Désarpa, la transumanza delle valli valdostane

Di Debora Bergaglio e Vittorio Puggioni

Quest’anno si è svolta il 4 Ottobre 2014, ma ogni anno si ripete puntuale a cavallo fra Settembre ed Ottobre, per rievocare, vivere e trasmettere ai turisti, ai bambini e agli abitanti del luogo una tradizione che fa parte del territorio ed è impressa negli occhi della sua gente.

buonviaggioitalia_desarpavaldaostaLa Dèsarpa, di cui vi abbiamo già raccontato, ma che non smette di affascinarci, è l‘allegra transumanza valdostana durante la quale le mandrie scendono nelle stalle a valle dopo il periodo degli alpeggi estivi. La Désarpa è tradizione, ma è anche festa; è un’occasione per riflettere, per sintonizzarsi con i ritmi della natura e degli animali, per rivivere gesti e momenti della vita di montagna, dei nostri anziani e del loro duro, faticoso, ma pur sempre gratificante e armonioso, lavoro.

Quest’anno il nostro fotografo Vittorio Puggioni, amante della montagna e conoscitore della Val D’Aosta, ha seguito passo dopo passo, scatto dopo scatto, il viaggio della mandrie dall’alpeggio al paese di Saint-Nicolas e ce lo racconta attraverso immagini e sensazioni, nella speranza che anche in voi sorga il desiderio di voler vivere di persona quest’affascinante esperienza “turistica”, ma non solo.

Foto e testo di Vittorio Puggioni

Arrivo all’alpeggio che è ancora buio: sette gradi e una leggera nebbiolina. A quasi 2000 metri di altitudine l’aria fresca dell’alba mi riempie i polmoni e cancella le ultime tracce della levataccia.

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Percorro l’ultimo breve tratto in salita e raggiungo le stalle e la casa. Uno dei due cani mi corre incontro festoso, mentre uomini e donne sono già al lavoro di buona lena, le cose da preparare sono tante, non si portano a valle solo le vacche, ma con esse anche tutto l’apparato tecnico che ha fatto funzionare, diciamo così, l’alpeggio durante l’estate.

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Ci salutiamo, in casa la luce in cucina è accesa e un buon profumo di caffè esce dalla porta di ingresso aperta; pochi istanti dopo posso anche assaporarne l’aroma. Si spazzolano e si preparano le vacche, si carica il materiale, si tirano fuori i campanacci che verranno indossati dalle vacche e i boschet che andranno ad adornare la regina del latte e la regina delle corna.

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Si lavora veloci in sintonia, mentre i bambini giocano con i cani, che a loro volta vanno avanti e indietro impazienti. Finalmente tutto è pronto: una vacca alza il muso ed emette un sonoro muggito che si spande nella conca alpina, sarà un caso, ma a me sembra il segnale che si può partire. Una ad una le vacche escono dalla stalla.

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Inizia la desarpa e la mandria intraprende il suo cammino verso valle. Scendiamo lungo il sentiero e poi lungo la strada sterrata che attraversa la conca. I cani corrono avanti e indietro e tengono unito il bestiame. E’ una moltitudine di zoccoli, corna e code dondolanti che si sposta alzando la polvere e spostando, a volte, i bassi rami dei larici. Camminiamo e il suono dei campanacci copre le nostre voci, costringendoci spesso ad alzare il volume.

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I bambini tengono il passo degli adulti, solo la più piccola ogni tanto si riposa sulle spalle di qualcuno. Risaliamo il versante della conca e scolliniamo in prossimità di un laghetto per ridiscendere lungo il versante del monte. Il panorama, ora che si è fatto giorno, toglie il fiato e davanti a me posso vedere cime innevate e ghiacciai lambiti dal sole. Le vacche a tratti corrono e qualcuna è un po’ indisciplinata, ma uomini e cani le riconducono immediatamente all’ordine.

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Osservo la scena, mentre scatto le foto e la sensazione che provo è: armonia. Attraversiamo un piccolo villaggio di pietra e molti turisti scattano qualche foto, sorpresi e incuriositi dallo spettacolo. Non manca molto al paese di Saint-Nicolas, la nostra meta, un ultimo controllo all’addobbo delle due regine e si riprende. Scendiamo e dopo una curva ecco il paese.

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Tante persone ad attendere le mandrie che scendono dagli alpeggi. Qualcuno applaude, altri si sporgono per stringere le mani, altri salutano, tutti sono incantati da questo grande spettacolo che altro non è se non la rappresentazione veritiera della vita di montagna, una vita sana a cui in molti, di questi tempi, stanno pensando valga la pena di ritornare.

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Le vacche infine raggiungono il loro recinto nel grande prato, che ospiterà anche tutte le altre provenienti dai vari alpeggi. Sono tutte raccolte e mangiano placidamente l’erba; ora le attende lo svernamento nella stalla a valle.

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E’ il momento di salutarci, non servono molte parole, basta una stretta di mano e il sorriso che ci trasmette la sensazione di aver partecipato ad un evento davvero speciale, a cui non tutti hanno la fortuna di assistere. Saluto anche i cani e uno dà la zampa, come a dire “ buon lavoro amico…”

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INFO

www.comune.saint-nicolas.ao.it
www.regione.vda.it

COME ARRIVARE A SAINT-NICOLAS

Autostrada della Valle d’Aosta:
Uscita di Saint-Pierre: prendere direzione per Courmayeur, superare il castello di Sarre e giunti all’abitato di Saint-Pierre, seguendo il cartello stradale, svoltare a destra; la strada scende leggermente per un brevissimo tratto per poi risalire immettendosi nella strada principale che porta a Saint-Nicolas. Da questo punto si percorrono circa 9 km prima di raggiungere il paese di Saint-Nicolas.

Per gli amanti dello sci di fondo, il paese ospita una bella pista che si snoda in uno scenario vario, tra pianori, boschi e tratti aperti molto panoramici.

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