Gli ultimi 100 km del Cammino di Santiago de Compostela

Suggerimenti e informazioni sul tratto da Sarria a Santiago de Compostela, lungo la parte finale di una fra le più antiche vie di pellegrinaggio della storia: il Cammino di Santiago de Compostela, verso il sepolcro dell’apostologo Giacomo


Di Debora Bergaglio

Fra i “peregrinos” (pellegrini) che giungono da tutto il mondo per compiere il Cammino di Santiago de Compostela, gli italiani sono moltissimi, specie durante il mese di agosto. Anche noi di buonviaggioitalia, concentrati nel raccontare e promuovere l’Italia, abbiamo subìto e poi vissuto il fascino di uno fra i più antichi pellegrinaggi su cui si è costruita l’idea di Europa, come ricorda una scritta sulla strada di Santiago. Camminare lungo l’itinerario culturale europeo per antonomasia e giungere con le proprie gambe alla città considerata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è un’esperienza fuori dal comune, anche se ormai sono in moltissimi a fare e rifare il “cammino dei cammini”.

E dopo averlo percorso, sorge spontaneo il desiderio di raccontare l’esperienza fatta, per offrire spunti, indicazioni, o semplicemente per dare espressione ad un’esperienza davvero unica, che vi auguro di intraprendere.

Cammino di Santiago

SCEGLIETE IL VOSTRO “CAMMINO”

Benchè il più conosciuto sia il “Camino Francès” che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port e arriva a Santiago in 772 chilometri e circa 30 giorni di cammino, esistono altri cammini che vanno poi ad intersecarsi a quello Francès. Uno di questi è il “Camino del Norte (da Baamonte e Arzua per 62,9 km), poi il Camino de Invierno ( da Albaredo a Lalin per 100.7 km), il Camino Primitivo ( da O Acebo a Melide per 126 km) e il Camino Portugués ( da Tui a Santiago per 107,9 km). Se deciderete di percorrere gli ultimi 100, oppure 150 o 200 km, incontrerete molti pellegrini provenienti da questi altri “altri cammini”.

Cammino di Santiago Personalmente ho scelto di percorrere gli ultimi 100 km da Sarria a Santiago, non tanto perchè 100 km sono il “minimo sindacale”(200 km invece per chi va in bici o a cavallo) per ottenere, una volta a Santiago, la compostela (pergamena che attesta il pellegrinaggio), ma perchè non mi sentivo abbastanza allenata e avevo problemi al ginocchio. Non volevo, comunque, che questo mi impedisse di provare a “superare” alcuni miei limiti, fisici e mentali, perciò sono partita munita di un tutore per il ginocchio, antinfiammatorio, e bacchette per attutire l’impatto delle discese sulle mie ginocchia. C’è chi dice che il cammino ha senso solo se lo percorri interamente, per tutti i 772 km, in un’unica volta. Sono certa che si tratti di un’esperienza più intensa e completa, rispetto all’ultimo tratto, ma credo anche che ognuno debba ritenersi libero di scegliere la propria sfida, siano 100, 200, o un terzo del cammino. Sicuramente per affrontare tutto il Cammino di Santiago servono: preparazione, allenamento e tempo, cosa che non tutti hanno. Ecco che allora molti optano per dividere il cammino in tre parti (circa 250 km) da fare in tre anni o periodi diversi, e altri si concentrano sull’ultima parte, che può partire da Sarria (111 km prima di Santiago) oppure prima, da Leon (307 km prima di Santiago), o da Villafranca del bierzo (180 km prima di santiago)  o ancora da Cebreiro ( 150 km). Il mio consiglio è di prendere una cartina con tutte le tappe e scegliere, istintivamente, quella che ritieniamo più giusta per noi, o che esercita una maggiore attrazione per la sua storia, oppure che corrisponde allo sforzo fisico che sappiamo di poter sostenere.

