Il Museo Plessi sull’Autostrada del Brennero

Testo e foto di Giovanna Dal Magro

Nel 1995 in seguito all’entrata  in vigore degli accordi di Schengen il confine del Brennero, che dalla fine della prima devastante guerra mondiale divideva l’Italia dall’Austria, ha cessato di esistere ed il Passo del Brennero ha assunto un ruolo nuovo di spazio di connessione e d’incontro tra le comunità della nuova Europa.   

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La Società Autostradale del Brennero ha trasformato un’area doganale in un interessantissimo Museo dedicato all’artista Fabrizio Plessi. Nel sostare in quest’area lasciando l’assolata e trafficata autostrada ed entrando nel modernissimo edificio si ha una percezione immediata di serena tranquillità dovuta alle opere e alle installazioni di Fabrizio Plessi, acque che scorrono virtualmente senza soluzione di continuità, alberi ad alto fusto, sassi e rocce.  

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ARTE CONTEMPORANEA INTERNAZIONALE

Plessi è uno dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale ed iniziò il suo lungo e felice percorso negli anni sessanta con varie performances e lavorando sempre su temi legati all’acqua, in seguito aggiunse il fuoco e le primordiali forze della natura, le sue videoinstallazioni e le sue videosculture combinano monitor con strutture in legno, ferro, pietre, oggetti o materiali diversi dando luogo a soluzioni di forte impatto emotivo.  

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Nella sua carriera Plessi ha esposto in 500 mostre, in 14 Biennali d’Arte e in 130 Musei e quest’anno ha ricevuto il Premio Pascale a Polignano e tra le parole più significative della motivazione di questo premio spiccano quelle di ideatore di coinvolgenti spettacolari videostrutture e videoinstallazioni ambientali. La realizzazione del Museo Plessi è un unicum all’interno del  panorama delle aree di servizio di un’infrastruttura autostradale in Europa e probabilmente nel Mondo.

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UNA SPERIMENTAZIONE UNICA IN EUROPA

Si tratta di un’architettura dalle forme contemporanee inserita in un contesto paesaggistico straordinario desinata a diventare una vera porta per chi transita in questo valico alpino. L’opera che oltre allo spazio espositivo ospita al suo interno una sala conferenze, un punto di ristoro, uno spazio di servizio porta la firma dell’Ing. Carlo Costa e rappresenta una sperimentazione ben lontana dalle tradizionali e omologate stazioni di servizio.
 
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