Escursione di primavera al Monte Alfeo

Nel cuore delle quattro province, fra Genova e Piacenza, un’escursione magica e selvaggia al Monte Alfeo.


La proposta primaverile di questa settimana è il Monte Alfeo, una selvaggia cima appenninica di 1.651 mt posta al confine fra le province di Genova e Piacenza, nel Comune di Ottone.

L’itinerario è uno dei più classici e parte dalla località di Capanne di Carrega (1.367 mt ), raggiungibile percorrendo in auto la splendida Val Borbera, toccando le località di Cabella Ligure e Carrega.

Il percorso, non particolarmente difficile tecnicamente è comunque adatto a buoni camminatori. Ha una lunghezza complessiva fra andata e ritorno di 16.5 km, con un tempo di salita di 3/3.30 ore e di 2.30/3 ore per la discesa.

Monte Alfeo

Il dislivello fra partenza e arrivo è modesto, poco meno di 300 mt, ma i continui saliscendi lo fanno lievitare considerevolmente, sino a sfiorare gli 800 m a fine gita. Si parte in direzione del Monte Carmo ( m 1640) che domina Capanne di Carrega e lo si lascia dopo circa 20 minuti, sulla nostra sinistra per proseguire in direzione nord est verso il nostro obbiettivo.

Qui inizia la parte più godibile, emozionale della gita verso il Monte Alfeo. Ci accoglie uno splendido bosco di faggi, dolci saliscendi ed un’esposizione favorevole rendono questo tratto emozionante…quasi commovente.

Ho percorso una decina di volte questo itinerario ed ogni volta il miracolo si ripete, mi pervade un’intima sensazione di pieno controllo, di totale immersione e sintonia con l’ambiente circostante. I tappeti di foglie, i prati, il calore del sole che scalda il viso ed il cuore…questi sono i miracoli della nostra esistenza, la nostra origine ed il nostro traguardo.

Monte Alfeo

Superata la metà del tragitto, si scende decisamente verso destra, risulta ora ben visibile l’abitato di Bertone, dal quale parte un altro itinerario sicuramente più agevole. Il terreno comincia a farsi un poco più impegnativo, ma ormai la piramide del Monte Alfeo è lì…a portata di scarpone. Giunti all’ultimo bivio che a destra porta a Bertone, si piega decisi a sinistra per affrontare l’ultimo tratto, che percorre la cresta sud occidentale.

Qui gli amanti dell’acido lattico trovano pane per i loro denti, mezz’ora di sentiero ripidissimo sulla cresta erbosa, che si addolcisce solo nell’ultimo tratto. La vetta è segnalata dalla presenza di una statua della Madonna col Bambino e dopo la fatica finale giunge propizia.

Qui i “follower” della Val Borbera trovano una piacevole sorpresa, tutte le vette dell’alta valle allineate, dall’Ebro all’Antola, passando per il Chiappo, il Rondino e il Carmo…tutte viste da una prospettiva insolita ed emozionante.

Monte Alfeo

Dopo un doveroso ristoro ci attende il ritorno per lo stesso itinerario, per il quale è necessario non molto meno tempo, vista la numerosa presenza di saliscendi. Quindi si parte, forza, passione, cuore e respiro.
Al termine la stanchezza fa capolino, ma l’esperienza è stata speciale, l’ambiente straordinario, noi lo abbiamo rispettato e lui ci ha accolto…siamo stati suoi ospiti ed è stato benevolo.
Ci ha lasciato un segno indelebile…il Monte Alfeo, magico e selvaggio.

Di Federico Zerbo

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