i 25 angioletti dell’orfanotrofio di Atiak fondato da Sister Rosemary. Ecco cosa potete fare:

1) L’obiettivo principale è dare medicine, cibo e soldi per la scuola. I bambini che lei segue sono tantissimi e mangiano quasi sempre riso e fagioli. Per le case siamo a posto. Voglio quindi trovare 25 donatori per supporto/adozioni a distanza. Bastano 20€ al mese.
Ma voi siete fantastici e ne ho già trovati 20! Non possiamo lasciare gli altri 5 però…

2) Se volete fare piccole donazioni va benissimo. Scrivetemi e quando torno vi dico come.

3) Se volete spedire qualcosa (vestiti, biro, zaini, lenzuola ecc..) scrivetemi e vi darò l’indirizzo qui in Uganda. Posta normale va bene. Qui serve quasi tutto.

4) Condividete i post che parlano di questo progetto, così possiamo raggiungere più persone. A cominciare da questo.

5) Se conoscete giornalisti, radio ecc sono disponibile a parlare del progetto al mio rientro.

6) Comprando il mio libro Il Potere e la Magia del Perdono. Da ora in poi, per sempre, parte dei proventi andrà a loro.

7) Chi vuole venire a vedere la situazione o fare volontariato qui le porte sono aperte.

Nei prossimi giorni vi racconterò di più sul progetto e il nuovo villaggio che ospiterà fino a 80 bambini.
Grazie a tutti di cuore ?

#angelsfromuganda

per contattare Ivan Nossa: info@ivannossa.com

www.ivannossa.com