Vinodentro, al cinema in Trentino

Alla scoperta degli aspetti scenografici di un territorio scelto spesso quale set di diversi film, tra cui Vinodentro, pellicola girata proprio in Trentino


di Auro Bernardi

Tra le film-commission più attive d’Italia spicca quella di Trento: un piccolo territorio, ma di grande pregio paesaggistico e culturale con una altissima vocazione enogastronomica. Tutto questo si ritrova in un film, Vinodentro, che nel cast comprende attori come Giovanna Mezzogiorno e la star internazionale Lambert Wilson. Regista il 51enne milanese Ferdinando Vicentini Orgnani, noto soprattutto come autore di documentari, film per la tv e docufiction tra cui Ilaria Alpi-Il più crudele dei giorni, sull’omicidio della giornalista del Tg3 e del suo operatore Miran Hrovatin.

Vinodentro - Film in piazza duomo Trentino
 LA TRAMA

Vinodentro - Vincenzo Amato attore in TrentinoLa storia di Vinodentro è un’ironica reinterpretazione del mito faustiano che ha per protagonista Giovanni Cuttin (Vincenzo Amato), un umile bancario astemio, sposato con Adele (Mezzogiorno). La sua vita cambia all’improvviso quando conosce un fantomatico “professore” (Wilson) che lo inizia al gusto del bere e gli pronostica un futuro vincente.
Giovanni, in effetti, passa di grado, si prende qualche rivincita sui colleghi che lo vessavano e diventa un espertissimo enologo con una collezione di bottiglie da capogiro. A cominciare dai prezzi. Il successo, però, ha il suo rovescio nella crisi matrimoniale dovuta anche a Margherita (Daniela Virgilio), una bellissima e misteriosa donna che seduce Giovanni e, forse, lo spinge al delitto. Dopo una notte brava l’uomo finisce infatti davanti al commissario Sanfelice (Pietro Sermonti), che lo sospetta di essere l’assassino di Adele, ma che gli mostra anche una larvata simpatia per essere a sua volta un appassionato enologo. Finale aperto, grazie all’intervento demiurgico del sempre più ineffabile professore.

Vinodentro - Alto Adige vigneti

Vigneti in Alto Adige

LOCATION DI GRANDE SUGGESTIONE

Raramente ambientazione scenica e plot sono andati così a braccetto come in questo film. A partire proprio dalle battute iniziali con l’elogio del Marzemino, un rosso autoctono citato nel Don Giovanni di Mozart, il cui libretto si deve al veneto Lorenzo Da Ponte. E proprio come in un melodramma, la storia di Giovanni si dipana in un crescendo di colpi di scena e citazioni enologiche sempre più ardite. Tra location di grande suggestione. Il primo appuntamento con Margherita avviene, per esempio, ai tavoli dello Scrigno del Duomo (www.scrignodelduomo.com) celebre ristorante e wine bar affacciato sulla magnifica piazza principale di Trento.

Vinodentro film in Trentino - Piazza Duomo

L’ambiente dalle linee moderne che fa da cornice alla degustazione in cui Giovanni sbaraglia tutti i concorrenti è invece il Mart di Rovereto (www.mart.trento.it) il più importante polo d’arte moderna del territorio. (foto sotto)

Vinodentro - museo Alcune scene girate tra i filari delle viti hanno sullo sfondo l’inconfondibile sagoma di Castel Beseno (www.buonconsiglio.it) l’imponente fortezza, sentinella della Val Lagarina. Altra location, l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, che dal 1874 sforna i tecnici e gli imprenditori del comparto enogastronomico trentino. Le scene girate in montagna hanno invece come cornice il gruppo dolomitico delle Pale di San Martino, al confine con il Veneto.
Classico esempio di geografia immaginaria cinematografica in quanto, secondo il narrato, dovrebbero trovarsi a pochi minuti dalla città. Alcuni interni sono quelli di Villa Bortolazzi all’Acquaviva, (www.villabortolazzi.it) splendida dimora seicentesca di campagna a metà strada fra Trento e Rovereto. Ma al di là delle singole location è l’intero centro storico di Trento, con le sue strade acciottolate, i vicoli, le facciate austere eppure accoglienti che rendono il thriller una gradevole passeggiata nell’anima di una bellissima città d’arte.

UNA CITTÀ DA (RI)SCOPRIRE

Il film di Vicentini Orgnani può dunque essere, allo stesso tempo, una vera e propria guida turistica o anche, più semplicemente, lo stimolo per visitare (o rivedere) il capoluogo trentino. A cominciare da quei monumenti non mostrati nel film, ma imprescindibili per ogni viaggiatore. Come il Castello del Buonconsiglio (foto in copertina), storica fortezza medievale, poi diventato principesca dimora rinascimentale sotto il vescovo Bernardo di Cles, quindi memoria risorgimentale e oggi polo museale d’eccellenza con mostre temporanee di altissimo profilo. Nella Torre dell’Aquila del castello esiste poi uno dei più completi e meglio conservati cicli di affreschi del ‘300 con i lavori agricoli e gli svaghi dei cortigiani rappresentati per ogni mese dell’anno. Vere istantanee dal medioevo.

Il sistema museale della città conta anche altri due poli di rilievo: il Museo Diocesano e basilica paleocristana di Palazzo Pretorio (www.museodiocesanotridentino.it) e il Sass Spazio archeologico sotterraneo (www.dentrotrento.trentinocultura.net). Al primo si accede da piazza Duomo e mostra alcuni resti della Tridentum latina e della basilica paleocristiana che ha lasciato il posto alla successiva cattedrale romanica, al secondo si scende da piazza Cesare Battisti per immergersi nelle fondamenta romane della città in un viaggio a ritroso nel tempo propiziato anche da un video 3D. Ultimo nato tra i musei trentini è il Muse Museo delle Scienze (www.muse.it) disegnato da Renzo Piano.

UNA GUIDA PER VIAGGIATORI GOLOSI

Interessante, oltre che per le collezioni di carattere generale, per la storia naturalistica e geologica del territorio alpino. Vinodentro è naturalmente anche un’ottima guida per il viaggiatore del gusto. E il Trentino un territorio che gli offre molto, proprio a partire dall’enologia.


Che in città ha il suo tempio in Palazzo Roccabruna (www.palazzoroccabruna.it), la casa dei sapori locali. Del Marzemino abbiamo detto, ma come dimenticare il Teroldego, un altro incantevole rosso trentino, mentre sul versante dei bianchi spiccano Müller Thurgau e Gewürztraminer. Discorso a parte meritano poi due altri vini locali: lo spumante Trento doc e il Vino Santo ottenuto dall’uva autoctona Nosiola lasciata passire dopo la vendemmia.

INFO

www.apt.trento.it

Come ci si arriva

In autostrada: A22 Modena-Brennero, uscita Trento Centro.
In treno: Stazione di Trento sulla linea Verona-Innsbruck (Austria).
In aereo: Aeroporto “Catullo” di Verona Villafranca quindi A22 Modena-Brennero.

 

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