Serra San Bruno, spirito di Calabria

Immersa tra boschi e sentieri, Serra San Bruno è un’incantevole oasi tra verde, storia e spiritualità nel cuore della Calabria



Testo e Foto di Alessandro Tavilla

Trovarsi all’interno del bosco di Santa Maria a Serra San Bruno, in Calabria, sentirsi piccoli in mezzo a storia, natura, flora, fauna, e ripetersi che c’è ancora tanto da scoprire, che si può e si deve ritornarci, è una magia. Ci entri dentro, ma poi è esso stesso che entra dentro te e non ne esce più.

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Partiamo dalle parole di San Bruno di Colonia – il monaco che istituì l’ordine dei Certosini all’alba del secondo millennio e che proprio qui si stabilì, fondando l’eremo di Santa Maria – estratte da una lettera inviata a uno dei suoi due compagni con cui condivise la scelta di dedicarsi alla vita monastica:

“…io abito in un eremo abbastanza lontano, da tutti i lati, dalle abitazioni degli uomini. Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili ”.

E proviamo allora a descrivere in parte ciò che ci regalano questi luoghi, immergendoci in alcuni punti del sentiero Frassati, dedicato al Santo torinese Pier Giorgio Frassati che tanto adorava la montagna (“Montagne, montagne, montagne, io via amo!”), all’interno del meraviglioso Parco Regionale delle Serre, e che si snoda ad anello fra Serra San Bruno e Mongiana, comuni che distano pochi chilometri fra loro.
Partendo dall’eremo di Santa Maria, per passare dalla Certosa e arrivare al Lago Sambuco di Mongiana.

calabriaserraChiesa di S.Maria del Bosco

DIMENTICATEVI LA MACCHINA

Il consiglio è di “dimenticare” la macchina nei parcheggi di Santa Maria, e da lì addentrarsi semplicemente nella “bellezza”. Arrivando a Santa Maria – a un paio di chilometri circa dal centro del paese di Serra San Bruno – colpisce immediatamente la scalinata in granito che porta al Santuario dedicato alla Madonna, ma prima di affrontare i gradini, ai loro piedi  è d’obbligo fermarsi al piccolo Laghetto dei Miracoli, tutto in granito anch’esso, a forma ellittica, all’interno del quale è collocata una statua in bronzo del Santo, inginocchiato, e in cui scorre l’acqua sgorgante da una nicchia del 1645. Anche qui c’è l’usanza di lanciare una monetina dentro il laghetto dandogli le spalle, con l’intento di ritornare, in una sorta di piccola riedizione della ben più celebre Fontana di Trevi.

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Laghetto dei Miracoli con la Statua di San Bruno

IL SANTUARIO DI SANTA MARIA

E percorrendo quindi la scalinata dai gradoni larghi e ricoperti di erba, alla sommità si giunge al Santuario di Santa Maria, eretto nel 1091, inizialmente in legno, e poi in pietra tre anni dopo, e via via nei secoli ampliato e modificato, passando anche per la parziale distruzione dovuta al terremoto calabrese del 1783. All’interno della chiesa immersa fra gli alberi, la cui facciata ha un portale in pietra, sormontato da una vetrata decorata, si trova una sola navata con oggetti sacri e una statua lignea ottocentesca della Madonna.

Serra San Bruno
Il Santo , invece, trovò rifugio e “casa” proprio di fronte alla chiesa, in una grotta dormitorio, dove oggi in cima a pochi scalini vi è un piccolo edificio in cui sono conservate le sue ossa, e una statua marmorea del ‘700 che lo ritrae. Da qui è facile perdersi in mezzo a splendidi boschi e ruscelli, grazie anche all’apprezzabile opera del Corpo Forestale dello Stato che ha reso più agevole il percorso. Seguendo il fiume Ancinale, attraversando qualche ponticello illuminato a tratti dalla luce del sole che filtra fra le foglie degli alti fusti, a poche centinaia di metri dal Santuario ci si può ristorare bevendo dell’acqua da una fontana del 1190, come recita anche la scritta incisa nella pietra sopra la sorgente. E quindi proseguire la passeggiata, per perdersi in questo incantesimo di colori, odori, sapori.