DA SARRIA A SANTIAGO DE COMPOSTELA A PIEDI

Cammino di Santiago Tutto il cammino francese e tutti i cammini sono suddivisi in tappe pre-stabilite, con approdo in borghi e piccole cittadine dotate di strutture per i pellegrini, come ostelli, alberghi privati e case rurali, a seconda di quanto si desidera spendere. Molto spesso, specie se si percorrono gli ultimi 100 km ad Agosto ( periodo che sconsiglio vivamente), può essere difficile trovare posto in ostelli e alberghi, a meno che non si arrivi molto presto (N.B. gli albergues si possono prenotare, gli ostelli no). In questo periodo dell’anno, infatti, a causa delle ferie e del fatto che negli ultimi 100 km confluiscono anche gli altri cammini, le strutture si riempono facilmente. Personalmente ho adottato questa strategia: non arrivavo direttamente alla tappa pre-stabilita, ma mi fermavo appena prima o un po’ dopo, cercando un “albergue” lungo la strada. Così facendo ho avuto la possibilità di pernottare in strutture più piccole, pulite e graziose, immerse nel verde e quasi idilliache. C’erano sempre camere multiple, con letti a castello e bagni in comune, ma erano comunque più tranquille e pulite dei dormitori e ostelli più grandi. Inoltre, rispetto al mio modo di viaggiare, ho preferito saltare le tappe canoniche e costruirmi delle soste personali, fermandomi in luoghi che mi ispirassero. Di seguito indico un elenco utilissimo di “albergues” che vi consiglio di stampare e portare con voi, a me ha “salvato la vita” in diverse situazioni.

ELENCHI ALBERGUES DEL CAMMINO (da stampare e portare con sè)

www.pellegrinando.it/wp-content/uploads/2015/06/albergues-francese.pdf

www.caminosantiago.org/cpperegrino/cpalbergues/caminofrances.html

Ci sono ostelli municipali, che costano circa 5/6 euro a notte (alcuni addirittura prevedono solo un’offerta) e poi ci sono albergues che costano sui 10 euro a notte e sono un po’ più raccolti, con meno posti letto e mediamente più puliti (io ho optato per questi ultimi e mi sono trovata bene). Le case rurali, invece, sono simili ai nostri agriturismo, molto belle, rustiche e costano sui 35/40 euro a persona.

LE TAPPE PRE-STABILITE DA SARRIA A SANTIAGO DE COMPOSTELA

DA SARRIA A PORTOMARIN ( circa 22 km)

DA PORTOMARIN A PALAS DE REI ( circa 25 km)

DA PALAS DE REI A ARZUA PASSANDO PER MELIDE ( circa 28 km)
a Melide consigliamo una tappa per assaggiare il tipico “pulpo galiciano” ( polpo con patate e peperoncino)

DA ARZUA AL MONTE GOZO PASSANDO PER ARCA (O PINO) ( circa 30 km)

DAL MONTE GOZO A SABTIAGO DE COMPOSTELA ( circa 10 km)
Vi chiederete perchè una tappa così breve. Perchè molti pellegrini preferiscono lasciarsi una tappa più veloce per arrivare a Santiago in tempo per la messa delle 12.00: la suggestiva messa del pellegrino, che vi suggerisco di non perdere.

Queste sono le tappe indicate, che voi potete naturalmente rispettare oppure ridurre a metà, se siete affaticati. Normalmente 20 km al giorno sono più o meno tollerati da tutti e non dovrebbero dare problemi. Per percorrere giornalmente distanze maggiori bisogna avere un po’ di allenamento. In base alla mia esperienza e ai racconti di altre persone incontrate lungo il cammino, vi consiglio di partire in sordina e semmai aumentare pian piano i chilometri. Evitate di percorrere subito 30 km o più, o rischierete di dovervi poi fermare successivamente per dolori muscolari, veschiche e infiammazioni. Il Cammino non è una competizione a chi percorrere il maggior numero di chilometri, è un percorso di fatica,e di sacrificio, certo, ma anche di buon senso e di “piacere”.

Cammino di Santiago

QUANTO DURA L’ULTIMO TRATTO DI CAMMINO

Rispettando la suddivisione canonica delle tappe e se non dovete fermarmi per dolori vari, in 5 giorni sarete a Santiago. Se vi prendete una settimana o 8 giorni di tempo avrete la possibilità di godervi tutta la spiritualità della città e delle sue cerimonie, la sua atmosfera serale e gli incontri fatti lungo il cammino e poi ritrovati. Inoltre potrete dedicare un giorno a visitare Muxia e Finisterre, noleggiando un auto oppure prendendo un Bus. Se invece volete proseguire a piedi da Santiago a Finisterre, dovete calcolare ancora tre giorni di cammino.

