Genova medievale e spirituale

Un breve tour a piedi, partendo dalla stazione Principe, per scoprire e vivere alcune tappe di una Genova medievale e spirituale, la città che non t’aspetti


Testo di Debora Bergaglio, Reportage fotografico di Vittorio Puggioni

Ricordo, come in un sogno, come mi sembravano alte le colonne dell’Università di Via Balbi a Genova, quando ci passavo da piccola, insieme a mia madre. Andavamo a fare shopping nelle belle botteghe genovesi, dagli artigiani e gli orafi della città. Era una specie di spedizione famigliare: io, mia madre e mia zia arrivavamo in stazione a Principe e poi attraversavamo a piedi tutta Via Balbi, per infilarci nei suggestivi vicoli, ricchi di colori e impregnati di odori. Ad un certo punto di via Balbi passavamo accanto a quello che mi sembrava un tempio: un’ampia apertura, archi, colonne e due splendidi leoni di pietra ai piedi della scalinata. Ricordo che una volta mia madre disse: “chissà se verrai qui a fare l’Università quando sarai grande?”

Così in effetti è stato, ho frequentato la Facoltà di Scienze Poltiche e varcato molte volte quell’atrio in Via Balbi, salutando i “leoni pietrificati”.

“Da grande” vedo Genova con occhi diversi. Sono rimasti i colori, gli odori, le melodie di una città speciale, dalle mille anime, ma quella che mi affascina maggiormente è la Genova medievale e spirituale, quella un poco più nascosta, che va cercata, esplorata, ascoltata.

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Salita di S. Brigida

Per esempio nella zona della stazione Principe, dove arrivano treni di turisti, pendolari, studenti e visitatori, fra botteghe, palazzi e musei più noti, ci sono piccoli grandi tesori medievali e spirituali da raggiungere a piedi, che forse non tutti conoscono così bene come altre mete più gettonate.

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Gli antichi lavatoi ( truogoli) di S. Brigida in Via Balbi

I TRUOGOLI DI SANTA BRIGIDA E IL MONASTERO “MISTO”

 Genova medievale Per esempio in Via Balbi, sulla destra scendendo verso piazza dell’Annunziata, si trovano i truogoli di Santa Brigida. Sono preceduti da una scala che scende verso la piccola e suggestiva piazzetta in cui sono stati recuperati gli antichi lavatoi (truogoli appunto), che prendevano l’acqua da una fonte detta Bocca di Bove. E’ difficile oggi da immaginare, ma il 24 marzo 1403 qui venne costruito un Monastero in cui erano giunte le monache agostiniane di Sarzana per costruire una chiesa dedicata a S. Brigida. Ma le suore non erano le uniche abitanti del Monastero, che eccezionalmente rispetto agli altri monasteri d’Italia, ospitava anche i frati, sempre di clausura, come le suore. Una coabitazione insolita che creò sospetti e imbarazzo, causando l’allontamanto dei frati nel 1606.

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Di quel monastero oggi non resta che un muro, l’arco d’ingresso, una colonna, una finestra e i resti di un affresco sotto un’arcata. Piccole tracce da cercare tra quei vicoli che rendono Genova una città unica. Resta naturalmente anche una certa atmosfera, che percepirete anche senza conoscere la storia dei truogoli di S. Brigida.

LA BASILICA DELL’ANNUNZIATA

Proseguendo nel nostro viaggio a piedi sulle tracce di una Genova medievale e spirituale, alla fine di via Balbi arriviamo in piazza della Nunziata, dominata dalla grandiosa facciata neoclassica della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, con sei colonne in stile ionico.

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Per la sua posizione centrale, sia per il traffico degli autobus, sia per la prossimità all’Università, la gradinata che porta alla Basilica è sempre affollata di studenti, turisti e visitatori. Abbandonati i gradini per spingersi oltre la porta d’ingresso, si rimane letteralmente incantati dalla bellezza e dalla magnificenza della Basilica, che rappresenta un esempio di Barocco del primo Seicento. Non a caso Montesquieu la definì la più bella chiesa di Genova. Ancora oggi è considerata un museo della storia dell’arte genovese del ‘600 grazie alle numerose opere dipinte da alcuni dei maggiori artisti liguri del tempo. La sua storia poi è ricca di fascino e vale la pena di ascoltarla, per questo vi invitiamo a programmare una visita guidata.

