Palio del Golfo a La Spezia, passione e tradizione

Per scoprire l’anima di un territorio bisogna vivere le sue tradizioni. Il Palio del Golfo svela orgoglio e passione degli abitanti delle borgate marinare della città di La Spezia


Di Debora Bergaglio

Per scoprire un luogo e toccare la sua anima, bisogna prima conoscerne le tradizioni, quelle più radicate nella sua gente. E’ questo, in fondo, lo scopo di chi non vuol essere un semplice turista, ma un visitatore in cerca di esperienze ed emozioni legate a luoghi speciali. E’ proprio quello che mi è recentemente capitato a La Spezia, durante il 91 esimo Palio del Golfo, nel primo fime settimana di agosto.

Palio del Golfo

Mi ritrovo a vagabondare lungo la passeggiata Morin, che costeggia il porto, poche ore prima dell’inizio della manifestazione, in un pomeriggio torrido. Tutto è stranamente calmo, poca gente in giro, solo gli ambulanti che riparano i vestiti dal sole e preparano lo street food per l’invasione che arriverà da lì a poco. Mi soffermo ad ammirare le grandi foto di Oliviero Toscani che ritraggono, su una fila di tabelloni lungo tutta la passeggiata, i volti e i sapori di queste terre. Gente comune che grazie ad un abile obbiettivo è diventata ambasciatrice di tanti prodotti tipici, di tante storie di lavoro, fatica e successi. Mentre osservo sguardi, rughe e sorrisi mi pare già di scorgere un po’ di quell’anima del territorio che andavo cercando.

Manca ormai poco al Palio del Golfo e continuo ad esplorare il paesaggio. Passeggio lungo il centro storico, sbircio musei, chiese e vetrine. Alzo lo sguardo verso il castello S. Giorgio, dove sono custoditi reperti archeologici e le bellissime statue stele di Luni. Ritorno al Porto e guardo la parte nuova, recentemente costruita, con il bel ponte bianco che l’attraversa.

Una città pesantemente segnata dalla presenza militare, ma che ambisce a sviluppare – e lo sta facendo egregiamente – anche un volto turistico, capace di valorizzare il suo territorio, non solo come punto di passaggio da e per le Cinque Terre. Perchè in effetti molti “turisti” frettolosi e impazienti di raggiungere le favolose Cinque Terre, forse non si soffermano abbastanza in questa città che a poco a poco si sta spogliando delle sue vesti militari per mostrarsi in tutte le sue forme.

I miei ragionamenti sono interrotti da suoni inequivocabili: il Palio del Golfo sta per iniziare. Prendo posto in tribuna e mi appresto ad assistere al primo palio della mia vita. Della tranquillità di poco prima nessuna traccia. La paseggiata Morin ora è gremita di folla, giovani, gente di ogni età, colori, fumogeni e tanta, tanta polizia. A poco a poco inizio a capire qualcosa…proprio io che pensavo che un palio riguardasse solo i cavalli.

Un tifo da stadio attira la mia attenzione sui supporters delle tredici borgate in gara: Porto Venere, Le Grazie, Fezzano, Cadimare, Marola, CRDD (Circolo ricreativo dipendenti difesa), Canaletto, Fossamastra, Muggiano, San Terenzo, Venere Azzurra, Lerici e Tellaro. Inizio a cogliere meglio la geografia del golfo, questa insenatura meravigliosa chiamata Golfo dei Poeti, con tredici borghi marinari da visitare e scoprire. In tribuna il tifo è più contenuto, ma non meno intenso. Dai bambini agli anziani, hanno tutti una luce che accende lo sguardo e fa battere il cuore.  Passione e orgoglio sono le parole che sento ripetere più spesso all’altoparlante. A metà dell’evento si commemorano i caduti in mare con un minuto di silenzio e le mani intrecciate dei vogatori. Le regate a sedile fisso coinvolgono tre categorie: femminile, junior e senior e prevedono tre giri di boa. Mi soffermo a guardare affascinata i timonieri, esili ma con il peso di determinare la traiettoria del giro di boa, da cui dipende il risultato finale.

Il tifo aumenta e quando i vincitori stanno per avvicinarsi alla banchina alcuni si tuffano in mare per accoglierli e congratularsi. Sembra quasi che la barca stia per affondare, sotto il peso e l’entusiasmo incontenibile dei sostenitori. In un battibaleno la barca vincente viene issata e portata a pesare, dopodichè, sempre sorretta a mano, saltella con la sua scia di tifosi verso il borgo, dove la festa continua.

Palio del Golfo 2016

Il palio del golfo, edizione 2016, è stato vinto:

per la categoria femminile da Cadimare
per la categoria juniores da Portovenere
per la categoria senior da Marola

E per finire, uno spettacolo pirotecnico da ammirare sdraiati in barca, con il naso all’insù. Un lungo momento per ripensare alla passione e all’orgoglio che ancora anima il cuore di questa gente di mare legata alle proprie tradizioni, a quando il Palio del Golfo non era che una sfida estemporanea tra equipaggi di barche da lavoro cariche di pesce e di muscoli, che facevano a gare a chi riusciva a scaricare prima il pescato del giorno.