Su e giù per la scalinata di Caltagirone

Viaggio fra barocco, ceramica e botteghe, nella Sicilia di Caltagirone, patrimonio dell’Unesco


Testo e foto di Alessandro Tavilla

Una strada provinciale che scorre incontro al sole ancora alto, a tagliare una distesa immensa di verde misto al vivace colore delle terre appena messe a coltura, che danno spazio a una vista ampia che scorge qua e là qualche costruzione in pietra, qualche rudere in disuso, o qualche casolare ancora utile alla causa degli agricoltori della zona.

Caltagirone, Sicilia

Un punto di riferimento continuo alle spalle, ossia l’Etna ancora innevato in cima, a fare da bussola quasi, e l’obiettivo agognato da raggiungere: una scalinata, dal nome sacro, tale Santa Maria del Monte. Dove? Nel regno del barocco. Ma è una risposta ancora troppo generica per comprendere il nome del luogo. Un altro indizio ci vuole, allora? Eccolo: nel regno della ceramica, nella città della ceramica.
Tre indizi, quindi, e la nostra meta è diventata facile da svelare.

UNA GRANDE TRADIZIONE ARTISTICA RELIGIOSA

Barocco, ceramica, scalinata, infatti, in Sicilia significano “Caltagirone”. Pertanto il viaggio in mezzo a quello sconfinato scorcio di Sicilia a tratti aspramente rurale ci spinge fino al paese della provincia catanese che da poco più di 10 anni è diventato Patrimonio dell’Unesco, dal 2002, proprio grazie soprattutto a questi tre preziosissimi storici indizi. Eccoci quindi alle sue porte, superato il bivio della SS124 che a destra porta a Piazza Armerina. Scegliamo la strada a sinistra e arriviamo alle soglie di Caltagirone, che subito si presenta con le sue case basse e antiche che pian piano si arrampicano l’una sull’altra su questa collina dei Monti Erei, dando alla vista questo aspetto di borgo adagiato verso l’alto, con campanili sparsi qua e là a testimoniarne la grande tradizione artistico-religiosa.

Caltagirone, Sicilia

La meta è prossima, quindi: la celeberrima Scalinata di S. Maria del Monte, in mezzo all’altrettanto splendido centro storico del paese. “Abbandonata” l’automobile, ci affidiamo al cammino a piedi per avviarci sulle iniziali pendenti vie che portano nel cuore della cittadina, incontrando subito casualmente un signore del luogo che si definisce da ben 80 anni un “calatino” doc e che si offre di accompagnarci fino alla scalinata, lui che compie ogni giorno quella strada più di una volta per andare a occuparsi di un terreno nelle campagne circostanti.

Caltagirone, Sicilia
Salendo quindi dalla via Vittorio Emanuele, lunga e piena di armoniose curve, si respira subito l’aria tipica di Caltagirone, pregna di arte, creatività e colori, derivanti dalla presenza di centinaia di artigiani della ceramica immersi in alcuni edifici storici. Al termine della salita su questa arteria principale, si giunge nella piazza del Municipio, attraversando la quale ci si ritrova davanti all’agognato traguardo, la Scalinata di Santa Maria del Monte, pezzo pregiato in mezzo a tutti i patrimoni dell’arte barocca sparsi attorno ad essa.

La gradinata di Caltagirone è lì, imponente, colorata, adornata, suggestiva al pari di poche altre al mondo, come del resto da molti esperti è stata giudicata tale. Sono ben 142 i gradoni, costruiti con pietra lavica, e abbelliti su ognuna delle sue alzate da file di mattonelle di ceramica policroma decorate accuratamente secondo motivi richiamanti i diversi periodi e le influenze storiche dal X al XX secolo. Essa nacque infatti all’inizio del ‘600 seguendo una forma più irregolare, per unire la parte vecchia della città, quella superiore che viveva attorno alla Chiesa Madre, che veniva detta della Matrice (per questo la scala a volte è chiamata “della Matrice”), a quella inferiore e più nuova, dove si era spostata la vita istituzionale in primis, grazie alla presenza del Palazzo Senatorio, ancora oggi visibile a poche decine di metri dalla prima rampa.

Caltagirone, Sicilia

UN MUSEO A CIELO APERTO

Per trasformarla in quello che si ammira oggi, bisognerà aspettare il XIX e il XX secolo, in quanto nel 1884 l’ascesa a gradoni venne rifatta con appunto gli attuali 142 scalini simmetrici e continui, e nel 1956, grazie alle indicazioni del professor Antonino Ragona, furono inserite nelle alzate di ogni rampa delle maioliche degli artigiani locali raffiguranti i diversi e svariati motivi di espressioni artistiche evolutesi lungo i mille anni che vanno dall’inizio del secondo millennio alla sua fine, attraverso dieci secoli, spaziando dallo stile normanno a quello spagnolo, dall’arabo al rinascimentale, e poi via via il barocco, l’aragonese, lo svevo, il chiaramontano, senza dimenticare i più recenti quali quelli dell’ottocento e dell’era contemporanea.

Una vera opera d’arte, quindi, e ancor più si può dire un museo a cielo aperto, protetto ai propri lati da due schiere di abitazioni antiche che raccontano dalle facciate, dai balconi e dal loro interno, del ricco passato che conserva Caltagirone.

