Quadrilatero Unesco, tappa a Pieve di Cento

Lunghe file di portici accompagnano il cammino tra le vie di Pieve di Cento, cittadina medievale che riserva tante sorprese fra arte, palazzi e leggende


Il nostro itinerario lungo il Quadrilatero dell’Unesco prosegue  alla volta di Reggio Emilia, ma prima di raggiungere questo notevole capoluogo nel cuore della Contea di Matilde di Canossa, una tappa d’obbligo è a Pieve di Cento.
Ci sono piccoli centri che possono riservare molte sorprese e mostrare grandi cose. Pieve di Cento possiede questi requisiti. Posta al centro del territorio fra Bologna, Ferrara e Modena è sintesi di antichi insediamenti messi ripetutamente a repentaglio sia dalle inondazioni provocate dal vicino fiume Reno, sia dalle guerre e scorribande succedutesi in ogni secolo.

Pieve di Cento chiesa

Il turista non è mai solo quando passeggia per questa piccola città, perché ci sono i portici ad accoglierlo e a proteggerlo.  Chilometri di fughe di portici lo guidano nel centro storico e gli raccontano segreti e curiosità della vita quotidiana cittadina. E sono i portici che, più di ogni altro monumento, creano l’aspetto caratteristico di Pieve di Cento.

UN’ATMOSFERA MEDIEVALE

Pieve di Cento - Annunciazione del GuercinoOvunque si respira un clima di trascorsi medievali: nella  Rocca (sede Museo Civico), costruita nel 1387 dall’architetto Antonio Di Vicenzo che fu tra i realizzatori della Basilica di S. Petronio a Bologna, e nell’antico Borgo degli Ebrei che racchiude alcune viuzze e una piazzetta a pochi passi dalla piazza principale. Non per niente il 2001 vede Pieve insignita del titolo di Città d’Arte.
Il centro storico è delimitato dalle quattro porte costruite nei punti cardinali a metà del secolo XIV, in passato raccordate da terrapieni e palizzate acuminate.
Porta Asìa, posta ad est, è sede di un piccolo ma interessante Museo dedicato alla Canapa, ricchezza di un’economia agricola prevalente fino alla fine degli anni Cinquanta. Porta Ferrara, con i suoi merli ghibellini, guarda la campagna a nord verso l’antico Bosco della Panfilia, oggi riserva naturale in via di valorizzazione. L’edificio accanto a Porta Ferrara è sede della Scuola di Artigianato e della Liuteria (un bel Museo della Liuteria è visitabile presso il Teatro Comunale restaurato). Porta Cento, a ovest, si presenta con la veste datale nel 1856 dopo un incendio. Porta Bologna, a sud, è stata recuperata al suo antico splendore medievale.

UN TUFFO NELL’ARTE E NELLA PITTURA

A Pieve di Cento, ha lavorato il Guercino, all’anagrafe Giovanni Fracesco Barbieri ( Ceto 1591 – Bologna 1666) e sono visitabili preziose tracce della sua arte. Chiamato il Guercino a causa di un occhio guercio, l’artista è uno dei massimi esponenti della grande stagione del seicento emiliano. Proprio la chiesa della Colleggiata di Santa Maria Maggiore di Pieve conteneva le sue opere di immenso valore insieme con quello del gotha della pittura bolognese. Ora, a seguito del terremoto, sono tutte ospitate e in mostra al Museo Magi 900, dall’Annunciazione del Guercino, alla celebrata Pala dell’Assunta di Guido Reni, oltre alle tele dello Scarsellino e al crocifisso ligneo del 300 ritenuto miracoloso, la cui leggenda vuole essere stata realizzata a partire dalla testa di una statua più antica sopravvissuta ad un incendio.

MUSEO BARGELLINI

Il Museo “Bargellini” delle Generazioni italiane del ‘900 è un museo privato, ricavato da un silos per lo stoccaggio del grano del 1933, dove si incontrano passato e futuro. Costituito su brillante intuizione di Giulio Bargellini si è arricchito negli anni con più di 4000 opere fra pittura, scultura e si possono ammirare i capolavori che hanno segnato la storia del xx secolo. Il  Museo contiene opere significative dell’ arte italiana fra cui Modigliani, De Pero, Balla, De Chirico, Carrà, Ligabue, Campigli, Severini, Sironi Minguzzi per citarne solo alcuni di un elenco veramente molto esteso. (www.magi900.com)

PALAZZI STORICI

I Palazzi privati e pubblici che spiccano nelle vie principali sono numerosi, alcuni hanno facciataMuseo Magi a Pieve di Cento severa, altri, come Palazzo Govoni sono più slanciati ed eleganti, così come Palazzo Mastellari, bell’esempio di edificio seicentesco. Pittoresco è il Palazzo, oggi in veste settecentesca, chiamato Baluardo e nei secoli passati palazzo fortificato Zambeccari. Spicca, ovviamente, il Palazzo Comunale (sec. XVI-XVII), che ospita l’Archivio notarile con documenti dal sec. XIV al XVII, e il Teatro fin dal ‘700, successivamente trasformato (nel 1856) in teatro all’italiana a tre ordini di palchi. Completamente restaurato, il Teatro è stato riaperto nel 2003.

PIAZZE E STORIE DA CONOSCERE

Altri scorci suggestivi vanno scoperti camminando nel centro storico, in particolare Piazza del Pozzo delle Catene e Vicolo delle Suore. Piazza del Pozzo delle Catene: così detta perché vi era collocato uno dei due pozzi del paese. (Documenti del 1330 attestano l’esistenza di due “pozzi della catena”: l’altro, oggi scomparso, era situato nell’attuale piazzetta di San Rocco). In questa piazzetta sorge la Casa degli Anziani, risalente al 1272 e originariamente ricovero per pellegrini e posta per i cavalli, che conserva tutt’ora l’antica trabeazione in legno su colonna.
Le leggende narrano che in questa piazzetta vi fosse il porticciolo di attracco delle barche che giungevano da Ferrara e Bologna. Degna di nota è inoltre un antica colonna di marmo con capitello (sec.XI-XII) sormontato da una croce di ferro e con il basamento in arenaria; il capitello originale è stato trasferito in una sala della Pinacoteca Civica e sostituito con una copia, mentre il basamento è stato rivestito in marmo. La colonna sembra indicasse il centro del cardine mediano di un territorio susseguente alla divisione romana in 100 centurie.
Un’altra felice occasione per recarsi a Pieve di Cento e in contemporanea nella  vicinissima Cento sono i carnevali che nulla hanno ad invidiare a quelli più famosi e accreditati.

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INFO

www.comunepievedicento.bo.it
www.pievedicento.org