Valanghe, cause e consigli utili

Le cronache di questi mesi riportano notizie di incidenti in montagna, spesso gravi o con esiti fatali, dovuti alle valanghe.


Ho visto da vicino il disastro lasciato dal passaggio di una valanga, così come ho potuto fotografarne, in altre occasioni, l’arrivo incruento e spettacolare. Le valanghe sono un fenomeno naturale e assolutamente normale nell’ambiente montano.

La neve che si deposita lungo un pendio di montagna, ne costituisce il manto nevoso, che rimane coeso e stabile fino a quando la forza di gravità che agisce sul pendio stesso, supera la forza di coesione interna del manto nevoso, raggiungendo il carico di rottura. A questo punto, improvvisamente, la massa di neve o di ghiaccio, si distacca e si mette in movimento precipitando a valle. Nella loro discesa, le valanghe può raccogliere altra massa nevosa, diventando via via sempre più grande, e raggiungere una velocità anche superiore ai 300 km/h.

Dimensioni ed effetti delle valanghe sono strettamente legati alla morfologia del pendio coinvolto che ne determina massa e velocità, e quindi la pericolosità. Esiste una vera e propria classificazione delle valanghe in base alla morfologia del pendio, al tipo di movimento, alla superficie di scivolamento, al tipo di distacco e anche al tipo di percorso.

LE CAUSE

Le cause possono essere naturali o artificiali, o a volte anche una combinazione di queste. Tra le cause naturali possiamo trovare: un sovraccarico nevoso che provoca un aumento della forza di gravità che spinge la massa verso valle. A rischio sono i versanti sottovento per l’accumulo eolico di neve, come ad esempio nei canaloni.

Le precipitazioni nevose che si depositano su un pendio ghiacciato e ben consolidato, possono non aderire al manto stesso e quindi scivolare slittando a valle. Questo tipo di valanghe superficiali sono comunemente dette slavine.  Il rischio aumenta quando la qualità della neve superficiale è resa pesante dall’umidità nell’aria.  Precipitazioni piovose che contemporaneamente aumentano il carico sul manto nevoso e ne riducono la coesione.

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Valanga in Valnontey, Val D’Aosta

Innalzamento termico che sciogliendo la neve ne diminuisce la coesione interna, aumentandone l’instabilità. Il rischio aumenta nei versanti a sud che sono naturalmente quelli più esposti, perché più soleggiati e nelle ore centrali del giorno in primavera. Il vento che localmente può ammassare quantità di neve che provocano un aumento del carico gravitazionale fino al carico di rottura. Il rischio aumenta con l’aumentare dell’intensità del vento stesso, soprattutto nei versanti sopravvento.

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Distacco di seracchi o frane che possono innescare valanghe nei pendii sottostanti. Questi fenomeni sono tipici dell’alta quota durante le stagioni calde.

Ci sono poi cause artificiali, tra cui la più frequente è il passaggio di uno o più sciatori o alpinisti. Passando su un pendio a rischio, basta solo il peso dello sciatore o dell’alpinista, o una manovra brusca, o una virata errata, o l’attraversamento longitudinale del pendio a rischio per determinare il taglio della neve e provocare la valanga.

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QUALCHE PICCOLO CONSIGLIO UTILE

Quando ci rechiamo in montagna, non dimentichiamo mai di informarci sul bollettino meteo e l’allerta valanghe. Gli abitanti del luogo, il corpo forestale o le guardie parco, sono ottime fonti di informazioni. Chi vive in montagna conosce bene il territorio e sa quali sono i versanti più a rischio.
Osserviamo l’ambiente intorno a noi. Un canale di scarico della montagna, un canalone o un versante privo di vegetazione in un settore, con magari solo pochi alberi ripiegati verso valle, ci indicano una zona a rischio valanghe. Se lungo un versante notiamo in alto una lunga fessura longitudinale nella neve, spostiamoci appena possibile nel versante opposto. Con le ciaspole evitiamo di lasciare il percorso segnato. Le zone boschive sono naturalmente più sicure, perché gli alberi fungono da barriera in caso di valanga spezzandone il fronte che precipita a valle. Se lungo il percorso vi imbattete in animali selvatici, osservate il loro comportamento. Un improvviso fuggi fuggi generale è l’avvertimento che c’è un pericolo imminente, guardate in alto e se vedete una nuvola di neve significa che una valanga in quota si sta staccando… Ricordiamo che temperature insolitamente alte e l’arrivo della stagione calda aumentano la frequenza delle valanghe.

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LA SEQUENZA FOTOGRAFICA

Le valanghe sono anche uno spettacolo della natura. La sequenza che vi propongo mostra una valanga di non grandi dimensioni, ma già notevole per velocità e forza di impatto che ha terminato la sua corsa senza recare nessun danno. Mentre percorrevo il versante ho udito un rumore sordo in quota. Alzando lo sguardo ho notato una nuvola di neve sempre più grande e ho visto arrivare dai canaloni in quota la massa nevosa. In un attimo la neve è esplosa sul ciglio del pendio ed è precipitata a valle per il tratto finale, fino a lambire il torrente, mentre nella valle tornava la quiete…

Testo e foto di Vittorio Puggioni