Sul Gran Paradiso con Roberta Vittorangeli

Se le si chiede di provare ad individuare una differenza nell’approccio alla montagna tra uomo e donna, lei evidenzia il suo amore per i dettagli dicendo: “L’uomo deve per forza arrivare in cima e spesso non si accorge che in mezzo, tra la base e la vetta, c’è davvero tanto da osservare”. Parole di Roberta Vittorangeli.

L’universo femminile e la montagna sono state le protagoniste di “Montagne aux Livres”, l’edizione 2013 del Festival della Letteratura di Montagna svoltosi in Valsavarenche dal 21 giugno al 14 luglio; e ora, tra il 6 e l’8 agosto prossimi, la Val d’Aosta vuole rendere omaggio ad alpiniste di alto livello con l’iniziativa “L’ascesa del Gran Paradiso tutta al femminile”.

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Nelle righe successive, www.buonviaggioitalia.it pubblica un’intervista-ritratto di ROBERTA VITTORANGELI.

Insieme alla collega russa, dal 6 all’8 agosto 2013, Roberta salirà sul Gran Paradiso passando per una via “meno normale” della “classica”: quella che attraversa il ghiacciaio della Tribolazione passando in un ambiente aspro e selvaggio che però, “essendo rivolto ad est, di primo mattino si accende di luci e di colori assolutamente meravigliosi”. Ecco, questa è Roberta. Una guida alpina capace di fotografare tutta la poesia di un paesaggio e di comunicarla agli altri.

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IN VACANZA SUL MONTE BIANCO

Un sorriso che ti conquista quello di Roberta Vittorangeli, parmigiana d’origine, “figlia della pianura Padana”, avvicinatasi alla montagna per puro caso. Ancora studentessa universitaria in Medicina, Roberta accetta l’invito di trascorrere un periodo di vacanza in montagna, sul Monte Bianco, insieme ad alcuni amici. Da quella volta per lei si è aperto un mondo.

ARRAMPICARSI AL PROPRIO DESTINO

Iscrittasi al CAI inizia a frequentare corsi di arrampicata; la montagna si trasforma ben presto in passione fino a diventare la sua professione: Roberta infatti è guida alpina a Cogne. Ma non solo: medico anestesista, la Vittorangeli unisce il suo essere guida all’impegno nel Soccorso alpino e nel servizio di Elisoccorso. La montagna ha saputo stimolare la sua curiosità e la sua voglia di avventura; ai suoi clienti Roberta riesce a proporre un’esperienza in cui si uniscono il desiderio di scoperta e l’attenzione al proprio benessere fisico.

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DALLA PATAGONIA AL NEPAL
Le montagne valdostane la stimolano di continuo e qui lei riesce ad esprimere la sua grande esperienza e passione per l’arrampicata, le cascate di ghiaccio, l’alpinismo d’alta quota e lo scialpinismo. La montagna soddisfa quella sua profonda curiosità che l’ha portata ad esplorare anche le vette di terre lontane: Patagonia (Cerro Torre), Pakistan (Nanga Parbat), India (Rock Tower), Afghanistan (Babatangi), Ecuador (Illiniza, Cotopaxi); Tanzania (Kilimanjaro), Manaslu (Nepal), solo per citarne alcune.

SALIRE IN CIMA PER VEDERE OLTRE

Amo la pianura padana dove sono nata, ma questa ha un difetto …è piatta! Per cui puoi vedere lontano per chilometri: è tutto molto evidente e non stimola la fantasia. In montagna, invece, se vuoi vedere cosa c’ è dietro, devi salirci in cima, guadagnandoti la conoscenza di ciò che c’ è al di là con fatica …ma da lassù il panorama è veramente fantastico!“; ecco cosa c’è dietro l’entusiasmo trascinante di Roberta, prima guida alpina donna della Valle d’Aosta.

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