Il vino italiano viaggia all’estero

di Debora Bergaglio

Dal Vinitaly, la manifestazione che si svolge ogni anno a Verona sull’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale, arrivano tre notizie positive: l’aumento delle vendite di vino nei supermercati nei primi mesi del 2014 potrebbe portare ad una ripresa del mercato interno, dopo anni di stasi; la grande distribuzione europea ed americana è pronta a veicolare sempre maggiori quantità di vino italiano; l’intenzione del Governo Renzi di sostenere e aumentare le esportazioni e con esse anche le imprese agricole e di giovani.  

I primi due punti (sul mercato interno ed estero) sono emersi dalla 10° edizione del convegno su vino e grande distribuzione (Gdo), organizzato da Veronafiere in collaborazione con l’istituto di ricerca IRI.

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A noi di buonviaggioitalia.it hanno colpito i dati riguardanti il mercato estero e la percezione del nostro vino oltre confine; diamo quindi uno sguardo alle analisi e ai commenti che riguardano un mercato che, in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, rappresenta un’opzione sempre più attrattiva, se non addirittura necessaria, per molte aziende vitivinicole nostrane. Seguiamo il viaggio del vino italiano per vedere le destinazioni più frequenti e i consumatori più fedeli di un prodotto che arricchisce e conferma la forza del Made in Italy nel mondo.

Del resto l’Italia figura prima fra i dieci maggiori produttori di vino al mondo (in base ai dati elaborati dall’IRI) seguita da Francia, Spagna, Usa, Argentina, Australia, Cile, Cina, Sudafrica e Germania.

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Secondo i dati espressi nel convegno, se il mercato interno del vino nella Gdo è ancora problematico, sembrano più rosee le prospettive che si aprono nei mercati esteri. Nei supermercati Usa, l’Italia è il secondo Paese importatore con una quota del 28,3%, dopo l’Australia, distaccando di 22 punti la Francia. Anche nel Regno Unito siamo il secondo Paese con una quota del 17%, precedendo California e Francia. In Germania invece siamo il primo Paese, precedendo Francia e Spagna.
 
C’è grande interesse per il prodotto italiano nella grande distribuzione estera – ha spiegato Giancarlo Gramatica, Cliente Director Iri, illustrando la prima ricerca di settore elaborata in esclusiva per VinitalyNegli Usa i più venduti sono Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella/Ripasso/Amarone oltre spumanti e Prosecco. Nel Regno Unito la classifica vede al primo posto il Pinot Grigio, seguito da Prosecco e Sangiovese. In Germania la parte del leone la fanno il Prosecco Frizzante e il Prosecco Spumante”.

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IL VINO NELLA GDO ESTERA

La crescita delle vendite di vino italiano nella Gdo estera nel 2014 viene valutata come probabile anche da Federdistribuzione: “E’ prevedibile uno sviluppo di un trend già in atto – ha detto Alberto Miraglia, delegato Federdistribuzione a Vinitaly – non poche insegne portano il vino italiano nei propri punti vendita internazionali, promuovendolo con manifestazioni specifiche o inserendolo regolarmente nell’assortimento. Altre favoriscono il prodotto nazionale sfruttando rapporti consociativi con catene distributive estere, incentivando rapporti diretti tra grande distribuzione straniera e cantine italiane, indicando cantine e prodotti interessanti da inserire nelle linee di vino di marca del distributore dell’insegna estera”.

EATALY E LA VENDITA DIRETTA

Tra le poche esperienze di vendita diretta di vino italiano all’estero c’è quella di Eataly che lo propone nei suoi punti vendita in Usa, Giappone, Turchia, Dubai: “C’è un interesse crescente per il vino italiano – ha spiegato nel corso del convegno Dino Borri, Responsabile Prodotto Estero di Eataly – per tutte le tipologie, non solo le più note. Nei nostri negozi, oltre la parte commerciale, c’è la didattica con corsi, percorsi guidati e degustazioni, e infine la ristorazione, dove è possibile conoscere il vino italiano. Il grande numero visitatori ci permette anche di poter proporre al bicchiere vini che normalmente non vengono proposti in tal modo”.

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L’OBBIETTIVO DEL GOVERNO NELL’EXPORT ENOLOGICO

Anche il Governo sembra essersi accorto dell’importanza dell’export per trainare il nostro comparto vitivinicolo e proprio a questo proposito è intervenuto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, primo Presidente del Consiglio in visita a Vinitaly. Il Premier Renzi ha lanciato l’obiettivo del +50% dell’export enologico al 2020 e ha annunciato il piano in 18 punti per la semplificazione in agricoltura e per il sostegno delle imprese agricole e dei giovani. « Abbiamo creato un hashtag apposito, “#campolibero”, che sarà messo online nel pomeriggio sul sito del Ministero delle Politiche agricole. Resterà online fino al 30 aprile per osservazioni ed entro il 15 maggio ci sarà un provvedimento di investimento forte sui due temi ».

«Il Governo sta facendo molto per il vino – ha commentato Ettore Riello, presidente di Veronafiere durante l’incontro con Renzi – e l’investitura che abbiamo ricevuto dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina nella giornata inaugurale di Vinitaly per la realizzazione e la gestione del Padiglione del Vino ad Expo Milano 2015 è importante, perché riconosce alla fiera e a Vinitaly un ruolo centrale e di sistema per la promozione del vino italiano nel mondo».

Non resta che fare gli auguri affinché il buon vino italiano possa rilanciare l’economia del comparto agricolo e vitivinicolo sia sul mercato interno sia in quello estero.

INFO

www.vinitaly.com

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