IL CAMMINO PROSEGUE: MUXIA E FINISTERRE

Per molti il cammino non termina a Santiago ma sulla costa galiziana, nel punto dove – secondo i Romani – finiva la terra (finis terrae). A Finisterre o Fisterra (in galiziano) terminava un cammino più antico di quello di Santiago. Secondo un’antica tradizione celtica il capo di Finisterra rappresentava il punto di partenza per il viaggio delle anime nell’ aldilà. Oggi i pellegrini che giungono sin qui, cercano una rinascita spirituale e simbolicamente bruciano o lasciano qualcosa che hanno indossato durante il cammino (ma oggi bruciare è vietato a causa degli incendi scatenati dal forte vento ) e poi lavano la loro anima facendo il bagno nelle acque dell’oceano, in una delle spiagge del borgo marinaro. Un altro, suggestivo, borgo di pescatori della costa galiziana, frequentato dai pellegrini di Santiago, è Muxia, dove secondo la tradizione l’apostolo Santiago vide apparire la Madonna dal mare. Personalmente sono molto contenta di essere arrivata sino a Muxia e Finisterre e lo consiglio a chi ha affrontato il cammino con uno spirito di rinascita e rinnovamento interiore.

QUANDO FARE IL CAMMINO

La maggior parte delle strutture ricettive lungo il Cammino di Santiago sono aperte da marzo a novembre. Alcune, non molte, anche durante l’inverno, un periodo che, immagino, debba avere un fascino particolare. Da evitare, se possibile, il mese di agosto, perchè il grande affollamento, toglie – secondo il mio punto di vista – un po’ di fascino, di silenzio e di spiritualità all’esperienza. La festa di Santiago è il 25 luglio, con celebrazioni e festeggiamenti il 24 e 25, quindi potrebbe essere suggestivo arrivare in città in quelle date, per vivere anche le tradizioni locali. Alcuni programmano il viaggio in occasione della Pasqua. Secondo la maggior parte delle persone, i periodi migliori sono giugno e settembre. Riguardo il meteo, ricordate che la Galizia, dove si snodano gli ultimi 100 km, è una terra ricca di fiumi e una delle Regioni più piovose della Spagna. La seconda parte di agosto, nel mio caso, è stata piovosa, fredda e nebbiosa. Se dovessi rifarlo, cambierei periodo, anche se ormai il meteo è una vera incognita.

UNA VOLTA A SANTIAGO DE COMPOSTELA

Cammino di Santiago
Otto tiraboleiros tirano il botafumeiro, l’enorme incensiere della cattedrale di Santiago

La prima cosa che si fa generalmente, una volta giunti a Santiago, è una piccola sosta di gioia e raccoglimento nella piazza dell’Obradoiro, di fronte la cattedrale. È una piazza molto vasta in cui i pellegrini si riposano e si incontrano. Subito dopo si va all’Offficina del pellegrino per presentare la propria credencial con tutti i timbri, e ritirare la compostela (pergamena che attesta il pellegrinaggio). La credencial è un libretto in cui si segna il punto di partenza e si raccolgono i timbri (sellos) in ogni albergo o bar del cammino. Per ottenere la compostela servirebbero almeno due timbri al giorno, ma non sempre sono così fiscali nel valutarli. Tutti gli alberghi e le strutture del cammino sono provviste di timbro. La credencial si può richiedere dall’Italia, oppure ritirare a Sarria, per esempio al Monastero di Maddalena, lungo il Cammino, alla fine del paese.

Alle 12.00 di ogni giorno, nella Cattedrale, si celebra la messa del pellegrino: una celebrazione molto suggestiva in diverse lingue e con la tradizione del Botafumeiro, un enorme incensiere (fra i più grandi al mondo) sorretto da una corda tirata da otto persone (tiraboleiros) che oscilla per tutta la cattedrale a grande velocità. Questa tradizione si ripete tutti i venerdi, ma spesso è possibile ammirarla anche negli altri giorni, grazie alle offerte di chi lo richiede.

All’interno della cattedrale ci sono diverse cappelle in cui è possibile ascoltare la messa nella propria lingua. Quella italiana si tiene ogni giorno, tranne la domenica, nella Cappella del Cristo di Burgos, con la possibilità di confessarsi, grazie ai padri guanelliani (www.guanellianisantiago.it). E’ tradizione, per i pellegrini, visitare il sepolcro dove si presume siano custodite le spoglie dell’apostolo e poi salire dietro l’altare per abbracciare la statua del santo da dietro, appoggiandovi la testa.

