Il nuovo cinema del Laterale Film Festival

Viaggio dentro l’esperienza di una rassegna cinematografica alternativa, suggestiva, tenutasi a Cosenza dal 7 al 9 giugno. Il “Laterale Film Festival” è uno spunto affascinante da cogliere per andare a scoprire cosa caratterizza le anime creative di questo territorio


di Giuseppe Leo

Accomodatevi in platea, la sala va riempiendosi di facce curiose di toccare con mano la consistenza di questo Laterale Film Festival di cui si sente sussurrare da giorni a Cosenza.
C’è più gente dello scorso anno, ancor più di due anni fa. Anche in radio si discute di questa terza edizione della rassegna di cinema alternativo che si tiene nella città calabrese ai primi di giugno e Mattia e i suoi amici provano a spiegare cosa andrà in scena questa sera.
Il vero protagonista, assicurano, sarà un vuoto, riflesso di una proposta che manca: proiettare i “figli” a cui il Cinema disconosce la paternità, quelli muti, solo apparentemente incomprensibili, post prodotti fino all’eccesso, ricchi di immagini a bassa risoluzione e foto, troppo alti per poter essere compresi dalla vulgata.
Sarà sufficiente la volontà di perdervi dentro qualcosa di più grande di Voi. Voi che pensavate di sapere cos’è il cinema un secolo dopo la sua nascita. Vi basterà godere di questa strana serata per capire che le cose non stanno esattamente così, e tornerete a casa anzi gonfi di significati, dubbi, tumulti.

Laterale Film Festival di Cosenza

L’IDEA FOLLE DI UN CINEMA DIVERSO

Straripare, il verbo che più di altri restituisce l’immagine di ciò di cui parliamo. Straripare dai confini del cinema canonico per tuffarsi a piè pari dentro l’idea “folle” di un film visto come materia forse informe, senz’altro polisemica, inevitabilmente motore di innesco al dibattito. Scardinare la forma di racconto classico, insomma.
La nobiltà di motto del Laterale Film Festival, kermesse del cinema non convenzionale tenutasi a Cosenza dal 7 al 9 giugno scorsi, è condensata nelle parole di Mattia Biondi, tra i padri fondatori dell’idea:
“Abbiamo provato a mettere in campo nuove idee, nuove forme, un lavoro sulle inquadrature, sulla manipolazione delle immagini a livello di montaggio, sui tempi del film, quelli che apparentemente sono tempi morti ma che sono i tempi specifici del set cinematografico. Si tratta di un approccio che va a incidere sulla nostra abitudine a fruire delle immagini e sulla loro supposta naturalità. Al giorno d’oggi le immagini sono tutte uguali, è difficile riconoscere un videoclip da un film o da una pubblicità. Noi invece abbiamo provato a concentrarci sulla ricerca di mezzi tecnici che diventino mezzi espressivi, sulla possibilità, attraverso il montaggio, di trovare il cinema dove inizialmente non esiste, come ad esempio in lastre fotografiche e immagini fisse a cui dare movimento. Ci interessano gli autori che provano ad innovare il linguaggio, spingendo il confine sempre un po’ più in là. L’obiettivo vero del festival è ridurre la distanza che esiste tra la partecipazione del pubblico e questo processo creativo da parte degli autori”.

CINEASTI DAI VARI CONTINENTI PER CONFRONTARSI

Ognuna delle tre serate vede susseguirsi le proiezioni (poco più di una dozzina) scelte tra le 600 proposte arrivate da cineasti di tutto il mondo (dagli Usa, alla Spagna, alla Grecia) alla commissione di valutazione. In coda alle proiezioni Laterale Film Festival di Cosenzail dibattito conclusivo con uno dei registi presenti in sala chiamato per l’occasione, non tanto a spiegare senso e significato della propria pellicola, ma a dare testimonianza della autenticità del proprio lavoro.
Il Laterale, teniamolo a mente, spinge oltre il suo perimetro quel modo di fare cinema market-oriented, ovvero plasmato a immagine e somiglianza dello spettatore, delle sue inclinazioni commerciali e della sua idea di mondo.
In ossequio all’istinto di sbarazzarsi dei linguaggi audiovisivi ordinari e per certi aspetti saturi, l’idea di questi ragazzi di Cosenza (ma con apporti significativi anche dalla Capitale e dal resto d’Italia) è quella di conoscere e riconoscere solo la visione di film come oggetto artistico, dunque filtrato dalla coscienza critica di chi guarda, mediato attraverso lo strumento necessario della riflessione.

LE SUGGESTIONI DEL LATERALE FESTIVAL

Si entra in sala convinti di prender parte a una rassegna, se ne esce consapevoli di essere stati spettatori curiosi, spesso attoniti, di questa grande Mostra che è anti manifesto del cinema e manifesto d’arte pura.
Il Festival non è competizione (nessuno vince nulla), ma antologia di suggestioni. Suggestioni provocate da scene di vita quotidiana distorte e ri-assemblate a piacimento del regista (e in un certo senso, dello spettatore), da pellicole mute e quasi sempre spaesanti, dal trasporto in dimensioni extrasensoriali eppure bisognose dell’ausilio dei sensi.
La strana serata al cospetto del Nuovo Cinema volge al termine. Forse vi avrà lasciati un po’ interdetti, ma probabilmente sarete pronti al bis l’anno seguente. Il perché? In fondo siamo tutti un po’ incomprensibili, inafferrabili, chiacchierati, a un tempo spaventati e incuriositi da ciò che diverge dai nostri canoni e dalle nostre (noiose) abitudini. Siamo tutti un po’ Laterali.

INFO: Curiosità su registi, pellicole e manifestazione alla pagina web www.lateralefilmfestival.com