Genova e il Castello D’Albertis

Su una delle colline che sovrastano Genova, il Castello d’Albertis si mostra nella sua bellezza architettonica interna ed esterna e il Museo delle Culture del Mondo offre suggestive testimonianze della storia della città e non solo


di Debora Bergaglio

A poche fermate di Bus dalla stazione di Piazza Principe, nella “Superba” Genova, salendo verso l’alto, si trova il bellissimo Castello D’Albertis.
Uno scrigno di arte e cultura, intriso di spirito del viaggio, che domina dalla collina di Montegalletto, con il suo bel parco pubblico e le sue stanze ricche di storie e di viaggi, il porto e la città. Una città, quella di Genova, o “Zena” come la chiamano i suoi abitanti, che offre Musei, scorci, palazzi storici, caruggi, mare e locali d’altri tempi con prodotti tipici di grande fascino.

Interni del Castello D'Albertis a Genova
Fra i numerosi e bellissimi Musei che Genova vanta, vi consigliamo un visita a quello che meglio di tutti incarna lo spirito del viaggio e dell’incontro, e la cui storia ci ha sensibilmente affascinato: si tratta de “Il Museo delle Culture del Mondo” di Castello D’Albertis.

Castello D'Albertis - Vista sul porto di Genova
Come dicevamo, raggiungerlo è molto semplice; bastano dieci minuti di Bus dalla stazione di P. Principe e 100 metri a piedi. All’entrata si rimane stupiti dalla folta vegetazione del parco che custodisce torri e mura difensive, nascondendoli da sguardi indiscreti. Un sentiero tortuoso nel parco, che è area pubblica aperta a tutti, ci conduce verso l’ingresso principale, preceduto da  un’ampio spiazzo e una meravigliosa vista dall’alto di Genova. Verso l’ora del tramonto, quando i raggi rossi del sole illuminano il castello, questa visuale è ancora più suggestiva e insolita.

Una passeggiata nel parco e nell’area esterna al castello per catturarne colori, scorci e scattare qualche bella foto ricordo, è d’obbligo.
Poi viene il momento di visitare e ammirare la dimora del Capitano Enrico Alberto D’Albertis, ideatore di questo museo, frutto dei suoi viaggi e del suo amore per le culture del mondo. Una storia davvero interessante, che stanza dopo stanza, ripercorre i viaggi per mare e per terra realizzati dal Capitano tra ‘800 e ‘900. Costruito su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892, questo castello testimonia il fascino dei mondi lontani percorsi da un’animo avventuroso e intriso di genovesità e amore per il mare.

Torretta del Castello D'Albertis a Genova
Nel 1932, alla morte del Capitano, il castello e le sue collezioni passano alla città di Genova, offrendo a tutti i suoi concittadini e non solo, la possibilità di arricchirsi ed ispirarsi attraverso il materiale archeologico ed etnografico, ma anche ai rimandi esotici, neogotici ed ispano-moreschi che testimoniano la curiosità e il desiderio di avventura di questo grande viaggiatore genovese e italiano vissuto nel scorso secolo.
Durante la vostra visita algli ambienti del castello potrete ammirare: il paesaggio sacro nordamericano, la dimora, il museo delle culture, le medicine tradizionali dei popoli, le musiche dei popoli, il castello sulla carta e l’archivio fotografico.

IL CAPITANO

Il Capitano D’Albertis (1846-1932), fu non solo un viaggiatore avventuroso, ma anche uno scrittore che conquistò un posto d’onore nella vita culturale e scientifica della Genova di fine ’800. Dalla Marina Militare passò alla Marina Mercantile per dedicarsi a tempo pieno alla navigazione da diporto e fondò il primo Yacht Club Italiano nel 1879. Viaggiò a bordo de suoi due cutter “Violante” e “Corsaro”, solcando il Mediterraneo e l’Atlantico, per seguire la rotta di Colombo fino a San Salvador.Vista sul porto di Genova dal Castello D'Albertis
Grazie alla sua frequentazione del Marchese Giacomo Doria, fondatore del Museo di Storia Naturale cittadino, cercò di rendersi utile alla ricerca e durante i suoi viaggi eseguì analisi dei mari, dei pesci e delle piante in cui si imbatteva. Il capitano compì tre giri del mondo e il periplo dell’Africa, utilizzando i più svariati mezzi di trasporto: dalla nave al cavallo, dal treno al cammello, dalle barche a vela agli idrovolanti. Da vero appassionato, costruì oltre 100 orologi solari in tutto il mondo, di cui 10 al Castello D’Albertis, e scattò migliaia di fotografie.

Ecco una frase e un invito del Capitano:

Oh giovani italiani,
che avete salute, tempo e denaro,
viaggiate, viaggiate senza aspettare l’età della prudenza forzata,
degli acciacchi e del rimpianto.
Abbandonate il vostro paese durante le umide,
le fredde e uggiose giornate di Novembre e Dicembre,
rincorrete il sole che vi fugge, riafferratelo, chè a tanto equivale un viaggio alle terre del mezzogiorno.
E. A. d’Albertis (1846-1932, Genova)

E da qui, proprio da queste parole, iniziano un’altra storia e un altro viaggio. L’avventura di Alessandro Zeggio,  genovese “contagiato” dallo spirito avventuroso del Capitano e che ha preso alla lettera questo invito e realizzato un viaggio in bici da Genova a Gerusalemme. LEGGI TUTTO.

INFO

www.museidigenova.it