Escursione sul Monte Antola

Di Debora Bergaglio, con foto di Vittorio Puggioni

I luoghi di confine hanno sempre qualcosa di magico. Appartenere a più territori e affacciarsi su diverse vallate, guardando differenti versanti, trasmette il brivido di non appartenere veramente a nessuno, se non a se stessi. Di essere al di sopra di tutto e di tutti. Ecco, se fosse una persona, il Monte Antola potrebbe sentirsi così, al di sopra delle parti, in un certo senso.

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Col suo versante ligure, (ricade nei Comuni di Comuni di Valbrevenna e Propata) che lo rende una delle montagne più amate dei genovesi, e con quello piemontese (ricade nel Comune di Carrega), che ne fa una vetta di grande fascino, l’Antola è divenuto una meta di cammini ed escursioni costanti in tutti i periodi in cui il clima lo consenta. Qualcuno, fra i più allenati e coraggiosi, ci viene anche d’inverno, ma la tarda primavera offre lo spettacolo della fioritura dei narcisi e quell’aria tersa, pura, frizzante che ristora dal caldo umido dell’estate alle porte. E’ una meta ideale per un’escursione di una giornata, oppure per un week end tra i monti, pernottando al rifugio.

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Per giungere alla sua croce ci sono diversi sentieri, a seconda del punto di partenza. Per i piemontesi è più comodo partire da Casa del Romano, risalendo la splendida Val Borbera in direzione Carrega.

TANTI CAMMINI, UNA SOLA VETTA

I genovesi possono invece partire da Torriglia, Bavestrelli, Caprile e Crocefieschi, con escursioni di diversa durata e difficoltà.  

Da Bavestrelli, seguendo l’itinerario più diretto, si impiegano circa 2 ore con un dislivello di 600 metri.
Da Crocefieschi, transitando per  il passo dell’Incisa, ci vogliono  circa 4 ore e 30  con un dislivello di 600 metri.
Da Caprile, si raggiunge il passo delle Tre Croci e si impiegano circa  2 ore e 30 con un dislivello 600 metri.
Da Torriglia si arriva in vetta in circa 3 ore con un dislivello di 830 metri.

E poi c’è il sentiero da Casa del Romano, che dura circa due ore con un dislivello di 350 metri, percorso dal nostro fotografo Vittorio Puggioni, durante un meraviglioso workshop di fotografia per catturare la bellezza di questo paesaggio incontaminato compreso all’interno dell’area del Parco dell’Antola.

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Ecco una sua descrizione del Monte Antola:

Con i suoi 1600 metri scarsi di altitudine, non si può dire che l’Antola sia una montagna molto elevata, ma la sua posizione geografica ne fa un luogo di grande suggestione. Dalla sua vetta, sovrastata da una grande croce bianca, si gode di un panorama a 360° che spazia dalla Liguria al Piemonte. Da un versante si possono vedere le valli dell’entroterra ligure con il lago del Brugneto, fondamentale risorsa idrica per la città di Genova. Voltandosi di 180° si ha difronte il versante appenninico del Piemonte, mentre lo sguardo attraversa la Pianura Padana fino ad incontrare la catena delle Alpi. Nelle giornate limpide sono ben visibili il Gruppo del Monte Rosa, il Cervino ed il Monviso, in uno spettacolo che toglie il fiato.

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La sensazione di essere su uno spartiacque la si vive in pieno percorrendo il sentiero che partendo dalla Casa del Romano risale la dorsale panoramica fino alla vetta del monte, attraverso magnifici boschi di faggio. Ma il panorama mozzafiato non è il solo spettacolo di cui si può godere in questi luoghi; in primavera il terreno sembra prendere vita, invaso dalla fioritura di migliaia di narcisi. L’Antola è anche un luogo accogliente e il rifugio omonimo, immerso nella vegetazione su di una sorta di terrazza naturale, dista pochi minuti dalla vetta del monte. Una piccola cappelletta situata a metà strada tra il rifugio e la vetta, accoglie chi desidera un momento di raccoglimento. Vengo spesso quassù, e seduto in vetta sotto la croce, spesso spazzata dal vento lascio che lo sguardo si disperda nel panorama, mentre i pensieri gli corrono dietro…(Vittorio Puggioni)

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Ed ora il racconto di un’escursione da Torriglia che si è svolta il 9 maggio del 2013 e di cui sono protagonisti Gianni e Franca. Ringraziamo in particolare la Sig.ra Franca Caluzzi per la gentile concessione di questo testo tratto dal suo sito www.escursioniliguria.it, dove troverete numerose altre escursioni e utili informazioni.