L’EQUIPAGGIAMENTO

Preparare lo zaino e decidere cosa portare con se, è veramente la parte più delicata di questo insolito viaggio. Non a caso lo zaino (mochila in spagnola) è uno dei simboli del cammino, insieme al bastone, la conchiglia e la freccia gialla. Partiamo proprio dalla scelta dello zaino e dal suo peso: esso non dovrebbe superare il 10% del vostro peso corporeo. Più pesante sarà lo zaino, più probabili vesciche, dolori, fatica e fermate non previste. Gli ultimi zaini in commercio hanno delle reti che tengono staccato il retro dello zaino dalla schiena, cosa molto utile.

All’interno dello zaino deve trovar porto solo lo stretto indispensabile:
– sacco a pelo ( anche in questo caso se ne trovano in commercio di piccoli e leggerissimi)
– federa per cuscino
– sapone di marsiglia ( magari sbriciolato per far meno peso)
– un cambio ( magliette e pantaloni in materiale tecnico, leggero) – tenete presente che lungo il cammino si possono lavare gli indumenti, e se non asciugano si possono appendere allo zaino durante il giorno e farli asciugare in cammino
– pantaloni con cerniere che diventano corti ( per ottimizzare)
– un cappello o copricapo
– una torcia per la sera
– bacchette ( se avete problemi di ginocchia o se siete abituati) – solitamente non le lasciano imbarcare con il bagaglio a mano, ma le spediscono gratuitamente
– borraccia
– Un paio di ciabatte-sandalo da portare anche nella doccia
– un asciugamano e un accappatoio leggerissimi
– calze da trekking con talloni e punte rinforzate
– ghette
– medicinali: cerotti per vesciche, garze, (ma anche ago e filo per bucare le veschiche) antinfiammatori per dolori muscolari, crema solare, pomata all’arnica. Uun trucco per evitare le vesciche consiste nel cospargersi i piedi di vaselina tutte le mattine prima di partire.

GLI SCARPONI

in questo ultimo tratto di cammino non sono necessari scarponi da montagna, ma possono bastare anche scarpe da trekking, più alte se volete proteggere le caviglie o più basse, come preferite. L’importante è che siano molleggiate, traspiranti e in goretex.

PREPRAZIONE FISICA AL CAMMINO

Poichè non tutti sono allenati a camminare molte ore al giorno consecutivamente e per diversi giorni, è molto importante prepararsi con cura al cammino. Per la preparazione può essere utile percorrere almeno 20 km al giorno con uno zaino sulle spalle, per abituarsi al peso, iniziando diversi mesi prima del viaggio.

CONSIGLI PRATICI PER GLI SPOSTAMENTI  IN AEREO, BUS, TRENO

www.camminfacendo.altervista.org/dettagli-pratici/come-arrivare-a/

AUTOBUS

EMPRESA FREIRE
www.empresafreire.com/html/castelan/seccion0.php

MONBUS
www.monbus.es/es

Per arrivare a Sarria e percorrere gli ultimi 100 km del Cammino di Santiago, potete prendere un volo diretto della Ryanair ( unica compagnia che non effettua scali) da Bergamo a Santiago. Una volta giunti a Santiago potete arrivare a Sarria in Bus, ma dovete cambiare compagnia di bus: c’è una compagnia fino a Lugo e poi un’altra fino a Sarria. Se arrivate in aeroporto entro le 17.30, potete trovare un autobus che vi porta direttamente a Sarria. Eviterei i taxi che sono molto costosi rispetto ai bus.

Riguardo gli spostamenti tra una tappa e l’altra, se non riuscite più a camminare, potete rivolgervi ad un taxi (opzione che costa di più) oppure prendere un autobus ( opzione che vi consiglio, molto economica e la rete è ben servita. Basta domandare e vi indicheranno tutti, i biglietti si fanno direttamente sul bus).

LINKS UTILI

www.pellegrinando.it
www.mundicamino.com
www.ilcamminodisantiago.com

Buen Camino!
Con l’augurio di intreprendere, un giorno, questo cammino, e comunque, ogni cammino riteniate importante per voi.

Debora Bergaglio