Racconto di un trekking a Pila

Bellissima escursione sulle montagne di Pila, un paio di giorni in Val D’Aosta fra natura, sport e benessere.


Di Debora Bergaglio

“Dovete avere un obbiettivo, godervi la montagna e sentirvela addosso”.

Con queste parole pronunciate dalla guida escursionistica Daniele Mombelli, è iniziato il mio trekking di un giorno e mezzo a Pila, nel mese di luglio di quest’anno.

ALLENAMENTO: zero;
VOLONTA’: massima;
DESIDERIO DI GODERMI LA MONTAGNA: 100%;
VOGLIA DI FARE SPORT E MOVIMENTO: alle stelle.

Ma non avevo ancora capito cosa significassero queste parole: “sentirsi la montagna addosso”. Lo vedremo più avanti.

SI PARTE

pila

 

Si parte al mattino, non troppo presto. Sono le 9.00 a Pila e tutto il gruppo assonnato si sta riunendo davanti all’ingresso dell’ Hotel La Chance di Pila, ottimo hotel 3 stelle con una vista panoramica davvero entusiasmante sul Monte Bianco. Controllo di avere tutto con me, tornerò domani e non vorrei aver dimenticato qualcosa, un buon escursionista non deve tralasciare nulla. Non ho studiato il percorso la sera prima, ma sono tranquilla perché c’è la guida con noi, penserà a tutto Daniele.

Hotel La Chance

LATTE FRESCO PER INZIARE BENE LA GIORNATA

Ho ancora in bocca in buon sapore del latte fresco di montagna, della colazione genuina offerta dall’Hotel, dove mi sono lasciata trasportare dal gusto intenso dello yogurt, del latte delle mucche al pascolo, un latte a cui non sono più abituata, e poi le torte casalinghe ai frutti di bosco… ma questi gusti non si possono raccontare, si devono soltanto assaporare. Mentre cerco di svegliarmi del tutto, ci avviamo verso la seggiovia di Chamolè, dove trovo un’invasione di bicilette da Downhill e Crosscountry pronte per essere noleggiate e conquistare i monti di Pila. L’aria si fa frizzante, infatti una volta scesi dalla seggiovia mi accordo di essere già a 2311m.

pila

LA BARACCA DELLO SCULTORE STUFFER

Ci vuole ancora un caffè e la proposta è accolta all’unanimità. Ci infiliamo nel bar ristorante “la baraka” (www.labaraka.it) per una breve, quanto prematura, pausa. Sono piacevolmente sorpresa da una bella terrazza panoramica e da un’ atmosfera calda, accogliente dove mi pare di capire si sia insediato un…ligure. Il proprietario non è infatti valdostano, bensì un ligure innamoratosi di questi paesaggi freschi e silenziosi, così diversi dalla sua Genova. Ma non è l’unica nota di stupore di questo luogo. Di fronte al locale si erge silenzioso e fragile un crocifisso “delicato e sofferente”, quasi piegato dal vento della montagna, realizzato dello scultore, nonché primo gestore della “baracca”, Mario Stuffer.

frana

L’originale del crocifisso si trova oggi al Museo del Forte di Bard, ma qui nel suo habitat primitivo e naturale mantiene un fascino inenarrabile, superato soltanto dalla scoperta di due incisioni nel tronco degli alberi vicino al crocifisso. Sono il volto di Cristo e una Madonna e dobbiamo ringraziare il barista de “la Baraka” se non ce li siamo persi. Un vento di spiritualità passa fra gli alberi e scuote le foglie, e ora di iniziare davvero il nostro cammino.

VERSO IL COL TSA SETSE

Imbocchiamo con passo deciso, e ancora meravigliato dalle opere di Stuffer, il sentiero 19c fino a Pian de l’Eyvie e da qui seguiamo il sentiero 22 verso Col Tsa Sétse (o Col Chaséche). Il nostro cammino è segnato da ranuncoli, anemoni e numerose specie di fiori bellissime da ammirare, sullo sfondo verde intenso del manto erboso e sulle note dello scorrere dei ruscelli. Seguiamo una segnaletica gialla che indica i sentieri e ci guardiamo intorno per orientarci fra le vette. Spicca maestoso il Gran Combin e mi colpisce una grande frana che, come mi spiega la guida, risale al 1500, anno in cui seppellì il villaggio di Tora. Finalmente, dopo una ripida salita, conquistiamo la prima vetta della giornata. Siamo a quota 2815 m, sul Col Tsa Sétse, da cui si scorge l’abitato di Cogne. A questo punto iniziamo la discesa verso Arpisson e tagliamo all’altezza di Plan Bessey.

montana

PIC NIC CON MOCETTA E BLEU D’AOSTE

Iniziamo tutti ad avere un certo languorino e decidiamo che è giunto il momento di rifocillarsi. Ci siamo organizzati per un Pic Nic di prodotti tipici valdostani, che degustiamo senza troppi convenevoli apparecchiando su una roccia che ricorda vagamente un tavolo. Accompagniamo un delizioso pane con le noci a mocetta, coppa, fontina e il formaggio bleu d’Aoste, un erborinato che ricorda (ma non ditelo ai valdostani) la Gorgonzola. Quando ripartiamo incontriamo un gregge di capre e comincia una nuova salita verso Col Garin (sentiero numero 2). Mi rendo conto che non è proprio il massimo come digestione, ma non posso sempre lamentarmi, la montagna è anche fatica, che ti fa poi apprezzare la conquista della tua meta.

 

continua…

TAGS

Pila, Val D’Aosta, trekking, Stuffer, scultore, Forte di Bard, seggiovia, turismo, rifugio, guida, escursione, alpinismo, Gran Combin, Monte Bianco, sentiero, colle, mocetta, sapori, bleu d’Aoste, monte bianco.