Maria Antonietta tra cinema e storia. Una mostra a Prato

Daniela Degl’Innocenti, responsabile scientifica del Museo del Tessuto e curatrice, ci racconta l’esposizione dei costumi da Oscar creati per il film su Maria Antonietta (Marie Antoinette), diretto da Sofia Coppola


Di @SusannaBagnoli

I costumi da Oscar creati da Milena Canonero per il film su Maria Antonietta (Marie Antoinette), diretto da Sofia Coppola nel 2006, sono in mostra a Prato al Museo del Tessuto già da alcune settimane. La buona notizia, per chi non l’avesse ancora visitata, è che la mostra è stata prorogata fino al 10 giugno 2018.
Sono venti creazioni originali, che appartengono alla sartoria The One di Roma, da non perdere per tutti gli appassionati di cinema, ma anche di storia del costume e di moda. Esemplari preziosi, frutto di un lavoro artigianale e di una grande ricerca su materiali, ricami, forme.

Milena Canonero, costumista di fama mondiale che ha collaborato con i big del cinema, a partire da Stanley Kubrick, per queste creazioni ha vinto l’Oscar nel 2007. Esposti nel salone al primo piano del museo troviamo gli abiti indossati da Kirsten Dunst, inconfondibili nei loro colori pop e nelle strutture importanti e alcuni esemplari di abiti maschili.

Maria Antonietta
costumi film Marie Antoniette di S. Coppola Sartoria The One pf L.Salvini

L’ allestimento ripropone alcune scene del film e le tappe principali della vita della sovrana per come sono state ricostruite e raccontate dalla Coppola, dall’arrivo a Versailles fino alla fuga dalla reggia nel pieno degli eventi della Rivoluzione Francese.

INTERVISTA A DANIELA DEGL’INNOCENTI

A Daniela Degl’Innocenti, responsabile scientifica del Museo del Tessuto e curatrice dell’esposizione permanente e delle mostre, abbiamo chiesto di raccontarci questa esposizione.

Come sta andando?

Sta andando bene ed è stata prorogata al 10 giugno. C’è continuità con l’altra esposizione che abbiamo a piano terra, ‘Il capriccio e la ragione. Eleganze del ‘700 europeo’, che andrà avanti fino a fine aprile, con abiti originali del ‘700 che arrivano da musei importanti come gli Uffizi e lo Stibbert di Firenze. Il Settecento è un secolo straordinario, in cui nasce l’idea della moda che abbiamo oggi cioè ricerca di uno stile e di una identità personale. Ci sono molte novità nelle tecniche e inizia a svilupparsi la ricerca degli strumenti per arrivare all’industrializzazione nel campo del tessile. Insomma, è un secolo decisivo e di grande ispirazione.

A cosa è dovuto il successo dell’esposizione degli abiti della Canonero?

E’ legato al successo del film e alla lettura in chiave glam della giovane sovrana che la Coppola ha scelto di proporre. Nel film seguiamo le vicende da quando Maria Antonietta poco più che bambina lascia la corte di Vienna per approdare a Versailles e sposare il futuro Re. All’inizio fa fatica ad ambientarsi e a capire le regole di una corte con un cerimoniale molto elaborato, poi impara a farsi accettare e l’immagine gioca un ruolo decisivo. Si circonda dei migliori sarti e cerca di piacere a tutti per il suo stile e in questo modo prova a allontanare anche i dispiaceri di una vita coniugale non perfetta. Milena Canonero ha interpretato le intenzioni narrative della Coppola con abiti molto belli creati a partire da una ricerca fedele sulle fogge del ‘700, anche tenendo conto dei ritratti pittorici del tempo ma con l’aggiunta di dettagli innovativi, per esempio nella scelta dei colori. La palette degli abiti indossati dalla Dunst è ‘candy’, vivace, fresca. E poi ci sono le ‘trovate’ vincenti, come la scelta di inserire in un frame del film un paio di All Star. Tutti elementi che hanno introdotto modernità nel racconto della vita di Maria Antonietta e che hanno catturato l’attenzione di un pubblico giovane.

Il Museo del Tessuto è uno spazio espositivo nel centro storico che ha sede in quella che nell’800 era una fabbrica. Già nel Medioevo è accertato che in questo luogo si facessero lavorazioni tessili.

Sì, l’edificio che ospita il Museo è un monumento di archeologia industriale tessile. Il Museo del Tessuto ha una raccolta di tessuti rinascimentali e dal 1997 ha iniziato ad acquisire anche tessuti extraeuropei, manufatti che appartengono ad altre culture. Un settore che intendiamo esplorare è quello degli abiti che hanno fatto la storia della moda. Ma abbiamo anche una biblioteca di testi di storia del tessuto e un prezioso archivio dei libri campionari di aziende del territorio. I più antichi partono da fine ‘800. Questo è un luogo non solo di conservazione ma anche di studio e formazione, un punto di riferimento per tutte le persone che operano nel campo della creatività. Ed abbiamo la fortuna di interagire con un distretto industriale che, se pur affaticato dalla crisi, è attivo e sempre più internazionale grazie alle nuove generazioni di imprenditori tessili.

INFO
www.museodeltessuto.it

Le foto fornite dall’ufficio stampa non sono relative all’allestimento della mostra, ma sono state realizzate prima che gli abiti fossero portati a Prato.