Visita ai luoghi del disastro del Vajont

Un viaggio nel Vajont, per conoscere la straordinaria bellezza di questi luoghi colpiti dal disatro del 1963.



di Debora Bergaglio 

Compiere un’escursione nei luoghi dove è avvenuta la tragedia del Vajont può essere un’esperienza forte, difficile da sostenere, se si è consapevoli di quanto è accaduto quel tragico 9 ottobre 1963 alle 22.39.
Non stiamo parlando di un’escursione turistica come tante, alla scoperta di luoghi e bellezze nascoste da esplorare. Stiamo parlando di trovarsi al cospetto di monti e vallate che, oltre ad avere una straordinaria bellezza, sono impregnati di una memoria che urla e chiede di essere ascoltata.

Luoghi Vajont
Chiede con forza che il disastro del Vajont non sia stato un evento inutile.
Chiede, almeno, che quelle 1917 vittime siano servite a qualcosa.
Chiede che il “disastro evitabile causato dal fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare”, come affermarono nel 2008 le Nazioni Unite, siano un monito alla storia e al rapporto dell’uomo con la natura.
Un evento che ha completamente sconvolto la geologia, la demografia e la storia dei paesi situati lungo il torrente Vajont, che scorre nella valle di Erto e Casso e confluisce nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno.

UNO SCENARIO DI RARA BELLEZZA

disastro Vajont luoghiImmaginate di essere là, nella parte inferiore della vallata del Vajont, dove esso confluisce nel Piave di fronte a Longarone; di fronte a voi una gola profondissima tra montagne giganti, come un canyon  dove il fiume forma un percorso tortuoso fra alte pareti squadrate. Siete di fronte ad uno scenario di rara bellezza, respirate aria pura e la natura sembra dominare tutto il paesaggio, con la sua forza maestosa.

Cosa resta oggi di quella maestosità?

La tragedia ha spazzato via i borghi di Frasègn, Le Spesse, il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè e parte dell’abitato di Erto. Nella valle del Piave  i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta sono stati distrutti, mentre sono stati danneggiati Codissago, Castellavazzo, Fortogna, Dogna e Provagna e si sono verificati danni ai comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e nella città di Belluno. Da allora molte cose sono cambiate, e non solo nell’aspetto geografico di questi territori feriti, senza più riferimenti fisici. È scomparsa una comunità di persone, fatta di familiari, parenti e amici, vicini e conoscenti. Così, una volta passata l’ondata del Vajont, è stato necessario ricostruire anche le relazioni, oltre alle case e le strade.
Una visita a questi luoghi si colora pertanto di significati e sensazioni che non troverete altrove. Il nostro consiglio è di aprire i cuori e ascoltare il messaggio di queste montagne e della loro storia.

EVENTI IMPORTANTI

A Longarone l’anniversario del 9 ottobre è celebrato con solennità e dedicato alla preghiera, al ricordo, alla riflessione. Nella Chiesa si svolge una cerimonia religiosa che si conclude con il suono della campana alle 22.39, ora del disastro, seguito dalla lettura alla radio locale dei nomi delle 1.909 vittime.

1973: LA MARCIA DELLA RICOSTRUZIONE con oltre 3000 persone.

1983: GIORNATA DELLA SOLIDARIETA’ alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

1997: ORAZIONE CIVILE dell’attore Marco Paolini sul Vajont, uno straordinario spettacolo teatrale trasmesso sulla rete televisiva nazionale e seguito da quasi 4 milioni di spettatori.

1998: GIORNATA DEI SOCCORRITORI, si riunirono a Longarone oltre 4000 persone che avevano partecipato alle operazioni di soccorso alle popolazioni superstiti e si erano adoperate per recuperare le salme e dare loro sepoltura.

tina merlin Vajont
I VIDEO DEL DISASTRO DEL VAJONT

Marco Paolini
www.youtube.com/watch?v=JGt5VV7Jh6c

Marco Paolini  ore 22e39
www.youtube.com/watch?v=-fPiDnC47As

Tina Merlin: giornalista inascoltata che svolse un’indagine sul Vajont e diede l’allarme, anch’esso inascoltato.
www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/intervista-a-tina-merlin/270/default.aspx