Itinerario in Val D’Aosta al Rifugio Nacamuli

In cammino verso il Rifugio Nacamuli, incastonato nell’aspra e selvaggia Valpelline. Fra bivacchi e rifugi, in una zona insolita, ma affascinante della Val D’Aosta


Di Federico Zerbo

Non tutti hanno il privilegio di incontrare e scoprire la vera essenza della montagna. Una montagna selvaggia, incontaminata, dai grandi spazi, dall’ampio respiro, a volte dura, aspra, ma sempre sincera, bisognosa a sua volta di onestà e sincerità.

Queste caratteristiche le ho trovate in Valpelline, valle forse non conosciutissima, posta al centro della Val d’Aosta, poco soggetta al turismo di massa, ma in grado di offrire spunti escursionistici ed alpinistici sensazionali.

Rifugio Nacamuli

Quando ne parlo, la descrivo come una valle di “vera” montagna: pochi alberghi, pochi bar, ma tanti rifugi e bivacchi, un’infinità di itinerari. In Valpelline il vero camminatore itrova tutto quello di cui ha bisogno. Il dominatore incontrastato di questa zona della Valle d’Aosta è lo splendido “Grand Combin” (m 4314), contornato da una serie impressionante di cime, una più bella dell’altra. Il racconto odierno riguarda il Rifugio Nacamuli (m 2828), il cui itinerario è pienamente in sintonia con le caratteristiche aspre e selvagge della Valpelline.

Da Aosta si percorrono 32 km fino al fondovalle, giungendo presso il piazzale della diga di Place Moulin. Inizialmente si prende il sentiero che porta al rifugio Prarayer ( m 2005 – 1 ora ), situato al termine dell’invaso artificiale di Place Moulin. Entro breve, una deviazione sulla sinistra ci porta su comoda sterrata nei pressi dell’alpeggio di Arpeyssaou ( 2119 ).

Rifugio Nacamuli

Dopo un tratto in leggera discesa iniziamo a salire nella comba d’Oren, la progressione sul versante sinistro del torrente è dolce, a quota 2211 si raggiungono le baite Garda. Si prosegue ancora sulla sinistra fino ad un pianoro al limite della morena del ghiacciaio d’Oren, qui si taglia decisamente a destra su faticosa pietraia, l’ambiente si fa aspro, ma è una delle ragioni per cui siamo arrivati fin qui. Costeggiando il torrente sempre a destra, dopo il possibile incontro con qualche nevaio, inizia la parte di gran lunga più impegnativa. Si sale lungo un ripido pendio roccioso attrezzato, per viaggiare in sicurezza sono indispensabili esperienza e buona forma fisica, un errore può molto spesso avere serie conseguenze.

Rifugio Nacamuli

Giunti al termine delle roccette, il rifugio è finalmente visibile, mancano poco meno di 200 metri di dislivello, coperti con qualche tornante e l’attraversamento di alcuni nevai più o meno estesi a seconda dell’avanzamento della stagione estiva.

In breve siamo al vecchio rifugio Col Collon (2818 – incustodito) e subito dopo al più accogliente e moderno Rifugio Nacamuli (2828), ricostruito nel 1994 ed intitolato all’alpinista Alessandro Nacamuli, del CAI di Torino. Le nostre tre ore di faticosa salita sono ripagate, possiamo usufruire di un confortevole ristoro in un ambiente straordinario. Era ciò che desideravamo ed è quello che abbiamo raggiunto con le nostre forze, con il nostro entusiasmo.

Rifugio Nacamuli

ESCURSIONI CHE PARTONO DAL RIFUGIO

Dopo un pernottamento, le escursioni che il Nacamuli offre sono svariate, ma quasi tutte necessitano di esperienza ed attrezzatura alpinistica. La più “democratica” è senz’altro quella al Col Collon (3114 – 1 ora – per escursionisti esperti), che separa i ghiacciai d’Oren e di Collon. Dal colle i più preparati possono raggiungere lo spettacolare Eveque (3716), salita su ghiacciaio con passaggi di secondo grado su roccia.
In alternativa, dalla parte opposta, la candida Becca d’Oren (3532), non difficile ma su ghiacciaio piuttosto crepacciato e con un ripido pendio finale.

Rifugio Nacamuli

Il premio è un panorama grandioso sul Grand Combin ed il Dent d’Herens (4171). Ricordo la mia ascensione nel 2002 come se fosse ieri: l’immortalità della montagna, l’immortalità delle emozioni. In ogni caso, una volta terminata la discesa e smaltita la fatica, il desiderio è uno solo, quello di ritornare, di continuare a sognare e respirare a pieni polmoni nella splendida e selvaggia Valpelline.

INFORMAZIONI UTILI

Località di partenza: Place Moulin ( 1970 )
Arrivo: Rifugio Nacamuli

Difficoltà – E/E
Dislivello – 860 m
Tempo di salita – 3/ 3.30 ore
Tempo di discesa – 2.30/3 ore
Periodo consigliato  – Da giugno a settembre
Ascensioni consigliate – Eveque e Becca d’Oren.

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