La mia vetta

Una vetta per essere più completi, migliori, felici.  La conquista delle grandi montagne ha origini antiche: dall’impresa di Jacques Balmat e Michel Gabriel Pascal sul Monte Bianco a quella di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sul K2 fino alla salita al Lhotse di Messner. Ma non c’è solo questo…


Di Federico Zerbo

Il fascino della “Vetta” è quell’attrazione che ogni camminatore, escursionista o alpinista subisce. Sono secoli che l’uomo va alla conquista delle montagne, un impulso quasi irresistibile, irrazionale a volte. La disponibilità a mettere anche in gioco la propria vita per raggiungere una cima, non credo sia solo un confronto coi propri limiti o un mero desiderio di primeggiare; c’è qualcosa di più profondo, di primordiale, una spinta verso l’assoluto.

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Naturalmente non tutti reagiscono alla stessa maniera per la conquista di una cima. Dipende dalla sua importanza, dal suo significato, dalle difficoltà incontrate per raggiungerla. Entrano in gioco le condizioni ambientali, i compagni di cordata, la propria forma fisica. Ci sono un’infinità le variabili che influenzano l’approccio alla vetta.

Nel mio caso, c’è un aspetto che non è mai cambiato in questi trent’anni di escursioni: l’intima soddisfazione di un traguardo raggiunto con le proprie forze, un sentimento che si rinnova e si rafforza ogni volta.

PIU’ VICINI A DIO

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Durante i secoli, le vette del pianeta sono state in gran parte popolate di simboli religiosi, come se salire di qualche migliaio di metri potesse far sentire la presenza di Dio più vicina. Dio è ovunque, nell’aria che respiriamo, in un fiore che sboccia, negli occhi dei nostri figli; Dio è nella forza di andare avanti, giorno dopo giorno, senza mai mollare.

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IL MONTE BIANCO

La conquista delle grandi montagne ha origini antiche: la prima ascensione per il versante francese  del Monte Bianco ( 4810 ) risale addirittura al 1786. Una salita da veri pionieri, da parte dei francesi Jacques Balmat e Michel Gabriel Pascal.

IL CERVINO

Nel secolo successivo fu la volta del Cervino ( 4478 ), la cui sagoma è probabilmente la più nota dell’intero arco alpino. Dopo numerosi tentativi, una spedizione di sette uomini, capitanata dal britannico Edward Whimper, raggiunse la vetta nel 1865. Fu il preludio alla tragica discesa, che vide perire quattro elementi della cordata: il fascino della sfida. Oltre la razionalità, la montagna è anche questo.

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OLTRE GLI OTTO MILA METRI

Il Ventesimo Secolo fu teatro, invece, della competizione himalayana fra le più importanti Nazioni, per la conquista delle quattordici vette oltre gli ottomila metri. In primo piano anche l’Italia, con la salita nel 1954 della seconda montagna del pianeta, lo splendido K2 ( 8609 ), bello e maledetto. Autori dell’impresa Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, con il contributo decisivo del grande Walter Bonatti.

I QUATTORDICI GIGANTI

Negli anni Ottanta, la corsa agli “ottomila” si spostò a livello individuale, sul primo uomo in grado di scalare tutti i quattordici giganti. Protagonisti il fortissimo polacco Jerzy Kukuczka ed il grande Reinhold Messner, vincitore della sfida con la salita al Lhotse ( 8516 ) nel 1986. Le imprese sono continuate nei decenni successivi, itinerari impressionanti, vie sempre più estreme, tutto in velocità, quello che pochi anni prima pareva impossibile si è avverato, i limiti si spostano, ma verso dove?

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PICCOLE VETTE DI OGNI GIORNO

A me è accaduto l’opposto, col passare degli anni il significato verticale di vetta ha lasciato più spazio a quello orizzontale. Da itinerari tecnicamente abbastanza impegnativi, mi sono orientato verso esperienze diverse, sempre con la montagna in primo piano, ma più “intimamente avventurose”. Il mio significato di vetta è divenuto mano a mano più personale ed originale. Vetta significa qualsiasi traguardo io abbia davanti, piccolo o grande che sia, da raggiungere con passione e determinazione.

Uno degli aspetti che differenzia le persone normali da quelle speciali ritengo sia anche questo; sempre una vetta di fronte a noi da conquistare.

Una vetta per essere più completi, una vetta per essere migliori, una vetta per essere….felici.

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