Caltagirone, Sicilia

Ovviamente, una volta superato lo stupore per la vista di questa ascesa, il desiderio è proprio quello di affrontarla – recuperando prima il fiato tolto dalla bellezza della sorpresa – gradino dopo gradino, alla scoperta di ogni suo dettaglio, puntando alla cima e alla Chiesa della Matrice, e soprattutto alla conquista della vista panoramica su questo Patrimonio barocco dell’Umanità.

Caltagirone, Sicilia

Ogni tanto è bello voltarsi un attimo ed accorgersi dell’effetto della salita, con il paesaggio che passo dopo passo si allarga, e con frammenti di Caltagirone che via via spuntano nello scenario e si mostrano all’improvviso a completare quel puzzle immenso che si concede agli occhi col suo fascino. Specialmente al momento precedente all’imbrunire, quando il sole calante picchia sulle mura delle abitazioni e delle chiese, donandogli quel caldo colore simile a un giallo bruciato dalla storia, sicuramente ispiratore dei bravissimi artigiani della ceramica calatina.

Caltagirone, Sicilia E allo scalino numero 141, ancora un ultimo sforzo ed ecco la cima, sulla piazza della Chiesa S. Maria del Monte, dove ci si imbatte subito su un muro coperto per diversi metri da un’estesa opera in maioliche policrome che riproduce la “Conduzione della campana di Altavilla a Caltagirone”.

LA FESTA DI S. GIACOMO

Trovarsi lì e vedere la gran mole di rampe superate dona una grandissima soddisfazione, mentre ci si abbandona a un po’ di riposo da cui si esentano solo gli occhi che continuano ad ammirare a valle il paesaggio tanto promesso, in cui spicca più lontana – ma poi non così tanto – la storica e bellissima Chiesa con campanile di S.Giacomo, patrono della cittadina, al quale il 24 e 25 luglio di ogni anno viene dedicata una suggestiva festa che ha come teatro proprio la Scala di S. Maria del Monte, che per l’occasione viene illuminata da centinaia di lumini sistemati lungo le sue rampe, a formare un gigantesco disegno luminoso alla sera con un tema diverso annualmente, che si può contemplare dalla base della scala, e che ha un suo secolare e laborioso rito preparatorio che inizia settimane prima dell’evento.

Caltagirone, Sicilia

Caltagirone però non è solo in questi 142 scalini, ma è anzi una cassaforte di innumerevoli altri tesori che vanno dal palazzo della Corte Capitaniale, uno dei pochi rimasti in piedi dopo il terribile terremoto del 1693, al già citato palazzo Senatorio, alle chiese di S. Giuseppe, di San Francesco di Assisi, di S. Giuliano (il Duomo), allo storico Tondo Vecchio, stupendo esempio di arte barocca, al ponte di San Francesco, anch’esso decorato con le maioliche a colori verde, giallo e azzurro.

Caltagirone, Sicilia

L’INSEDIAMENTO DEI GENOVESI

E quindi, una volta superata la piacevole fatica della scalata della celebre scalinata, il consiglio è quello di perdersi tra questi gioielli del passato e lungo le viuzze di tutto il centro, compresi gli stretti carruggi derivanti dall’insediamento dei genovesi al principio dell’anno 1000, per curiosare tra le innumerevoli botteghe dei maestri artigiani lavoratori della ceramica, ad ammirarne la tecnica di realizzazione e decorativa, che sfocia poi in ogni tipo di creazione: vasi dai colori accesi, piatti, oggetti di uso casalingo, portacandele, mattonelle, campane, e tutto ciò che la fantasia ispirata da questa aria piena di storia può regalare, tramandando di generazione in generazione quest’arte immortale.

Caltagirone, Sicilia

La scoperta quindi è continua, e dopo questo racconto noi torneremo sicuramente a Caltagirone nel periodo della festa estiva di San Giacomo, per raccontarvi anche questa tradizione e cosa si prova nell’assistervi al momento dell’illuminazione della Scalinata.

Caltagirone, Sicilia

Perché, come ci disse il calatino Doc ottantenne incontrato all’inizio della nostra scoperta, “in quei due giorni di luce viene realizzata un’ulteriore opera d’arte che non si può perdere”. E noi non la perderemo, perché se è vero che Caltagirone è stata insignita dall’Unesco del titolo di Patrimonio dell’Umanità, allora un po’ appartiene anche a tutti noi, ed è sempre emozionante conoscere per bene le meraviglie che possediamo.

Come si arriva:

In Auto:
-Da Messina/Catania: Autostrada A18 fino a Catania, poi SS147 Gela/Caltagirone, poi indicazioni per Caltagirone Nord
-Da Palermo: Autostrada A19, uscita Enna verso Piazza Armerina-Caltagirone
-Da Siracusa: Prendere SS114 fino a svincolo Ragusa, e poi SS194 fino a svincolo per Caltagirone

In Treno:
Stazione Ferroviaria di Caltagirone

In Autobus:
Compagnie Sais Autolinee ed Etnabus

In Aereo:
Aeroporto Fontanarossa di Catania
Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo
Aeroporto di Trapani Birgi