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La grotta dormitorio di San Bruno

COLORI, VOCI E SUONI DEL PAESAGGIO

Ci si immerge in un mondo fatto di altissimi abeti bianchi e castagni, e in silenzio si ascolta il suono del vento che smuove le foglie, oppure ci si gode il leggero tepore del sole che spezza l’ombreggiare delle fronde. Alzare la testa verso l’alto e vedere questi tronchi altissimi è uno spettacolo non da poco. Come se per un po’ ci si sentisse in un mondo ovattato, a parte, ci si sentisse particolari, singolari. E la presenza di questi alberi vetusti fa apparire tutto come un paesaggio fiabesco. Paesaggio che non ha solo colori, ma anche suoni, voci. Quelle dei tanti uccelli che popolano il territorio, quali le ghiandaie, l’usignolo di fiume, il picchio verde, i cuculi, per citarne alcuni, che accompagnano il cammino sul sentiero che poi arriva –  quasi senza accorgersi della distanza che si percorre – alla Certosa di Santo Stefano, a pochi chilometri dall’eremo.

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La Certosa di S.Stefano

UN TUFFO INDIETRO NEL TEMPO: LA CERTOSA DI SANTO STEFANO E L’UNIVERSO DEI CERTOSINI

Essa fu fondata nel 1090 da S. Bruno, e fu il primo monastero in Italia ad ospitare i certosini, secondo in Europa dopo Grenoble. Da qualche decennio nella storica abbazia non è permesso l’ingresso e la visita al suo interno alle persone, ma è stato realizzato, in una sua ala laterale, un bel museo, che permette la visione di alcuni documenti, fotografie, produzioni audio-visive e ambienti che ricostruiscono alcuni locali quali le stanze dei certosini o la biblioteca. Da qui sono soliti allontanarsi periodicamente i monaci “inquilini” per il cosiddetto “spaziamento”, passeggiata spirituale volta a riempirsi della magnificenza dei luoghi.

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Lago di Mongiana

LUNGO I SENTIERI DELLA RISERVA NATURALE, ESCURSIONI ED EMOZIONI

Dopo aver riempito ancora una volta la propria borraccia con la fresca acqua di un’ulteriore fontana in pietra a due bocche, frontale alla Certosa, si continua l’immersione nei boschi del sentiero Frassati per giungere al culmine del nostro percorso: il Lago Sambuco di Mongiana, all’interno della Riserva Naturale Biogenetica Cropani-Micone. Qui, dall’aspetto della vegetazione sembra ancor più che il tempo si sia fermato. Per arrivare al lago, si costeggia un altro fiume, l’Allaro, lungo il quale si susseguono faggi, pioppi tremuli, felci, e ponti in legno che uniscono le due sponde, nonchè aree attrezzate a prepararsi un barbecue e rifocillarsi in mezzo alla natura.

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E giunti al laghetto, artificiale, si gode uno spazio immenso, dove lo specchio d’acqua la fa da Re, la cui corona sono le aree boschive circostanti, alle cui spalle si scorgono le sagome delle colline serresi. Attorno ad esso si sprecano piccoli sentieri, dove si possono anche notare le riserve di daini e caprioli, fra abeti, pioppi canadesi, ontani, pini silani, e una pace che esalta lo spirito di chiunque vi si trovi in mezzo.

Noi ci abbiamo provato, quindi, a descrivere in minima parte la ricchezza di questo territorio, come indirettamente chiese Brunone da Colonia nella sua lettera, ma il consiglio è quello di viverlo di persona, proprio perché non c’è migliore descrizione delle sensazioni del proprio animo dopo aver gustato una simile magia naturale.

 

INFO
www.comune.serrasanbruno.vv.it/site2010/
www.sentierifrassati.org/calabria.html

Collocazione geografica:
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Serra+San+Bruno,+VV&aq=0&oq=Serra+San+Bruno&sll=43.7572,11.245627&sspn=0.072904,0.154324&vpsrc=6&ie=UTF8&hq=&hnear=Serra+San+Bruno,+Vibo+Valentia,+Calabria&t=m&ll=38.578232,16.333923&spn=1.262521,2.469177&z=9

Come arrivarci:
http://www.comune.serrasanbruno.vv.it/site2010/content.asp?tab=turismo&id=1