Cosa vedere in Sicilia: il territorio di Enna

Viaggio nel distretto turistico “Dea di Morgantina”, nella provincia di Enna, dove mito, arte e natura, che hanno ispirato anche Camilleri, incantano i visitatori e godono della tutela dell’Unesco


Di Alessandro Tavilla

Cultura, storia, arte, colori, leggende, tutte distribuite e diffuse in un circuito, siciliano, che ruota attorno al territorio di Enna e delle province limitrofe. Se state pensando a cosa vedere in Sicilia, nel prossimo viaggio, non perdetevi il Distretto turistico “Dea di Morgantina”, che prende il nome dall’antica città di Morgantina, una di quelle di cui si hanno maggiori notizie, raccolte in maniera frammentaria a testimonianza di una sua vita iniziata in era preistorica e terminata in epoca preromanica, come si evince da alcuni resti venuti alla luce da scavi effettuati nella metà del secolo scorso da un gruppo di ricercatori statunitensi. Il mito di questa città così arcaica si diffonde in tutta l’area circostante per centinaia di chilometri, a raccontare storie differenti per ogni sito, ispiratore anche di romanzi, poesie e testi letterari, tra cui quelli ormai celebri di Andrea Camilleri, che ha vissuto alcuni anni nell’ennese, traendone ispirazione per le sue fatiche scritte.

Morgantina, cosa vedere in Sicilia
Morgantina

LA VILLA ROMANA DEL CASALE A PIAZZA ARMERINA

Partiamo da un luogo sempre suggestivo e stupefacente per la sua conservazione, ossia la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, diventata Patrimonio dell’Unesco nel 1997, e prezioso modello di abitazione di rappresentanza romana, con i suoi incomparabili mosaici, che raccontano sui pavimenti e sulle mura le diverse fasi della vita di quello che probabilmente era un rappresentante dell’aristocrazia romana. Difatti, grazie a tali raffigurazioni si intuiscono alcuni degli stili di vita del periodo identificato intorno al IV secolo d.C., tra cui il Mosaico della Grande Caccia.

CALTAGIRONE TRA CERAMICHE E BAROCCO

E continuando in questo tour su cosa vedere in Sicilia, e nel solco dei luoghi entrati a far parte della tutela dell’Unesco, spostandosi di pochi chilometri da Piazza Armerina, sconfinando nella provincia di Catania, si può entrare a Caltagirone, cittadina dove esplode nella sua massima bellezza il barocco e l’arte dei ceramisti. Artigiani che infatti sono sparsi lungo tutte le strade della cittadina, e che nelle loro botteghe spesso possono essere osservati mentre creano alcuni dei prodotti decorati come da ultracentenaria tradizione. Immancabile, infatti, in un luogo tale, è il Museo della Ceramica, che conta circa 2.500 elementi, che attraversano due millenni e mezzo di storia. Storia che si respira uscendo dalle botteghe e camminando tra le vie, dove palazzi, chiese e la celebre Scalinata di Santa Maria al Monte, composta da 142 gradini adornati con variopinte ceramiche, si offrono agli occhi del visitatore, che attraverso tale suggestione probabilmente comprende i motivi che hanno reso Caltagirone, dal 2002, Patrimonio dell’Umanità.

L’ANTICA MORGANTINA E IL MUSEO DI AIDONE

Cosa vedere in Sicilia

Tornando nel cuore della provincia ennese, nel territorio di Aidone, si riscopre invece il sito antico di Morgantina, l’arcaica città greca e romana venuta alla luce in virtù degli scavi iniziati nel 1955, e che grazie alla gran parte del suo centro urbano riemerso racconta secoli delle sue vicende, che partono dalla preistoria e giungono fino all’epoca romana-repubblicana. Una serie di abitazioni e costruzioni sparse anche sul colle della Cittadella, che era abitata dai Morgeti, da cui si presume abbia preso il nome il sito.
Pezzi di vita ricostruiti anche grazie ai reperti raccolti ed esposti nel Museo di Aidone, ricco di pannelli esplicativi e carte topografiche. All’interno si trova anche la tanto contesa statua della Dea di Morgantina, alta 2,20 metri e da sempre avvolta dal mistero per la sua composizione e il suo significato. Anche se recentemente le opinioni degli storici ritengono che raffiguri Demetra, dea delle messi e della fertilità femminile e dei campi, particolarmente venerata nel distretto sud-orientale della Sicilia, fino a Gela e Siracusa, nei secoli IV e V avanti Cristo.

lago Pergusa, Sicilia
Lago Pergusa, Sicilia

ENNA, IL CAPOLUOGO PIU’ ALTO D’ITALIA

Un viaggio variegato e ricco, insomma, di arte e storia lunga millenni, in questo “ombelico” di Sicilia qual è il territorio ennese. E proprio il suo centro, Enna stessa, non è trascurabile. Con i suoi 970 metri sul livello del mare ha il primato di essere il capoluogo di provincia più alto d’Italia e conserva un bel patrimonio artistico, tra cui spiccano il Duomo e il Castello di Lombardia con la sua Torre Pisana. Il primo, eretto su una caratteristica scalinata, è divenuto Luogo di pace dell’Unesco nel 2008. Il maniero, invece, di età medievale, esteso per circa 26.000 m², è uno dei più grandi d’Italia e deve il suo nome ai soldati lombardi presenti in Sicilia al tempo dei normanni. E da qui, grazie all’altezza della Torre Pisana, si possono ammirare i paesaggi circostanti anche più lontani, tra cui la vetta dell’Etna e il Lago di Pergusa.

castello lombardia veduta panoramica
Veduta panoramica dal Castello Lombardia

IL LAGO DI PERGUSA E LA RISERVA ROSSOMANNO

E proprio da questo paesaggio si può terminare il racconto di cosa vedere in Sicilia e di questa terra, descrivendone anche le bellezze naturali. Il Lago di Pergusa, infatti, seppur non di grandi dimensioni, è la prima Riserva Naturale Speciale della Regione siciliana, ed è un Sito d’Importanza Comunitaria per l’Unione Europea, in quanto zona d’incrocio dei flussi migratori di uccelli quali il chiurlo e l’airone rosso, per farne due esempi. Un’oasi naturale preziosissima, quindi, che fa il paio con la Riserva Naturale Orientata Rossomanno, regno delle cosiddette “Pietre incantate”, protagoniste di affascinanti leggende antiche in mezzo a una verde distesa di conifere.

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