Trekking a Pila, verso il Rifugio Arbolle

Prosegue il racconto del nostro Trekking. Siamo partiti da Pila e abbiamo già conquistato la prima vetta,  il Col Tsa Sétse  (2815m). Se non avete letto la PRIMA PUNTATA, vi suggerisco di farlo.

SU COL GARIN CON LA PIOGGIA CHE CI INSEGUE

Incontriamo un signore anziano in pantaloncini che pare stia facendo una passeggiata sul lungo mare. Mi chiedo cosa ho sbagliato e come mai io sono così stanca. Superato il bivacco “Nebbia”,  si sale verso il cielo lungo le pendici che portano al Col Garin (2875 mt). Ho conquistato la mia seconda vetta della giornata, non mi sembra vero. Il tempo non sembra propizio, forse sta per piovere, è meglio ripartire.

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La discesa sembra peggiore della salita, sarà perché le mie ginocchia soffrono troppe sollecitazioni oppure sarà per un fiume di pietre di diverse dimensioni su cui devo passare. Sinceramente preferisco la terra sotto i piedi, ma non c’è alternativa e sta iniziando a piovere. Quando tiro fuori dallo zaino il mio keeway, mi rendo conto di averne sottovalutato l’importanza. Non copre lo zaino, quando arriverò al rifugio sarà tutto inzuppato. Così imparo. Improvvisamente il cielo è diventato tutto grigio e sento gli indumenti bagnati appiccicati al mio corpo…forse era questo che intendeva la guida con le parole “sentire la montagna addosso” ? Preferisco il sole e il sudore, ma vado avanti nella discesa verso il lago e il rifugio Arbolle (2516 m) lungo il sentiero 18.

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UNA NOTTE AL RIFUGIO ARBOLLE

Costeggio un torrente dove l’acqua scorre vigorosa e poi un laghetto, mi aspetto di vedere il rifugio ad ogni passo, lo bramo. Eccoci, finalmente, al Rifugio Arbolle. Una struttura famigliare, semplice e accogliente, come i suoi proprietari. Riscaldata dal calore del legno e resa incantevole dal panorama che la circonda, dominato dal Monte Emilius. Una stufa accesa nel grande salone da pranzo mi scalda il cuore, oltre agli indumenti. Mentre il cielo si apre, ci prepariamo per la cena e dedichiamo qualche minuto a un po’ di sano stretching. I sapori valdostani non mi deludono. Il menu prevede polenta concia, salsiccia, formaggio e dolci deliziosi.

Prima di andare a letto facciamo quattro chiacchiere con i proprietari che mi raccontano di come i rifornimenti avvengono solo tramite l’elicottero oppure a piedi.  Il Rifugio, con i suoi 66 posti letto, è infatti aperto solo d’estate ed è facilmente raggiungibile sia da Pila sia da Cogne. Qualche bicchiere in compagnia, veramente una buona compagnia, e poi un sonno ristoratore che sancisce il primo giorno di trekking.

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DOMENICA IN MONTAGNA

E’ già domenica mattina, una domenica diversa dalle altre: senza macchine, rumore, pranzi in famiglia, piscina, fiume etc etc. Solo noi, il silenzio, la montagna, l’aria fresca e pura. Ripartiamo da Arbolle verso il colle di Chamolè (2641 mt) e poi scendiamo dolcemente sul sentiero 14 fino al lago omonimo (2325 mt). Una piccola pausa per specchiarsi nelle acque del lago e poi ci dirigiamo verso La Nouva, con una sosta al ristorante “Société Anonyme de Consommation” .

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Ora che non ci sono più salite da affrontare mi sento strana, è come se mi mancasse qualcosa. E’ già tutto finito?

Affogo il mio senso di nostalgia nel raffinato menu del ristorante, che apprezzo per il suo arredamento chic e rustico allo stesso tempo tempo. Salgo al piano superiore dove mi mostrano il recupero del manufatto originale: è un ambiente molto particolare, dove diverse anime si fondono dando vita a sensazioni contrastanti. Una grande terrazza sul lago, fra le montagne, mi consente anche di prendere un po’ di sole fra l’aperitivo e il primo. Ora posso rilassarmi. Ormai è tutto in discesa.

In men che non si dica mi ritrovo sulla seggiovia che da Pila scende verso Aosta.
Arrivederci Pila e al prossimo trekking!

INFO
www.pilaturismo.it

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