Il Cammino di Santiago: metafora della vita

Simboli e motivazioni del cammino dei cammini, il Cammino di Santiago De Compostela. Dalla conchiglia al bastone, dal dolore ai compagni di viaggio, la forza e la bellezza di un’impresa collettiva


Di Debora Bergaglio

Hola! Buen Camino…
Igualmente

Se un giorno deciderete di intreprendere questo cammino storico, in vita da oltre mille anni, battuto dai passi di migliaia di pellegrini che arrivano da tutto il mondo, sentirete sicuramente diverse volte queste il suono di queste parole, che saranno anche le prime che imparerete, pur non conoscendo lo spagnolo. Stiamo parlando, naturalmente, del Cammino di Santiago De Compostela, il “cammino dei cammini”, perchè va ben oltre il classico pellegrinaggio religioso, ben oltre il trekking e qualsiasi sforzo fisico o evento sportivo presente in altre parti del mondo.

Cammino di Santiago
le colonnine in pietra vi segnaleranno quanti chilometri avete percorso

Credo che il successo del Cammino di Santiago possa essere sintetizzato in una sorta di questionario che ho compilato molti anni fa a Roncisvalle, nel momento in cui ho ritirato la mia credencial ( libretto in cui si raccolgoon i timbri lungo il cammino, che viene poi mostrato  a Santiago per ottenere la Compostela, ossia la pergamena che attesta il pellegrinaggio). Mi si chiedeva di barrare la casella del motivo per cui intraprendevo il cammino e la scelta comprendeva:

religioso
espiritual (spirituale)
cultural
deportivo (sportivo)
otro (altro)

Indecisa fra i primi due, scoprii in quell’occasione ( ma non è detto che ciò valga tutt’ora, sono passati anni …) che la maggior parte barrava “otro”. E comunque, sono convinta, che il successo del Cammino di Santiago stia proprio nella sua capacità di attrarre non soltanto “fedeli”, ma persone di ogni provenienza, cultura, religione ed età, tutti uniti dallo stesso sforzo, dalla bellezza del paesaggio che scorre al tuo fianco, dalle stesse sensazioni di meraviglia e di gratificazione una volta giunti alla meta: Santiago.

Cammino di Santiago
All’inizio del mio cammino, nel Monastero di Maddalena, a Sarria

LE MOTIVAZIONI A INTRAPRENDERE IL CAMMINO

Cammino di SantiagoForse il primo “mistero” del cammino sta proprio qui, nella motivazione che vi spingerà a partire. Parlando lungo i sentieri con diversi “compagni di viaggio” con i quali condividevo tratti del cammino, ho sentite tante storie, tutte affascinanti e interessanti. C’era chi aveva tre figli e si era separata da poco, perchè aveva scoperto che il compagno la tradiva, e quindi aveva intrapreso il cammino per non restare “ferma”, ma “muoversi” verso qualcosa di altro, evolvere come persona, e innescare un cambiamento positivo (questa è una delle storie che mi sono rimaste più impresse). C’era chi festeggiava i propri 50 anni da sola, senza la famiglia, per regalarsi un’esperienza indimenticabile. Chi andava a Santiago dedicando ciascuno dei propri passi al triste cammino dei rifugiati che attualmente (2015) percorrono centinaia di chilometri per scappare dalla guerra in cerca di una vita migliore. Chi camminava verso Santiago alla ricerca di se stesso, di un rafforzamento sprituale. E poi ci sono anche motivazioni meno nobili, ma non meno importanti: come il piacere di fare incontri lungo il cammino. Più di una persona mi ha raccontato di aver ripetuto diverse volte il cammino perchè ogni volta stringeva amicizie che duravano nel tempo, e stabilire più legami che nel resto della propria vita.

C’è chi parte perchè ha letto un libro e ha subìto il fascino di questo “fenomeno” mondiale. E poi ci sono quelli che partono senza un motivo preciso. Ricordo Giuseppe, un giovane di Palermo incontrato nella cattedrale, che aveva già acquistato il biglietto per le vacanze in Svezia, e poi ha cambiato idea all’ultimo minuto ed è partito per Santiago, perdendo tutti i soldi. Oppure Davide, incontrato in aero, che aveva fatto il cammino due anni prima, organizzandosi da solo, all’ultimo minuto, partendo con la sua macchina dall’Italia per raggiungere il punto di partenza, e lungo il cammino aveva incontrato la sua attuale compagna di vita. Insomma, ho capito che, per alcuni, il cammino è un richiamo forte ed immediato, quasi improvviso e misterioso, mentre per altri è frutto di un desiderio “covato” per anni, una scelta un po’ sofferta, soppesata, nei suoi pro e contro.