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Tutto iniziò nel 1228, anno in cui i Frati Umiliati provenienti dalla Lombardia, costruirono un convento e la piccola chiesa di Santa Marta del Prato. Nel 1508 arrivarono i Frati Francescani Coventuali che avviarono una nuova costruzione, seguendo uno stile tardo-gotico nel rispetto di quella che era la chiesa madre dell’ordine francescano. Infine nel 1537 i Conventuali abbandonarono la Chiesa che venne destinata ai Frati Francescani Osservanti. Nacque così la Santissima Annunziata del Vastato, un vero e proprio crocevia di ordini e di anime che resse anche ai forti bombardamenti della Seconda Gerra Mondiale. Oggi la Basilica è un punto di riferimento per inziative di solidarietà verso i poveri della città e luogo di preghiera della Comunità di S. Egidio.

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Il mercato del Carmine e dietro la Chiesa del Carmine e S. Agnese

IL MERCATO DEL CARMINE E I VICOLI

Uscita dall’ Annunziata, voltiamo a sinistra e seguiamo la strada in salita per andare a visitare un mercato molto speciale, il mercato del Carmine. Anche questa storia affonda le sue radici nel Medioevo, quando, in questa area dove oggi troviamo vicoli, locali, botteghe e la struttura in stile liberty del mercato, sorgeva in realtà un’area agricola con ulivi e alberi da frutto, che hanno lasciato una traccia nei nomi delle vie e delle piccole piazze, come: S. Bartolomeo dell’Olivella, vico fragole, vico zucchero, piazza della Giuggiola etc.

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Qui il mercato esisteva quindi fin dal Medioevo, ma fu negli anni ’80 del XIX secolo che, dopo l’allargamento di una piazzetta, prese il nome di Piazza del Carmine. L’aspetto attuale, con il mercato bio e il ristorante interno, risale ai lavori del 2010 e alla volontà di riportare la struttura a quello che fu il suo antico splendore e il suo storico ruolo di mercato rionale e punto di aggregazione per il quartiere e la città. Molto suggestiva è anche la piazzetta retrostante al mercato, su cui si affacciano piccole osterie tipiche in cui degustare un aperitivo o una cena in una zona “autentica” di Genova.

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LA CHIESA DEL CARMINE E LA FIGURA DI DON GALLO

Ed autentica è anche la spiritualità e la bellezza di un’altra, meravigliosa Chiesa storica, che si trova proprio sopra al Mercato del Carmine: la chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese. Un tempo c’erano anche un chiostro e un convento, poi demoliti nel 1870.

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La Chiesa del Carmine

Contrariamente a quanto la facciata potrebbe far pensare, l’interno è un vero tesoro gotico, con archi a ghiera e pilastri che dividono le tre navate, sopra le quali si trovano i capitelli originari. Qui si trova, intatta, una delle poche absidi a pianta rettangolare rimaste. Esempio unico a Genova e tipico  del gotico degli ordini mendicanti del XIII secolo.

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Per arrivare alla storia e all’attualità dei nostri giorni, in questa chiesa così speciale e bella, fu battezzato, il 27 marzo 1893, il leader comunista Palmiro Togliatti, nato nel rione del Carmine. Il 25 maggio 2013, invece, si svolsero proprio qui i funerali di Don Andrea Gallo, popolare sacerdote che fondò la “Comunità di San Benedetto al Porto”, personaggio scomodo negli ambienti ecclesiastici perchè ritenuto troppo di “sinistra”, sempre vicino agli ultimi, sempre in prima linea nelle situazioni di degrado e marginalità, amato e contestato, come tutte le grandi figure. In questo luogo si sente ancora il carisma del sacerdote che fu allontanato nel 1970 dalla chiesa del Carmine, in cui era un giovane assistente del parroco, per volere dalla curia genovese.

BOTTEGHE INSOLITE

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Lasciamo il Carmine e le sue atmosfere e scendiamo nuovamente verso la Nunziata. Anziché seguire la strada, ad un certo punto imbocchiamo una stretta via pedonale, via di Vallechiara, per toccare con mano come è fatta un’antica bottega di questa città.

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Fra le attività di questa strada un po’ nascosta, troviamo “il Sarto” e un affascinante negozio di modellismo, “Trenidea”. Uno dei quei negozi che non ti aspetti, che non si trovano più, un luogo in cui meravigliarsi, sognare e trovare pezzi di ricambio per chi coltiva la passione del modellismo, ferroviario o di altro tipo. Pur non essendo una cultrice, non ho resistito alla tentazione e sono entrata.

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