Vi consigliamo, in particolare, i suoi diari, dove si annotano appunti e sensazioni sulle varie escursioni verso la vetta dell’Antola: lemiegite.escursioniliguria.it/monte_per_monte/antola

Il M. ANTOLA da Torriglia

Di nuovo in cammino verso l’Antola! questa volta da Torriglia. L’occasione è nata perché i nostri amici hanno in programma la traversata Vallenzona-Torriglia e noi abbiamo intenzione di raggiungerli sulla vetta del monte e fare insieme la discesa. Sono le 8 e 20 e ci incamminiamo sul sentiero dei due pallini gialli. Superiamo il paese di Donetta e alle 10 siamo al Passo dei Colletti.
Ci lasciamo alle spalle la ripida salita e iniziamo i dolci saliscendi sulla dorsale che domina la conca del Brugneto. Da sabato ad oggi le chiome degli alberi sono ancora più ricche e il verde luminoso della primavera domina il paesaggio. Povera casa del Piccetto! Dell’antica stazione di posta per le carovane dei muli rimangono pochi muri e un cumulo di macerie. Troppo tempo è passato. Siamo alla casa del Musante. Ehilà! Primo incontro. Un viso amico, Enrico, sull’Antola anche lui.

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A mezzogiorno e mezzo la vetta. Un “runner” sistema le bandierine per la gara podistica “Le Porte di Pietra”, 73 chilometri e 4000 metri di dislivello nella Val Borbera. Una follia, eppure i partecipanti pare siano 900.
Che ne è dei nostri amici? Telefoniamo e scopriamo che la traversata da Vallenzona è andata in fumo perchè a Busalla la corriera non c’era, che hanno dovuto cambiare itinerario e sono partiti da Avosso, che è lontana, e che hanno fatto tutta la Costa Gallina e ora sono fermi alla Cappella dei Bucci, per mangiare. La Cappella dei Bucci è appena sotto la casa del Piccetto. Solo Renato ha proseguito e vuole arrivare sull’Antola. Dobbiamo sbrigarci se vogliamo almeno salutarli. Di buona lena scendiamo e a ritroso facciamo la strada dell’andata. Secondo incontro, poco prima del tavolo con le panche: Renato. Lui sull’Antola ci vuole arrivare e infatti ormai gli manca poco.
Proseguiamo veloci per unirci agli altri che, nel frattempo, stanno scendendo verso Donetta. Sui saliscendi corriamo letteralmente ma, se non ci aspettassero al Passo dei Colletti, non li raggiungeremmo mai. Eccoli i nostri pazienti amici. Lodovico scatta una foto, qualcuno è già sceso, Renato arriverà. La discesa si fa ripida, Donetta è sul fondo. Da qui seguiamo il sentiero che taglia la strada asfaltata e in breve arriviamo a Torriglia (15,30). Fine della gita.
Dimenticavo di parlare del tempo: discreto con nuvole di passaggio, niente freddo, niente caldo. Se non fosse per il fango una giornata ideale. (Gianni e Franca)

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E pensare che questo monte che oggi richiede alcune ore di cammino, un tempo era una tappa abituale della via del sale lombarda. E pensare che era attraversato da mulattiere che salivano dal fondo valle. E pensare che fino alla metà del XX secolo era percorso quasi giornalmente da tanti mercanti e contadini dediti agli scambi commerciali, in cammino verso le fiere del bestiame e i grandi centri dell’entroterra o della costa.

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