La cucina friulana e i vini autoctoni

Un modo gustoso di conoscere una regione percorrendo i suoi splendidi territori e assaggiandone le eccellenze gastronomiche. Un viaggio nella cucina friulana, tra vini, cibi, natura e ospitalità


di Debora Bergaglio

Non si conosce veramente un territorio fino in fondo, se non si passa attraverso la sua cucina ed i suoi vini. Pietanze, tradizioni gastronomiche e vitigni raccontano e disegnano il territorio in modo preciso e gustoso. Ascoltare un cuoco o produttore di vini può essere quindi l’occasione per entrare in contatto con l’essenza del territorio.

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IL PADRE DEI VINI AUTOCTONI

Lungo il nostro cammino, immersi in un paesaggio silenzioso e protagonista, incontriamo nel borgo di Valeriano, attraversato da itinerari cicloturistici, l’azienda vitivinicola del Signor Emilio Bulfon. Tra una degustazione e l’altra di ottimi vini bianchi e rossi provenienti dai vitigni autoctoni friulani, il titolare, circondato dalla sua famiglia, ci racconta come ha riscoperto e valorizzato gli antichi vitigni, offrendo loro una nuova vita. Mentre sorseggio un calice di “Sciaglin” (ottimo vino bianco secco ricavato dall’omonimo vitigno e presente da secoli nella pedemontana pordenonese) ascolto la storia della rinascita. Quasi come se si trattasse di reperti archeologici, il Signor Bulfon ha studiato, individuato e rimpiantato i vitigni, in collaborazione con lo studioso Antonio Calò (Direttore dell’Istituto Sperimentale per la viticultura di Conegliano) e di Ruggero Forti (esperto ampelografo).

bulfon cucina friulana

Nel 1991 il ministero dell’agricoltura incluse nel Catalogo Nazionale dei vini le varietà riscoperte da Bulfon: Forgiarin, Piculit-Neri, Sciaglin, Ucelut. E non è finita qui. Grazie alle sue abilità artistiche, il padre dei vini autoctoni, ha pensato anche di creare, disegnandolo personalmente, il logo che oggi identifica l’etichetta dei vini Bulfon: un bel disegno raffigurante l’ultima cena. Un’immagine che viaggia nel mondo: dagli Stati Uniti al Giappone, ma che non troverete nei supermercati. I vini di Emilio Bulfon, con il loro imbattibile rapporto prezzo-qualità, si trovano solo in alcune enoteche e ristoranti, oppure si possono ordinare e ricevere direttamente a casa. www.bulfon.it

Proseguo la mia degustazione con un blanc di Rugel e intanto visito l’azienda, ammirando i disegni delle uve antiche fatte a mano dal titolare. Un ultimo calice di moscato rosa, veramente delizioso, e dopo qualche passo in paese, vado a visitare anche il bel alloggio agrituristico B&B della famiglia, dotato di piscina e circondato dai vitigni. Un’intera famiglia votata al territorio, che promuove non solo i propri vini, ma anche tutta la storia di queste terre magre, ma ricche di fascino e di buoni prodotti tipici, simboli della cucina friulana.

A CENA DA DANEL

trekking e cucina friulana Ai vini bisogna abbinare un buon pranzo oppure una piacevole cena. Dopo una giornata trascorsa ad esplorare le Dolomiti friulane, è d’obbligo una pausa per incontrare la cucina del luogo, possibilmente in un ambiente ospitale, caldo, accogliente.
Noi lo abbiamo trovato a Cavasso Nuovo, alla Trattoria “Ai Cacciatori”, fra le migliori dieci d’Italia secondo il Gambero Rosso. Il proprietario, il Signor Danêl ci ha deliziato con un menu indimenticabile, in cui spiccava un risotto ai funghi porcini freschi delizioso, i “blecs”, ovvero maltagliati con ragù di agnello, grandi vini friulani come accompagnamento e molte erbe del territorio sapientemente interpretate dalla moglie cuoca Angelina. (trattoriacacciatori@emaial.it)

PRANZO AL RIFUGIO

cucina friulana a rifugio vallata

Un altro incontro con le erbe e la buona cucina friulana delle Dolomiti locali l’ho avuto durante la visita al bel Lago di Barcis. Qui, dopo aver percorso un piccolo anello nel sentiero del Dint, ho pranzato all’incantevole Rifugio Vallata (www.rifugiovallata.it), adagiato su un colle rialzato rispetto al lago e circondato da sculture in legno a forma di gnomo. A darci il benvenuto una gentile cameriera in abiti tradizionali locali e un ottimo aperitivo a base di Sambuco, molto fresco e dissetante.

Circondati dal verde e dalla tranquillità che regna sulle sponde del lago, ho assaggiato gnocchi al tarassaco di montagna e polenta preparata con l’antico grano rosso di Barcis, e poi la tipica “Petuҫia Storica” (ovvero Carne di pecora macinata, aromatizzata con spezie, semi di cumino ed affumicata). Bellissimi e gustosi anche i dolci. Rialzarsi e ripartire da questa oasi di pace e di gusto, dove è possibile anche  pernottare, è stato durissimo, ma il nostro tour friulano doveva proseguire.

AL RISTORANTE DOPO CANYONING

clauzetto cucina friulana E dopo aver provato l’esperienza del torrentismo in acque frequentate da sportivi provenienti da tutto il mondo, perchè non concedersi un pranzo al ristorante altrettanto indimenticabile?
“Ai Mulinârs” ristorante ai piedi di Clauzetto, località chiamata “il balcone del Friuli” per il panorama che si gode dal paese, sulla strada per raggiungere il centro canyoning Live and play e le grotte di Pradis, si incontrano piatti tipici dal sapore straordinario. Dagli antipasti al dolce, in un ambiente molto curato e rustico, con un servizio impeccabile, si possono degustare tipicità della cucina friulana accompagnate da vini di alta qualità. (www.aimulinars.it)

INFO
www.dolomitifriulane.info

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