Faenza, città della ceramica e del Palio

Un tuffo nella storia, nell’arte e nelle tradizioni di Faenza, cittadina antica che ammalia i visitatori tra i suoi rioni che hanno tanto da raccontare


di Silvana Benedetti

Faenza (RA), è una città ricca di cultura e tradizioni che scaturiscono dalla propria secolare storia: musei e biblioteche rionali, edifici d’inestimabile valore, rievocazioni storiche, gastronomia rinascimentale, Palio del Niballo, cavalli e cavalieri.
A Faenza si può scoprire un ambiente artistico dinamico e vivace, che si nutre dell’importante patrimonio architettonico e museale della città, dell’antico lavoro delle “botteghe” ceramiche e della presenza delle scuole d’arte. Nella capitale della ceramica artistica, numerose sono le manifestazioni culturali e le attrattive turistiche che accolgono chiunque vi faccia visita.

Faenza ceramiche botteghe
TURISTI NELLE BOTTEGHE-LABORATORIO

Il nome di Faenza nel periodo rinascimentale brillava già per la produzione di oggetti in ceramica di fattura squisita, esportati in molti Paesi europei. Fin dal 1500, e ancora oggi, in gran parte del mondo maiolica si dice faience, francesizzazione di Faenza. La tradizione artistica e artigianale prosegue da oltre cinque secoli e continua a tradursi in oggetti unici, in vendita nelle oltre 50 botteghe ceramiche della città. Entrare in questi negozi è una vera esperienza: oggi come in passato, i maestri d’arte ceramica accolgono il turista personalmente nelle loro botteghe-laboratorio, dove lo iniziano ai segreti della modellazione delle opere, della lavorazione al tornio o della raffinata decorazione.

Bottega a Faenza

MIC, MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE

È una porta di legno, al numero 19 di Via Baccarini, l’indirizzo più ricercato di Faenza. Migliaia di persone varcano ogni anno l’ingresso e ne escono più tardi con l’aria felice. Dietro questo portone si apre uno dei più importanti musei europei di ceramiche artistiche: é il MIC, il Museo Internazionale delle Ceramiche. Fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini e riconosciuto come simbolo di pace dall’UNESCO,  il Museo Internazionale delle Ceramiche [MIC] presenta la più grande raccolta tipologica al mondo dedicata alla ceramica.

Mic di Faenza

Il MIC, offre nei suoi spazi espositivi il confronto e l’incontro tra le culture ceramiche di ogni tempo e luogo. Ne sono testimonianza le raccolte provenienti dall’Estremo Oriente, dalla Siria, dall’Iran, dall’Egitto, dalla Turchia, dal Sud America, che coinvolgono il visitatore permettendogli di vivere un’esperienza unica. Il museo oggi conserva e promuove un patrimonio di oltre 60.000 opere, antiche e contemporanee, esposte in spazi museali che coprono una superficie di oltre 15.000 metri quadri.

POLO CULTURALE CON PERSONAGGI DI SPICCO

Le collezioni di ceramiche del Museo si sono arricchite negli anni in modo esponenziale, tanto da divenire un unicum nel panorama nazionale e internazionale: lo testimoniano gli incomparabili capolavori italiani del Rinascimento, le opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Lucio Fontana e altri innumerevoli esempi di eccellenza. Ma il MIC non è solo conservazione ed esposizione, vero polo culturale ceramico ospita una Biblioteca Storica contenente oltre 60.000 testi dedicati alla ceramica, un Laboratorio di Restauro, un operoso Laboratorio Didattico fondato da Bruno Munari, Archivi fotografici e documentari e pubblica, dal 1913, la rivista specialistica di ceramica “Faenza”.

Faenza Zauli il Museo

IL MUSEO ZAULI

Al Museo Carlo Zauli si scopre intatta, nell’antica bottega del maestro, l’affascinante atmosfera creativa e intimistica del laboratorio artigianale: atmosfera tipica di un “lavoro antico” che si ritrova, immutata, nelle tante botteghe ceramiche che s’incontrano in città. Infatti, il vero scrigno dove sono conservati e tramandati i segreti delle forme, degli smalti e dei decori della tradizione ceramica faentina sono le botteghe nelle quali, dal Trecento ad oggi senza soluzione di continuità, sopravvivono e si reinventano continuamente lo spirito, la creatività e l’abilità dei custodi di un’arte antichissima e moderna al tempo stesso.

Faenza Museo Zauli
NON SOLO CERAMICHE, LA VISITA DEI RIONI

A Faenza la storia diviene anche  spettacolo e coinvolgimento grazie ai Rioni. Attraverso la visita dei Rioni è possibile intraprendere un interessante e originale percorso cittadino, alla scoperta di alcuni degli angoli più affascinanti e suggestivi della città. I cinque Rioni, nel rispetto dell’antica ripartizione cittadina, rappresentano le zone in cui attualmente è diviso tutto il territorio urbano ed extra urbano di Faenza e precisamente: Borgo Durbecco –  Rione Bianco, Rione Giallo – Porta Ponte, Rione Nero – Porta Ravegnana, Rione Rosso – Porta Imolese, Rione Verde – Porta Montanara. I Rioni, salvo il Borgo Durbecco posto fuori le mura, presero il nome della porta cui era affidata la difesa degli abitanti circostanti in caso di assedio, mentre nel settecento subentrò nel nome anche il colore originato dal proprio gonfalone.