Cammino di Santiago

Più che un cammino, più che un viaggio, dal mio punto di vista il Cammino di Santiago De Compostela racchiude in sé il desiderio di diventare persone nuove, di un cambiamento o un’evoluzione interiore e spirituale, che nessuno può darci se non noi stessi. E quale migliore modo di guadagnarsi questo cambiamento se non camminando – in silenzio – meditando – faticando – incontrando persone nuove – nuovi compagni di viaggio – mettendosi, insomma, alla prova?

I 5 SIMBOLI DEL CAMMINO

La bellezza del cammino, nei suoi paesaggi infiniti, sempre diversi, nei borghi che sbucano all’improvviso dopo un bosco o una salita faticosa, nei campi di mais e girasole che si perdono all’orizzonte, e negli sguardi vividi di chi ti passa accanto sfiorandoti, si intreccia alla potenza dei simboli che sono ormai parte del cammino. Eccone 5, che vi racconto, con l’ausilio anche dell’interpretazione di questo bel sito lafuentedelperegrino.com.

LA FLECHA AMARILLA (la freccia gialla)

http://lafuentedelperegrino.com/el-camino/5-simbolos/La freccia gialla, spesso dipinta su sfondo blu, o semplicemente dipinta su alberi, pietre, o ancora apposta su cartelli e colonnine di pietra, è il segnale che vi indica la strada lungo il cammino. Vi comunica la direzione, vi rassicura ad ogni biforcazione, e lo sguardo si posa su di lei quasi automaticamente. Non vederla genera un certo senso di angoscia. A me è capitato di perdermi per un brevissimo tratto ( è quasi impossibile perdersi ma io ce l’ho fatta!) e la sensazione di non trovare la freccia è stata quasi angosciante. Il suo potere simbolico è abbastanza chiaro, non c’è bisogno di molte parole. Tutta la nostra vita è un cammino e saper trovare la direzione è importante per ciascuno di noi. Se siamo senza una guida e punti di riferimento ci manca qualcosa, al contrario, sapere con certezza quale strada percorrere, è quasi galvanizzante, perchè ci rende sicuri, invincibili. Quando sono tornata a casa ho pensato spesso alla “flecha amarilla”, e avrei voluto continuare a vaderla nel mio cammino di vita quotidiano. Uno sforzo che potrebbe diventare un buon “esercizio spirituale” dopo il cammino.
Tu, quale freccia segui?
Chi o che cosa segui per trovare la tua strada?

LA VIEIRA (la conchiglia)

Cammino di SantiagLa conchiglia veniva rilasciata anticamente ai pellegrini che arrivavano a Santiago, insieme con un certificato. Veniva appena al mantello oppure al cappello e significava che durante il cammino era avvenuto un cambiamento in quella persona. Secondo una visione più cristiana, la conciglia vista dall’alto somiglia alle mani e quindi simboleggia le buone opere di Gesù per l’umanità.

Quali cambiamenti hai sperimentato nel cammino?
Quali passi devi fare per diventare un pellegrino vero nel cammino della vita?

EL BASTON (Il bastone)

Cammino di SantiagIl bastone è un aiuto fisico, e non solo, lungo il cammino. Aiuta ad alleggerire lo sforzo, è un sostegno e un appoggio importante. Molti pellegrini sono ormai dotati di bacchette da trekking o da nordic walking, ma in tanti preferiscono ancora il tradizionale bastone dei pellegrini del medioevo, meno comodo, sicuramente, ma molto suggestivo. Inoltre è esso stesso, oltre che un aiuto, un compagno di viaggio, e quindi simboleggia chi, nel cammino o nella vita, ti ha fatto da bastone, aiutandoti quando ne avevi bisogno, sostenendoti e incoraggiandoti.
Chi sono i tuoi “bastoni” nel cammino della vita?
Che cosa ti impedisce di essere il bastone di qualcun atro?

LA MOCHILLA (lo zaino)

Cammino di SantiagCon lo zaino sulle spalle ti rendi conto di quanto pesa tutto ciò che porti con te nel cammino.

Molte sono pesi inutili, che potresti abbandonare, altre sono invece essenziali e non possono non far parte del tuo bagaglio di vita.
Quali sono le cose inutili del tuo bagaglio?
Cosa puoi togliere dal tuo zaino per rendere più leggero il viaggio?

 

LA TIRITA (i cerotti)

Nessuno è immune al dolore, lungo il cammino. Prima o dopo sorgeranno vesciche, distorsioni, dolori muscolari. Sono la normale conseguenza dello sforzo che il cammino richiede, e che ogni pellegrino accetta e cerca di curare e superare con l’ausilio, per esempio, dei cerotti.

Come impari a camminare con quello che ti ferisce nella vita?
Senti il bisogno di curare alcune ferite che ancora ti porti dietro?

Le domande che trovate dopo la descrizione dei simboli sono tratta dal sito
lafuentedelperegrino.com che vi consiglio di visitare.

 

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