Faenza Palio
IL NIBALLO PALIO DI FAENZA

I Rioni promuovono varie attività e manifestazioni a valenza rievocativa, culturale e storica, in primis il rinomato e celebre “Niballo Palio di Faenza”, in programma sempre la quarta domenica del mese di giugno, di cui quest’anno si svolgerà la 58° edizione. Il Palio rappresenta solo il momento conclusivo di una serie di appuntamenti spettacolari, conviviali e gastronomici. Infatti, Palio a Faenzatutte le sere della settimana precedente la gara, i 5 Rioni danno vita a serate gastronomiche con menù a tema e tradizionali, con anche la riproposizione di pietanze rinascimentali. Il Niballo è una delle più antiche e conosciute giostre medioevali risalenti  al 1164. A sfidarsi sono i cavalieri dei 5 Rioni. La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio, di 8 centimetri di diametro, posto all’estremità dei due bracci del Niballo. La corsa è preceduta da un Corteo Storico a cui prendono parte oltre 400 figuranti in rappresentanza di tutti i Rioni e del Gruppo Municipale.

Ed ecco i rioni:

Borgo Durbecco – Rione Bianco (Piazza Fra Sabba, 5 – www.borgodurbecco.it)
La sede del Borgo Durbecco è adiacente alla Chiesa della Commenda, uno degli edifici storico-artistici più importanti dell’intero patrimonio faentino. La data di fondazione risale ai secoli XI°-XII°, mentre il campanile, restaurato dopo la guerra, è del cinquecento. Il Museo rionale conserva molte testimonianze storiche del Palio, la Sala dei Costumi e, nella biblioteca, sono conservati l’archivio fotografico del Rione, i manifesti riguardanti il Palio e altre manifestazioni italiane ed estere cui hanno partecipato gli sbandieratori, libri e altri testi di ricerca storica sui costumi e sulle tradizioni.

Rione Giallo – Porta Ponte (Via Bondiolo, 85 – www.rionegiallo.it)
Possiede un ricco patrimonio di modelli e costumi, armi e armature che vengono indossate dalle comparse rionali in occasione delle varie manifestazioni alle quali il Rione partecipa. Ha inoltre una propria biblioteca, intitolata al poeta faentino Angelo Lapi, che raccoglie testi e documenti che trattano la storia rinascimentale, con particolare attenzione a quella faentina.

Rione Nero – Porta Ravegnana (Via della Croce, 14 – www.rionenero.it).
La sede del Rione Nero è ubicata all’interno di un’area cortilizia dove si effettuano tutte le attività rionali. Nella sede vengono custoditi i drappi di raso rosso testimoni delle vittorie conseguite nella corsa del Palio del Niballo. La sede accoglie  al piano superiore un museo nel quale si conservano i ricchi costumi da sfilata e i pannelli ceramici a ricordo dei palii vinti dai cavalieri, eseguiti dai migliori maestri d’arte della ceramica faentina.

Rione Rosso – Porta Imolese (Via Campidori, 28 – www.rionerosso.it)
La sede del Rione anticamente ospitava il Convento delle Suore Clarisse. All’interno, al piano terreno, vi sono i locali del Circolo ricreativo; l’area cortilizia, con l’antica torre dove un tempo veniva essiccata la seta, divide i locali della cucina e della sala da pranzo. Caratteristiche sono le cantine, denominate “Baiocco”: esse si sviluppano in tre navate, più una quarta denominata “Baiocchino”. Nel periodo che precede il Palio si effettuano cene Rinascimentali. Al piano superiore vi sono le “Sale nobili” all’interno delle quali sono esposti i costumi che, in occasione del Palio, vengono usati per la vestizione dei personaggi che compongono la “Passeggiata Storica”.

Rione Verde – Porta Montanara (Via Cavour, 37 – www.rioneverde.net)
I locali che occupa appartengono a uno dei nuclei architettonici più antichi di Faenza. Notizie storiche attestano che in quel luogo sorgeva un monastero benedettino risalente al 700 d.C che è rimasto attivo fino alla soppressione napoleonica. Nell’ultimo triennio il complesso è stato ristrutturato ed è stata ricostruita l’ala mancante dell’antico chiostro e realizzata una struttura ricettiva polivalente. Il Rione promuove la realizzazione della “Fiera di San Rocco” nella prima domenica di novembre e l’organizzazione di conferenze e  attività ludiche. Dalla prima domenica di giugno si organizzano vari eventi, fra i quali “La Folle Corsa delle Bighe”: una goliardica corsa  in costume dell’antica Roma.


INFO

Palio
www.terredifaenza.it
Comune